LexCED: l'assistente legale basato sull'intelligenza artificiale AI. Chiedigli un parere, provalo adesso!

LexCEDpedia

Regolamento

Pagina 2 di 2

39 provvedimenti applicano questo termine

Provvedimenti

Improcedibilità ricorso per deposito tardivo
La Corte di Cassazione ha sancito l'improcedibilità di un ricorso per regolamento di competenza a causa del deposito tardivo dell'atto. Il ricorrente aveva notificato il ricorso ma non aveva provveduto al deposito nei termini prescritti dall'art. 369 c.p.c. Successivamente, lo stesso atto era stato oggetto di una seconda iscrizione a ruolo. La Suprema Corte, riuniti i procedimenti, ha chiarito che la violazione dei termini per il deposito è insanabile e preclude l'esame della questione, condannando il ricorrente al pagamento delle spese e al raddoppio del contributo unificato.
Continua »
Competenza per valore nel rimborso cessione del quinto
La Corte di Cassazione è stata chiamata a risolvere un conflitto di competenza tra un Giudice di Pace e un Tribunale in merito a una richiesta di rimborso oneri per estinzione anticipata di una cessione del quinto. Il Giudice di Pace aveva declinato la propria competenza ritenendo che il valore della causa dovesse essere parametrato all'intero contratto di finanziamento (oltre 38.000 euro). Al contrario, il Tribunale ha sollevato regolamento d'ufficio sostenendo che la competenza per valore debba essere determinata esclusivamente dalla somma effettivamente richiesta in restituzione (circa 2.110 euro). La Suprema Corte conferma che il criterio guida è il petitum immediato, ovvero l'importo specifico oggetto della pretesa economica.
Continua »
Incentivi funzioni tecniche: la guida della Cassazione
La Corte di Cassazione ha confermato il diritto di alcuni dipendenti di un'azienda stradale nazionale a percepire gli **Incentivi funzioni tecniche** per l'attività di Alta Sorveglianza. La disputa verteva sull'individuazione del regolamento interno applicabile tra diverse versioni succedutesi nel tempo. La Suprema Corte ha stabilito che la disciplina di riferimento è quella vigente al momento del conferimento dell'incarico specifico, rigettando il ricorso del datore di lavoro che pretendeva l'applicazione di un regolamento precedente privo di tali indennità.
Continua »
Regolamento preventivo di giurisdizione: i limiti
Le Sezioni Unite della Cassazione hanno chiarito che il regolamento preventivo di giurisdizione non è esperibile durante un giudizio di opposizione di terzo. Poiché tale strumento richiede che la causa non sia ancora stata decisa nel merito in primo grado, la presenza di una sentenza precedente, seppur contestata da un terzo, rende il ricorso inammissibile. La decisione ribadisce la natura strettamente preventiva del rimedio previsto dall'art. 41 c.p.c.
Continua »
Regolamento di giurisdizione e Riforma Cartabia
Una società concessionaria autostradale ha promosso un Regolamento di giurisdizione dinanzi alle Sezioni Unite della Cassazione a seguito di una controversia riguardante investimenti ammissibili e adeguamenti tariffari. Nelle more del giudizio, il Tribunale Amministrativo Regionale ha emesso una sentenza favorevole alla società, portando quest'ultima a rinunciare formalmente al ricorso in Cassazione. La Suprema Corte ha dichiarato l'estinzione del giudizio, applicando le nuove disposizioni della Riforma Cartabia che consentono la rinuncia fino all'udienza di discussione, senza necessità di notifica alla controparte se effettuata telematicamente.
Continua »
Articolo 650 c.p.: cellulari in carcere e limiti legge
Un detenuto era stato condannato per la violazione dell'Articolo 650 c.p. poiché trovato in possesso di un micro-cellulare in carcere. La Corte di Cassazione ha annullato la condanna senza rinvio, stabilendo che l'inosservanza di un regolamento carcerario generale non integra il reato previsto dall'Articolo 650 c.p., il quale richiede un ordine specifico e individuale. Sebbene oggi esista l'Art. 391-ter c.p. per tali condotte, esso non era applicabile retroattivamente ai fatti del 2019.
Continua »
Giurisdizione: contributi cave e natura indennitaria
