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Regolamento Dublino Iii

9 provvedimenti applicano questo termine

Definizione

Normativa europea che stabilisce i criteri e i meccanismi per determinare lo Stato membro competente per l'esame di una domanda di protezione internazionale.

Norme più ricorrenti in questi provvedimenti

Provvedimenti

Obblighi informativi Regolamento Dublino III: Cassazione attende l’UE
La Corte di Cassazione ha sospeso una causa che vedeva contrapposti il Ministero dell'Interno e un Lavoratore proveniente dal Senegal. La questione centrale riguardava gli obblighi informativi previsti dall'Art. 4 del Regolamento Dublino III, una norma europea che stabilisce quale Stato deve esaminare una domanda di asilo. Il Lavoratore contestava la violazione di tali obblighi. Poiché la Corte di Giustizia dell'Unione Europea sta già esaminando diversi rinvii pregiudiziali sulla stessa interpretazione degli obblighi informativi del Regolamento Dublino III, la Cassazione ha deciso di attendere la sua decisione. Questo rinvio è cruciale per definire come gli Stati membri devono informare i richiedenti asilo.
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Regolamento Dublino III e competenza italiana
Un cittadino straniero ha contestato l'estensione del termine per il suo trasferimento in Germania, inizialmente prorogato a 18 mesi per una presunta fuga. Il Tribunale di Milano ha stabilito che la semplice irreperibilità telefonica non configura la fattispecie di fuga ai sensi del Regolamento Dublino III, dichiarando pertanto la competenza dell'Italia per l'esame della domanda di protezione internazionale.
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Obbligo informativo e asilo: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 11462/2024, ha stabilito un importante principio in materia di immigrazione. Un richiedente protezione internazionale si era opposto al suo trasferimento verso un altro Stato UE, lamentando la mancata consegna dell'opuscolo informativo previsto dal Regolamento Dublino III. La Corte, conformandosi a una precedente pronuncia della Corte di Giustizia dell'Unione Europea, ha chiarito che la violazione di tale obbligo informativo non comporta l'annullamento automatico del provvedimento di trasferimento. Il giudice nazionale deve, invece, valutare in concreto se tale omissione abbia effettivamente pregiudicato il diritto di difesa del richiedente, impedendogli di ottenere un esito diverso del procedimento. La Corte ha quindi cassato la decisione del tribunale che aveva disposto l'annullamento automatico, rinviando la causa per una nuova valutazione basata su questo principio.
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Obblighi informativi Dublino: la Cassazione decide
Un cittadino straniero ha impugnato un ordine di trasferimento verso un altro Stato UE, basato sul Regolamento Dublino, lamentando la violazione del suo diritto all'informazione. La Corte di Cassazione ha annullato la decisione del tribunale inferiore, stabilendo che la verifica del corretto adempimento degli obblighi informativi Dublino da parte dell'amministrazione è un passaggio fondamentale e inderogabile del controllo giurisdizionale. Il caso è stato rinviato per un nuovo esame su questo specifico punto.
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Procura speciale: la Cassazione e la data certa
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di un richiedente asilo per un vizio della procura speciale. La mancata certificazione della data da parte del difensore, oltre alla firma, rende l'atto nullo, confermando un orientamento rigoroso in materia di protezione internazionale.
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Carenza di interesse: inammissibile il ricorso
Un cittadino straniero impugnava in Cassazione il provvedimento di trasferimento in un altro Stato UE, secondo il Regolamento di Dublino. Nelle more del giudizio, l'Italia riconosceva la propria competenza e concedeva al ricorrente lo status di rifugiato. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile per sopravvenuta carenza di interesse, poiché il ricorrente aveva già ottenuto il risultato a cui mirava, rendendo inutile una pronuncia sulla legittimità del trasferimento.
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Cessazione materia del contendere: il caso Dublino
Un cittadino straniero ha presentato ricorso contro il suo trasferimento in un altro Stato UE, previsto dal Regolamento Dublino III. Durante il processo, il Ministero dell'Interno ha riconosciuto la competenza dell'Italia a esaminare la sua richiesta di protezione internazionale. Di conseguenza, la Corte di Cassazione ha dichiarato la cessazione della materia del contendere, poiché il motivo del disaccordo tra le parti era venuto meno, determinando una sopravvenuta carenza di interesse a proseguire il giudizio.
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Procura speciale: inammissibile senza certificazione
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un cittadino straniero contro un provvedimento di trasferimento in altro Stato UE. La decisione si fonda su un vizio formale della procura speciale: la mancata certificazione della data di rilascio da parte del difensore, un requisito ritenuto essenziale e inderogabile nelle procedure di protezione internazionale. L'ordinanza sottolinea il rigore formale richiesto per questo tipo di atti, confermando che la semplice indicazione della data non è sufficiente. Il ricorrente è stato inoltre condannato per abuso del processo.
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Trasferimento Dublino: no stop senza carenze sistemiche
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 15773/2025, ha accolto il ricorso del Ministero dell'Interno, annullando la decisione del Tribunale di Roma che aveva bloccato il trasferimento Dublino di un richiedente asilo verso la Germania. La Corte ha stabilito che un giudice non può sindacare la valutazione sul rischio di respingimento indiretto fatta da un altro Stato membro, a meno che non sussistano prove di carenze sistemiche nella procedura di asilo e accoglienza di tale Stato. La decisione si allinea ai principi della Corte di Giustizia UE e delle Sezioni Unite, riaffermando il principio di reciproca fiducia tra gli Stati membri. Il caso è stato rinviato al Tribunale per un nuovo esame alla luce di questi principi.
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