L'Intermediario è stato sottoposto agli arresti domiciliari con l'accusa di aver mediato nel reato di corruzione. Lo scopo era ottenere in anticipo le risposte di un concorso universitario per insegnanti di sostegno, pagando un funzionario pubblico rimasto ignoto. La difesa ha contestato la competenza territoriale del Tribunale di Crotone, sostenendo che l'accordo fosse avvenuto altrove, e ha negato la gravità degli indizi a causa della mancata identificazione del corrotto. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso. I giudici hanno chiarito che, se il luogo dell'accordo corruttivo è sconosciuto, la competenza spetta al tribunale che per primo ha registrato la notizia di reato. Inoltre, per configurare il reato di corruzione non è necessario identificare il funzionario pubblico, purché sia certo il suo intervento illecito nella fuga di notizie riservate.
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