Una società operante nel settore estrattivo ha contestato i decreti della Regione Campania relativi al pagamento di contributi per l'utilizzo di cave. L'impresa ha sollevato un regolamento preventivo di giurisdizione, sostenendo che tali prelievi avessero natura tributaria e che la competenza spettasse al giudice tributario. La Corte di Cassazione a Sezioni Unite ha invece confermato la giurisdizione del giudice ordinario. La Corte ha stabilito che i contributi per l'attività estrattiva non sono tasse, ma indennizzi volti a compensare la collettività per il danno ambientale e lo sfruttamento del suolo. Anche la destinazione dei fondi a opere infrastrutturali, come un aeroporto, è stata giudicata coerente con la finalità di miglioramento del territorio.
Continua »
Responsabilità civile magistrati: la competenza.
Una società ha promosso un'azione per la responsabilità civile magistrati contro lo Stato, contestando l'operato di giudici di merito e di legittimità in una procedura fallimentare. Il Tribunale di Perugia aveva dichiarato la propria incompetenza a favore di Roma. La Corte di Cassazione, accogliendo il regolamento di competenza, ha stabilito che quando la causa coinvolge sia giudici di merito che di Cassazione, la competenza è unitaria e si sposta in un altro distretto secondo i criteri dell'art. 11 c.p.p., individuando nel caso specifico il Tribunale di Ancona.
Continua »
Sezione Specializzata Imprese e consorzi: la competenza
Una società cooperativa ha impugnato le delibere assembleari di un consorzio riguardanti il bilancio e il recesso di alcuni membri. Il Tribunale di Roma ha dichiarato la propria incompetenza a favore del Tribunale di Tivoli, sostenendo che la Sezione Specializzata Imprese non fosse competente per i consorzi non costituiti in forma societaria. La Corte di Cassazione, investita della questione tramite regolamento di competenza, ha rilevato un'incertezza interpretativa circa l'estensione della competenza della Sezione Specializzata Imprese ai consorzi con rilevanza esterna, disponendo il rinvio alla pubblica udienza per un chiarimento nomofilattico.
Continua »
Giurisdizione e concessioni: chi decide sui rimborsi?
Una società concessionaria autostradale ha presentato ricorso per determinare la corretta giurisdizione in merito a una lite contro il Ministero delle Infrastrutture. La controversia riguardava il mancato rimborso di costi per investimenti urgenti in sicurezza e il diniego di approvazione di progetti esecutivi. Le Sezioni Unite hanno stabilito che, trattandosi di obblighi derivanti dalla fase esecutiva di una concessione già in essere, la competenza spetta al Giudice Ordinario. La decisione si fonda sul fatto che l'attività di controllo tecnico e finanziario della Pubblica Amministrazione non costituisce esercizio di potere autoritativo, ma adempimento di obblighi contrattuali in un rapporto paritetico.
Continua »
Giurisdizione e rimborsi concessioni autostradali
Una società concessionaria di una tratta autostradale ha impugnato il diniego di approvazione di un progetto esecutivo per lavori di sicurezza, chiedendo il rimborso dei costi sostenuti. La questione centrale riguarda la giurisdizione: se la causa debba essere decisa dal Giudice Amministrativo o dal Giudice Ordinario. Le Sezioni Unite della Cassazione hanno stabilito che la giurisdizione spetta al Giudice Ordinario, poiché la controversia riguarda l'adempimento di obblighi contrattuali nella fase esecutiva del rapporto, dove l'Amministrazione non agisce con poteri autoritativi ma in una posizione di parità con il privato.
Continua »
Giurisdizione e rimborsi nelle concessioni
Una società concessionaria di una tratta autostradale ha impugnato il diniego del Ministero al rimborso di costi per interventi di sicurezza urgenti effettuati durante la gestione interinale. La questione centrale riguarda la giurisdizione: se la competenza spetti al giudice amministrativo o a quello ordinario. Le Sezioni Unite della Cassazione hanno stabilito che la giurisdizione appartiene al giudice ordinario, poiché la controversia non riguarda l'esercizio di poteri autoritativi della Pubblica Amministrazione, ma l'adempimento di obblighi contrattuali paritetici legati alla fase esecutiva della concessione.
Continua »
Giurisdizione e concessioni: decide il giudice civile
