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Regola Iuris

6 provvedimenti applicano questo termine

Definizione

Latino per 'regola del diritto'. È un principio giuridico vincolante stabilito da una decisione giudiziaria, in particolare della Corte di Cassazione, che i giudici di grado inferiore devono seguire.

Norme più ricorrenti in questi provvedimenti

Provvedimenti

Agevolazioni contributive: esclusi i parasubordinati
L'ente previdenziale ha revocato le agevolazioni contributive a una cooperativa sociale, contestando il mancato rispetto della quota minima del trenta per cento di lavoratori svantaggiati. Secondo l'ente di previdenza, il calcolo della percentuale doveva comprendere l'intera forza lavoro aziendale, inclusi i collaboratori a progetto e parasubordinati. La cooperativa ha impugnato la decisione sostenendo che la base di calcolo dovesse considerare unicamente il personale assunto con contratto di lavoro subordinato. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso della cooperativa sociale. I giudici hanno chiarito che il parametro per verificare la quota del trenta per cento include solo i lavoratori dipendenti e i soci con rapporto subordinato, escludendo qualsiasi collaborazione autonoma o parasubordinata. La sentenza impugnata è stata quindi cassata con rinvio ad altra sezione della corte territoriale per la rideterminazione dei conteggi.
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Resistenza a pubblico ufficiale: guida pericolosa
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un automobilista condannato per resistenza a pubblico ufficiale. L'imputato, dopo aver ignorato l'alt della polizia, aveva dato vita a un inseguimento pericoloso caratterizzato da sorpassi azzardati e guida contromano. La Suprema Corte ha confermato che tali manovre non costituiscono mera disobbedienza passiva, ma integrano la violenza necessaria per il reato, poiché mettono deliberatamente a rischio l'incolumità degli agenti e degli altri utenti della strada.
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Clausola d’oro: stop all’adeguamento dal 1998
La Corte di Cassazione ha stabilito un importante principio in materia di pensioni, specificando il limite temporale di applicazione della cosiddetta 'clausola d'oro'. In un caso che vedeva contrapposti un ente previdenziale e l'erede di un pensionato, la Corte ha chiarito che questo meccanismo di adeguamento pensionistico, basato sulle retribuzioni del personale in servizio, ha cessato di avere effetto il 31 dicembre 1997. La decisione corregge una sentenza di grado inferiore che aveva erroneamente esteso il calcolo degli arretrati fino al 2010, riaffermando la supremazia della legge n. 449/1997 che ha unificato i sistemi di rivalutazione delle pensioni.
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Anzianità di servizio: vale il contratto formazione?
La Corte di Cassazione ha stabilito che, ai fini del calcolo dell'anzianità di servizio, il periodo svolto con un contratto di formazione e lavoro deve essere sempre computato. Di conseguenza, è illegittima l'esclusione di due lavoratori da una procedura di progressione di carriera basata unicamente sulla data formale di trasformazione del loro contratto a tempo indeterminato. La Corte ha ribadito che la sostanza del rapporto di lavoro e la continuità del servizio prevalgono sulla data di conversione del contratto, garantendo così la corretta valutazione dell'anzianità di servizio.
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Convocazione assemblea: vale la prassi consolidata
La Corte di Cassazione ha stabilito che la convocazione di un'assemblea condominiale è valida se effettuata tramite inserimento dell'avviso nella cassetta postale del condomino, qualora tale modalità sia provata e tempestiva. Questa prassi consolidata prevale su una successiva notifica formale, come una raccomandata, arrivata in ritardo. La sentenza chiarisce inoltre che le clausole meramente organizzative del regolamento condominiale possono essere modificate da un comportamento costante e univoco dei condomini (facta concludentia), senza necessità di una delibera scritta.
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Reati ostativi: la condotta in carcere non basta
La Corte di Cassazione ha annullato un'ordinanza del Tribunale di Sorveglianza che concedeva misure alternative a un detenuto per reati ostativi. La decisione è stata ritenuta illogica e incompleta perché basata solo sulla buona condotta carceraria, omettendo la necessaria e approfondita valutazione sull'assenza di collegamenti attuali con la criminalità organizzata e sul pericolo di un loro ripristino, come richiesto dall'art. 4-bis Ord. pen.
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