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Regolamento

39 provvedimenti applicano questo termine

Definizione

Nel diritto il termine regolamento viene usato per designare atti normativi emanati da organi dello stato, enti pubblici, organizzazioni internazionali ed anche enti privati per disciplinare determinate materie o il proprio funzionamento. In particolare, viene utilizzato per designare: atti normativi emanati dal governo, da autorità amministrative indipendenti o da enti pubblici, territoriali e no, dotati di autonomia regolamentare, in base ad una potestà attribuita dalla costituzione o dalla legge e collocati in una posizione subordinata a quest'ultima nella gerarchia delle fonti del diritto; atti normativi emanati dalle camere del parlamento o da altri organi costituzionali per disciplinare la loro organizzazione interna e il loro funzionamento; questi regolamenti, a differenza dei precedenti, non sono, nella maggioranza degli ordinamenti, subordinati alla legge ma posti sullo stesso piano, rapportandosi con essa secondo il principio di competenza (generale quella della legge, riservata a determinate materie quella del regolamento).

Norme più ricorrenti in questi provvedimenti

Provvedimenti

Competenza funzionale e danni del curatore
Un ex amministratore di una società fallita ha citato in giudizio il curatore fallimentare per ottenere il risarcimento dei danni derivanti da presunte condotte diffamatorie contenute in atti della procedura. Il curatore ha eccepito la competenza funzionale del tribunale fallimentare di Perugia, sostenendo che l'azione derivasse dal fallimento. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, confermando la competenza del tribunale ordinario di Roma. La Corte ha chiarito che la competenza funzionale non opera per azioni risarcitorie personali che non incidono sulla massa fallimentare e non modificano lo schema legale tipico del rapporto, nonostante il legame occasionale con l'incarico professionale.
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Regolamento di competenza e riassegnazione in Cassazione
Una società immobiliare ha proposto un ricorso per regolamento di competenza contro un'ordinanza di vendita emessa nell'ambito di una procedura esecutiva. La Sesta Sezione Civile della Corte di Cassazione ha rilevato che la materia del contendere, riguardando l'esecuzione forzata per espropriazione, rientra nella competenza tabellare della Terza Sezione Civile. Di conseguenza, la Corte ha disposto la rimessione degli atti al Primo Presidente per la corretta riassegnazione del procedimento alla sezione competente.
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Contributo di solidarietà: stop ai tagli illegittimi
La Corte di Cassazione ha confermato l'illegittimità del contributo di solidarietà applicato da una cassa di previdenza professionale sulle pensioni già maturate dai propri iscritti. La decisione stabilisce che tali trattenute, avendo natura di prestazione patrimoniale imposta, necessitano di una specifica autorizzazione legislativa ai sensi dell'Art. 23 della Costituzione. Il solo regolamento interno dell'ente non è sufficiente a giustificare il prelievo, obbligando la cassa alla restituzione delle somme indebitamente trattenute al pensionato.
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Contributo di solidarietà: illegittimo il prelievo
La Corte di Cassazione ha confermato l'illegittimità del contributo di solidarietà applicato da una Cassa di previdenza professionale sui ratei di pensione maturati tra il 2009 e il 2013. La decisione ribadisce che gli enti previdenziali privatizzati non possono istituire autonomamente prelievi forzosi tramite regolamenti interni, poiché tali trattenute costituiscono prestazioni patrimoniali imposte. Secondo l'Articolo 23 della Costituzione, ogni imposizione di questo tipo richiede una specifica base legislativa, che nel caso di specie è risultata assente.
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Patto parasociale e competenza Tribunale Imprese
La Corte di Cassazione ha chiarito che un accordo transattivo volto a ridefinire i rapporti tra soci costituisce un patto parasociale, anche se atipico. La controversia riguardava la restituzione di azioni e dividendi derivanti da un accordo di garanzia tra un istituto di credito e una società cooperativa in fallimento. Poiché l'atto incideva sulla stabilità degli assetti proprietari e sulla governance, la competenza spetta alla Sezione Specializzata in materia di impresa. La decisione conferma che la natura transattiva dell'atto non esclude la sua rilevanza societaria ai fini della competenza giudiziale.
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Competenza Sezioni Specializzate: canali e copyright
La Corte di Cassazione ha confermato la **Competenza Sezioni Specializzate** in materia di impresa per una lite riguardante la sospensione di canali digitali. Sebbene l'utente avesse contestato un generico inadempimento contrattuale, la ragione della sospensione risiedeva in presunte violazioni del diritto d'autore. La Corte ha stabilito che la connessione con la materia specialistica del copyright attrae la causa presso il tribunale specializzato, anche se la questione viene sollevata in via incidentale o come difesa dalla società tecnologica.