Una Società Concessionaria autostradale ha promosso un regolamento preventivo di giurisdizione per chiarire se la competenza su una lite relativa al rimborso di costi per la sicurezza stradale spettasse al giudice civile o amministrativo. Il Ministero aveva approvato solo parzialmente i progetti di adeguamento, decurtando le somme richieste. Le Sezioni Unite hanno stabilito che la **giurisdizione** appartiene al giudice ordinario, poiché la controversia riguarda l'adempimento di obblighi contrattuali nella fase esecutiva del rapporto, dove l'amministrazione non esercita poteri autoritativi ma agisce in posizione paritetica con il privato.
Continua »
Incompetenza territoriale: i requisiti per le società
Una risparmiatrice ha citato una società di servizi per ottenere il rimborso di due buoni postali fruttiferi. La società ha sollevato un'eccezione di incompetenza territoriale, sostenendo che la causa dovesse essere trattata presso la propria sede legale o nel luogo di sottoscrizione dei titoli. Tuttavia, la Corte di Cassazione ha accolto il ricorso della risparmiatrice, rilevando che l'eccezione era incompleta. La società non aveva infatti provato l'inesistenza di sedi secondarie nel circondario del giudice adito, né aveva contestato correttamente il criterio del luogo in cui l'obbligazione doveva essere adempiuta. Di conseguenza, la competenza è rimasta radicata presso il giudice originariamente scelto dall'attrice.
Continua »
Competenza territoriale: dove citare l’INPS
La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso di una contribuente chiarendo i criteri di competenza territoriale nelle liti previdenziali. Se la controversia riguarda obblighi contributivi legati a dipendenti (modelli DM10), la competenza spetta al tribunale della sede dell'ente previdenziale e non a quello della residenza del datore di lavoro. La decisione ribadisce la distinzione tra lavoratori autonomi e datori di lavoro ai fini dell'individuazione del foro corretto.
Continua »
Regolamento di competenza: limiti nei riti cautelari
Un ricorrente ha proposto un regolamento di competenza contro diversi atti emessi da un Tribunale in funzione di Giudice del Lavoro, tra cui un decreto di fissazione udienza e un'ordinanza di rigetto di un ricorso d'urgenza ex art. 700 c.p.c. La Suprema Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile. La decisione chiarisce che il regolamento di competenza non può essere utilizzato contro atti meramente ordinatori o contro provvedimenti cautelari, i quali sono per loro natura provvisori e privi del carattere della definitività.
Continua »
Regolamento di competenza: sezioni civili e lavoro
Una società di capitali ha impugnato un'ordinanza ingiunzione emessa dall'Ispettorato del Lavoro. Il Tribunale adito ha dichiarato la propria incompetenza per materia, ritenendo che la causa spettasse alla sezione lavoro dello stesso ufficio giudiziario. La Suprema Corte, investita tramite **regolamento di competenza**, ha annullato tale decisione. I giudici di legittimità hanno chiarito che la ripartizione tra sezioni ordinarie e sezioni specializzate (come quella del lavoro) all'interno del medesimo Tribunale non configura una questione di competenza, bensì una mera distribuzione interna degli affari giurisdizionali.
Continua »
Competenza territoriale: come scegliere il giudice
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di un lavoratore riguardante la competenza territoriale in una causa di licenziamento. Il ricorrente sosteneva la competenza del Tribunale di Milano o di Siracusa, ma la Corte ha confermato la decisione del giudice di merito in favore del Tribunale di Napoli. La decisione chiarisce che la competenza territoriale non si radica nel semplice luogo di lavoro, ma richiede la presenza di una dipendenza aziendale organizzata presso cui il dipendente prestava servizio al momento della cessazione del rapporto.
Continua »
Sostituzione imposta pubblicità: il regolamento è d’obbligo
La Corte di Cassazione ha stabilito che un comune non può sostituire l'imposta comunale sulla pubblicità (ICP) con il canone per l'installazione dei mezzi pubblicitari (CIMP) solo approvando un Piano Generale degli Impianti (PGI). È indispensabile l'adozione di un apposito regolamento. In assenza di tale atto normativo, la vecchia imposta sulla pubblicità continua ad essere applicata (principio di ultrattività), rendendo illegittima la pretesa del nuovo canone. La Corte ha quindi cassato la sentenza di merito che aveva dato ragione a una società di pubblicità contro un comune.
Continua »