Due medici sono stati condannati per omicidio colposo a causa del decesso di un paziente ricoverato. I sanitari avevano omesso di diagnosticare una crisi ischemica notturna in corso, limitandosi a somministrare dello zucchero e attendendo oltre due ore senza disporre il trasferimento in rianimazione o l'intubazione. La Corte di Cassazione, pur rilevando la gravità della condotta omissiva, ha riscontrato che il reato si era estinto per il decorso del tempo. Di conseguenza, la Suprema Corte ha annullato senza rinvio la sentenza di condanna per intervenuta prescrizione. La decisione evidenzia come, nei casi di responsabilità medica, l'estinzione del reato per prescrizione impedisca l'esame approfondito del merito, qualora i ricorsi non siano manifestamente inammissibili.
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