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Regolamento di competenza: limiti del Giudice di Pace
Una ditta individuale ha impugnato tramite regolamento di competenza la decisione di un Giudice di Pace che si era dichiarato incompetente per valore in merito a una lite per lavori condominiali. La Suprema Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile, ribadendo che, ai sensi dell'art. 46 c.p.c., il regolamento di competenza non è applicabile ai giudizi davanti al Giudice di Pace. Tali provvedimenti devono essere impugnati esclusivamente con l'appello.
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Competenza territoriale: dove impugnare il licenziamento
La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso di una lavoratrice riguardante la competenza territoriale in una causa di licenziamento. Il Tribunale di merito aveva inizialmente declinato la propria competenza a favore del foro della sede legale della società. Tuttavia, la Suprema Corte ha stabilito che la competenza territoriale si radica presso la sede operativa dove il rapporto è stato effettivamente gestito, dove sono avvenute le contestazioni disciplinari e dove è stato intimato il licenziamento. Tale luogo integra la nozione di dipendenza aziendale prevista dal codice di procedura civile, rendendo irrilevante la sola ubicazione della sede legale se la gestione del rapporto avviene altrove.
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Distanze legali: costruire sul confine e aderenza
La Corte di Cassazione ha chiarito i criteri di interpretazione dei regolamenti edilizi locali in materia di distanze legali. Il caso riguardava un fabbricato costruito sul confine ma non in aderenza a quello del vicino. La Corte d'Appello aveva ordinato la demolizione parziale, interpretando restrittivamente la norma locale che consentiva la costruzione in aderenza o sul confine. La Cassazione ha invece stabilito che la congiunzione o ha valore disgiuntivo e che il principio di prevenzione permette al proprietario di scegliere tra diverse opzioni costruttive, purché siano rispettate le distanze minime tra i fabbricati previste dallo strumento urbanistico.
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Competenza per valore: il calcolo delle parcelle
Un avvocato ha agito in giudizio per ottenere il pagamento delle proprie spettanze professionali maturate per la difesa di due coniugi in un procedimento penale. Il Tribunale adito aveva inizialmente declinato la propria competenza a favore del Giudice di Pace, sostenendo che i mandati fossero distinti e che il valore di ciascuno non superasse la soglia di competenza del Tribunale. La Corte di Cassazione, accogliendo il ricorso, ha stabilito che ai fini della **Competenza per valore**, quando viene chiesto l'adempimento per quote di un'obbligazione da più persone, il valore della causa si determina dall'intera obbligazione, sommando le singole quote.
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Competenza territoriale: cause contro Enti Locali
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso per regolamento di competenza presentato da un raggruppamento di imprese contro un Ente locale. La controversia riguardava la revoca dell'aggiudicazione di un appalto di vigilanza. La Suprema Corte ha confermato che la competenza territoriale spetta al Tribunale del luogo in cui l'Ente ha sede legale, escludendo che un Comune possa avere stabilimenti secondari rilevanti ai fini dell'art. 19 c.p.c. fuori dal proprio territorio. Inoltre, è stata ribadita la centralità del luogo di esecuzione della prestazione principale per determinare il forum destinatae solutionis.
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Incompetenza territoriale: i tempi nel rito del lavoro
Un docente ha citato in giudizio un'amministrazione pubblica per ottenere il risarcimento dei danni derivanti da un'illegittima gestione di un'assegnazione provvisoria. Dopo oltre quattro anni di causa e diverse udienze, il Tribunale adito ha dichiarato la propria incompetenza territoriale. La Corte di Cassazione, investita della questione, ha stabilito che tale decisione è illegittima per violazione dei termini processuali. Nel rito del lavoro, infatti, l'incompetenza territoriale deve essere rilevata d'ufficio non oltre la prima udienza di discussione. Poiché il rilievo è avvenuto tardivamente, la competenza rimane radicata presso il primo giudice.
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Giurisdizione incarichi medici: decide il Giudice Civile
Le Sezioni Unite della Cassazione hanno stabilito che la giurisdizione sulle controversie relative al conferimento di incarichi di direzione di struttura complessa in ambito sanitario spetta al giudice ordinario. Nonostante la riforma del 2022 abbia introdotto una graduatoria vincolante per il Direttore Generale, tale procedura non costituisce un concorso pubblico per l'assunzione, ma un atto di gestione del rapporto di lavoro già esistente. La Corte ha chiarito che l'incarico non comporta una progressione verticale tra aree diverse, confermando la natura privatistica dell'atto datoriale.
