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Restituzione In Termine

8 provvedimenti applicano questo termine

Definizione

Un istituto processuale che consente di riaprire i termini per compiere un atto (ad esempio un'impugnazione) quando la parte dimostra di non averlo potuto fare entro la scadenza per cause di forza maggiore o caso fortuito, senza sua colpa.

Norme più ricorrenti in questi provvedimenti

Provvedimenti

Restituzione in termine: negata se si finge di non capire l’italiano
Due cittadini stranieri hanno richiesto la restituzione in termine per opporsi a un decreto penale di condanna per resistenza a pubblico ufficiale. Gli imputati sostenevano di non comprendere la lingua italiana e di aver avuto difficoltà di spostamento a causa dell'emergenza sanitaria da Covid-19. La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibili i ricorsi. I giudici hanno evidenziato che i verbali delle forze dell'ordine attestavano la loro piena comprensione dell'italiano al momento del controllo. Inoltre, le restrizioni pandemiche non impedivano i contatti telefonici o telematici con il difensore. Di conseguenza, la richiesta di restituzione in termine è stata rigettata e i ricorrenti sono stati condannati al pagamento delle spese e di una sanzione pecuniaria.
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Fuga dopo la condanna: no alla restituzione in termine per impugnare
Un imputato, dopo una condanna per vari reati, si allontana volontariamente dal territorio nazionale, rendendosi irreperibile. Il suo avvocato, impossibilitato a contattarlo per presentare appello, chiede la restituzione in termine per impugnare. La Corte di Cassazione ha respinto la richiesta. I giudici hanno stabilito che la scelta libera e volontaria di rendersi irreperibile non costituisce né 'caso fortuito' né 'forza maggiore'. Di conseguenza, l'imputato non può beneficiare di una situazione che lui stesso ha creato. La mancata impugnazione è una conseguenza diretta della sua condotta e il termine perentorio non può essere riaperto.
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Restituzione in termine: quando non è concessa
Un imputato, detenuto per altra causa, ha richiesto la restituzione in termine per impugnare due sentenze di condanna, sostenendo di non aver mai avuto conoscenza dei processi. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile. È stato provato che l'imputato aveva ricevuto notifica personale della citazione in carcere e, soprattutto, era assistito da due avvocati di fiducia, dimostrando così una conoscenza effettiva del procedimento che esclude il diritto alla restituzione in termine.
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Restituzione in termine: se l’imputato è irreperibile
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato che chiedeva la restituzione in termine per proporre appello. La Corte ha stabilito che la mancata conoscenza del processo non può essere giustificata se deriva dalla volontaria irreperibilità dell'imputato presso il domicilio da lui stesso eletto, venendo meno all'onere di allegare le ragioni della sua assenza.
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Nullità assoluta: i rimedi dopo il giudicato
La Cassazione chiarisce che la nullità assoluta, come l'omessa notifica al difensore di fiducia, non può essere sanata con la restituzione nel termine dopo il passaggio in giudicato della sentenza. Il ricorso è stato dichiarato inammissibile, indicando la rescissione del giudicato come l'unico strumento corretto per l'imputato che non ha avuto conoscenza del processo.
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Restituzione in termine: no alla Riforma Cartabia
Un imprenditore, condannato per lesioni colpose a seguito di un infortunio sul lavoro, ha richiesto la restituzione in termine per impugnare la sentenza, invocando le nuove norme della Riforma Cartabia. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile, stabilendo un principio fondamentale: le nuove disposizioni sulla restituzione in termine non sono retroattive e si applicano solo alle sentenze pronunciate dopo l'entrata in vigore della riforma, sottolineando l'importanza delle disposizioni transitorie.
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Restituzione in termine: quando è tardiva l’istanza
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile una richiesta di restituzione in termine per impugnare una sentenza di patteggiamento. L'istanza è stata giudicata tardiva perché presentata oltre il termine di dieci giorni dalla conoscenza effettiva del provvedimento, non sussistendo i presupposti del caso fortuito.
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Impugnazione inammissibile: la decisione della Cassazione
La Corte di Cassazione ha dichiarato l'impugnazione inammissibile presentata da un individuo contro una precedente decisione della stessa Corte. Il ricorso mirava a ottenere la restituzione dei termini per appellare una condanna. La Cassazione ha ribadito che le proprie sentenze non sono soggette a ulteriore impugnazione ordinaria, condannando il ricorrente al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.
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