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Competenza funzionale e danni del curatore

Un ex amministratore di una società fallita ha citato in giudizio il curatore fallimentare per ottenere il risarcimento dei danni derivanti da presunte condotte diffamatorie contenute in atti della procedura. Il curatore ha eccepito la competenza funzionale del tribunale fallimentare di Perugia, sostenendo che l’azione derivasse dal fallimento. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, confermando la competenza del tribunale ordinario di Roma. La Corte ha chiarito che la competenza funzionale non opera per azioni risarcitorie personali che non incidono sulla massa fallimentare e non modificano lo schema legale tipico del rapporto, nonostante il legame occasionale con l’incarico professionale.

Riferimento:
Ordinanza di Cassazione Civile Sez. 6 Num. 3240 Anno 2023
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Competenza funzionale e responsabilità del curatore

La questione della competenza funzionale del tribunale fallimentare rappresenta un tema centrale nel diritto concorsuale, specialmente quando si intreccia con la responsabilità civile degli organi della procedura. Una recente ordinanza della Corte di Cassazione ha chiarito i confini tra la giurisdizione del foro fallimentare e quella del giudice ordinario in merito alle azioni risarcitorie promosse contro il curatore per danni personali.

Il caso: diffamazione e foro competente

La vicenda trae origine dalla citazione in giudizio di un curatore fallimentare da parte di un ex amministratore della società fallita. L’attore lamentava danni patrimoniali e personali derivanti da espressioni ritenute calunniose e diffamatorie contenute nelle relazioni periodiche e negli atti difensivi depositati dal curatore durante la procedura. Il giudizio veniva incardinato presso il tribunale di residenza dell’attore, ma il curatore eccepiva l’incompetenza territoriale, invocando la competenza funzionale del tribunale che aveva dichiarato il fallimento.

La decisione della Cassazione sulla competenza funzionale

La Suprema Corte ha confermato l’orientamento restrittivo sull’applicazione della vis attractiva fallimentare. Secondo i giudici, affinché una causa sia attratta al foro fallimentare, non è sufficiente una connessione occasionale con la procedura. È necessario che l’azione trovi il suo fondamento giuridico direttamente nel fallimento o che il rapporto originario subisca una deviazione dal suo schema legale tipico a causa della procedura concorsuale.

Azioni personali e massa fallimentare

Nel caso di specie, l’azione risarcitoria per diffamazione è stata considerata un’azione personale rivolta contro il professionista come persona fisica. Tale azione non mira a ottenere un riconoscimento di credito nel passivo fallimentare, né incide sulla ripartizione dell’attivo tra i creditori. Di conseguenza, non ricorrono i presupposti per la competenza funzionale prevista dalla legge fallimentare, dovendosi applicare le regole ordinarie sulla competenza territoriale.

Le motivazioni

La Corte ha ribadito che la competenza funzionale del tribunale fallimentare riguarda esclusivamente le controversie che subiscono una concreta modifica nel loro sviluppo fisiologico a causa del fallimento. Le azioni che risultano solo strumentali all’interesse della massa, ma che non trovano titolo nella dichiarazione di fallimento, restano soggette alle regole processuali ordinarie. La responsabilità per atti illeciti personali del curatore, pur compiuti nell’esercizio delle funzioni, non sposta la competenza se l’azione non influisce sulle regole della concorsualità o sul rito speciale dell’accertamento del passivo.

Le conclusioni

In conclusione, la pronuncia stabilisce un principio di garanzia per chi subisce danni personali da condotte degli organi fallimentari. La distinzione tra l’operato professionale e la responsabilità civile personale assicura che il danneggiato possa agire secondo i criteri ordinari di competenza, senza che la vis attractiva del tribunale fallimentare diventi uno scudo procedurale per azioni che esulano dalla gestione del patrimonio concorsuale.

Quando una causa viene attratta dal tribunale fallimentare?
La causa viene attratta solo se deriva direttamente dal fallimento o se il rapporto giuridico viene modificato nelle sue regole ordinarie dalla procedura concorsuale.

Il curatore risponde personalmente per diffamazione negli atti?
Sì, il curatore può essere citato personalmente davanti al giudice ordinario se le sue condotte causano danni personali che non incidono sulla massa dei creditori.

Qual è il foro competente per i danni causati dal curatore?
Se l’azione è di natura personale e non influisce sul passivo fallimentare, il foro competente è quello individuato dalle regole ordinarie del codice di procedura civile.

La selezione delle sentenze e la raccolta delle massime di giurisprudenza è a cura di Carmine Paul Alexander TEDESCO, Avvocato a Milano, e Benevento.

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