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Parasubordinazione: competenza del giudice del lavoro
La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso di una società che contestava la competenza del Tribunale del Lavoro in merito a una lite su provvigioni e indennità di agenzia. La società sosteneva che l'agente operasse come imprenditore autonomo, invocando la competenza del tribunale civile ordinario. La Suprema Corte ha invece confermato che, trattandosi di agente persona fisica, opera una presunzione di parasubordinazione. La decisione ribadisce che la competenza si determina sulla base della domanda dell'attore e che l'impiego di collaboratori ausiliari non esclude la natura personale e coordinata del rapporto di lavoro.
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Proprietà condominiale: vialetto comune o privato?
La Corte di Cassazione ha affrontato una disputa riguardante la natura di un vialetto d'accesso, inizialmente qualificato come proprietà condominiale dai giudici di merito. Il ricorrente sosteneva che il vialetto fosse di sua proprietà esclusiva, seppur gravato da una servitù di passaggio a favore dei vicini. La Suprema Corte ha accolto il ricorso, evidenziando che il regolamento di condominio e le planimetrie allegate non costituiscono titoli di proprietà validi per superare quanto indicato negli atti d'acquisto originali, i quali facevano esplicito riferimento a servitù di passaggio su aree private.
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Usucapione e confini: quando scatta l’acquisto
La Corte di Cassazione ha confermato la validità dell'acquisto per usucapione di una porzione di terreno contestata in un giudizio di regolamento di confini. Il ricorrente sosteneva che l'occupazione fosse abusiva e che l'incertezza del confine impedisse il possesso esclusivo. Tuttavia, la Suprema Corte ha chiarito che l'incertezza soggettiva, derivante dall'asserita usurpazione di una parte del fondo, non osta al riconoscimento dell'usucapione se l'area è chiaramente delimitata e posseduta per oltre vent'anni. Il ricorso è stato rigettato anche in merito alla liquidazione delle spese legali, confermando il valore indeterminabile della causa.
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Comunione ereditaria e immobili abusivi: la divisione
La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso contro un'ordinanza di sospensione emessa in un giudizio di scioglimento della comunione ereditaria. Il tribunale di merito aveva fermato il processo civile in attesa della definizione di un contenzioso amministrativo riguardante un ordine di demolizione su parte dei beni. La Suprema Corte ha stabilito che la comunione ereditaria può essere sciolta per i beni regolari anche in presenza di abusi edilizi parziali, dichiarando illegittima la sospensione del giudizio in assenza di una pregiudizialità necessaria tra le due giurisdizioni.
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Competenza giudice del lavoro: avvocati dipendenti
La Corte di Cassazione ha chiarito che la competenza giudice del lavoro è prevalente nelle controversie riguardanti i compensi professionali richiesti da un avvocato dipendente di un ente pubblico. Il caso nasce dall'opposizione a un decreto ingiuntivo ottenuto da un dirigente legale per onorari legati a cause patrocinate per l'ente. La Suprema Corte ha stabilito che tali somme non costituiscono un corrispettivo per un incarico professionale autonomo, ma rappresentano una voce retributiva accessoria del rapporto di pubblico impiego. Di conseguenza, l'azione deve essere proposta dinanzi al tribunale in funzione di giudice del lavoro e non presso il foro civile ordinario.
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Riassunzione del giudizio: rischi di estinzione
La Corte di Cassazione ha stabilito che la mancata riassunzione del giudizio tributario entro i termini di legge, a seguito di un rinvio, comporta l'estinzione automatica del processo. Tale estinzione rende definitivo l'avviso di accertamento impugnato. Nel caso analizzato, il processo di un socio era stato sospeso in attesa della decisione sulla società. Poiché la società non ha provveduto alla riassunzione del giudizio dopo una sentenza di Cassazione, il rapporto tributario societario è divenuto definitivo, facendo venir meno i presupposti per la sospensione del giudizio del socio. La parola_chiave riassunzione del giudizio risulta quindi centrale per evitare la perdita del diritto alla difesa.
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Cessione d’azienda: chi decide la causa?
La Corte di Cassazione ha risolto un conflitto di competenza riguardante una causa per l'accertamento e la risoluzione di un contratto di cessione d'azienda. Il Tribunale delle Imprese aveva declinato la propria competenza a favore del Tribunale ordinario. La Suprema Corte ha confermato che le liti relative alla cessione d'azienda tra ditte individuali e società di persone non rientrano nelle materie riservate alle sezioni specializzate, a meno che non riguardino specifici rapporti societari o proprietà industriale. Pertanto, la competenza spetta al Tribunale ordinario del luogo in cui ha sede la convenuta o dove è sorta l'obbligazione.
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