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Reddito Fondiario

28 provvedimenti applicano questo termine

Definizione

Reddito che deriva dalla proprietà o da altri diritti reali su terreni e fabbricati situati nel territorio dello Stato. Viene tassato autonomamente, indipendentemente dall'uso che viene fatto dei proventi.

Norme più ricorrenti in questi provvedimenti

Provvedimenti

Agevolazione IMU: il Comune può escludere gli immobili affittati
Una società commerciale ha impugnato gli avvisi di accertamento emessi dal Comune per il recupero dell'imposta municipale su fabbricati industriali. L'impresa lamentava la mancata concessione dell'agevolazione IMU ad aliquota ridotta e un asserito difetto di motivazione dell'atto. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso della contribuente, confermando la piena validità della richiesta del Comune. I giudici hanno stabilito che l'amministrazione locale possiede ampia discrezionalità nel definire i requisiti dell'aliquota agevolata, potendo legittimamente escludere gli immobili concessi in locazione a terzi. Inoltre, il Comune non deve motivare espressamente il diniego delle agevolazioni nell'avviso, poiché l'onere di provare il diritto allo sconto grava interamente sul contribuente.
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Canoni di locazione non riscossi: tasse dovute sui negozi
Un contribuente proprietario concedeva in locazione un immobile commerciale. Il conduttore accumulava morosità per tre anni consecutivi, fino alla convalida di sfratto. Il proprietario presentava istanza di rimborso per l'Irpef versata sulle somme mai percepite. I giudici di merito accoglievano la domanda, ritenendo ingiusto tassare importi non incassati. L'Agenzia delle Entrate ricorreva in Cassazione difendendo la legittimità del prelievo. La Suprema Corte ha accolto il ricorso dell'Ufficio. Per le locazioni non abitative, i canoni di locazione non riscossi concorrono pienamente alla formazione del reddito imponibile fino allo scioglimento del contratto. La tassazione colpisce la titolarità del bene e il diritto maturato, non il flusso monetario effettivo. Il contribuente non ha diritto al rimborso fiscale.
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Canoni di locazione immobile pignorato: chi paga le tasse
L'Agenzia delle Entrate ha contestato a un contribuente il mancato pagamento dell'Irpef sui canoni di locazione non dichiarati relativi a un fabbricato di sua proprietà. Il proprietario si è difeso sostenendo che l'immobile era pignorato e che il custode giudiziario incassava direttamente gli affitti. I giudici di primo e secondo grado hanno dato ragione al debitore. La Corte di Cassazione ha invece ribaltato l'esito della controversia. I Supremi Giudici hanno stabilito che i canoni di locazione immobile pignorato devono essere tassati in capo al proprietario esecutato. L'imposta sui redditi colpisce la titolarità del bene e non l'incasso materiale delle somme, poiché i canoni riscossi dal custode riducono il debito complessivo del contribuente.
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Riduzione del canone di locazione: valida anche senza registro
L'Agenzia delle Entrate richiedeva maggiori imposte a un proprietario immobiliare per canoni di locazione non dichiarati. Il proprietario sosteneva di aver concordato una riduzione del canone di locazione tramite una scrittura privata dotata di data certa mediante timbro postale. I giudici di merito rigettavano la richiesta del contribuente, affermando che la mancata registrazione dell'accordo ne impediva l'opponibilità al Fisco. La Corte di Cassazione ha invece accolto il ricorso del contribuente, stabilendo che la scrittura privata di riduzione del canone di locazione non richiede la registrazione obbligatoria per far valere il minor reddito dichiarato. La valutazione dell'effettiva stipula dell'accordo deve avvenire sul piano probatorio da parte del giudice di merito.
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Canoni di locazione non riscossi: le imposte si pagano lo stesso
La vicenda riguarda un proprietario di un immobile a uso commerciale che non ha dichiarato i canoni di locazione non riscossi per l'anno 2006. Il conduttore era moroso e il Tribunale ha convalidato lo sfratto soltanto nel 2008. I giudici tributari di primo e secondo grado avevano dato ragione al contribuente, sostenendo che lo sfratto producesse effetti retroattivi sin dall'avvio della causa. L'Agenzia delle Entrate ha quindi proposto ricorso in Cassazione. La Suprema Corte ha ribaltato le decisioni precedenti e ha stabilito un principio chiaro: per gli immobili a uso non abitativo, il proprietario deve pagare le imposte sui canoni anche se non li incassa, fino alla data effettiva della risoluzione del contratto o della convalida giudiziale dello sfratto.
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Tassazione canoni di locazione: il proprietario perde il ricorso
L'Amministrazione Finanziaria ha notificato un avviso di accertamento a un proprietario immobiliare per la mancata dichiarazione dei redditi da affitto. Il proprietario sosteneva che i canoni spettassero all'ex coniuge in forza di un accordo di separazione e che la tassazione canoni di locazione dovesse ricadere sul reale percettore. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile. Il contribuente ha formulato una contestazione generica senza specificare le violazioni di legge previste dall'articolo 360 del codice di procedura civile. Il proprietario perde la causa ed è condannato al pagamento delle spese legali e al versamento di un ulteriore contributo unificato.
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Canoni di locazione non percepiti: tasse dovute anche senza incasso
L'Agenzia delle Entrate ha contestato a un contribuente l'omessa dichiarazione di canoni di locazione relativi a un immobile commerciale. Il contribuente si difendeva sostenendo che, per accordo contrattuale, l'inquilino non aveva pagato il canone del primo anno in cambio dell'esecuzione di lavori di ristrutturazione. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso del Fisco, stabilendo che per gli immobili commerciali i canoni di locazione non percepiti concorrono comunque a formare il reddito imponibile del proprietario. La legge prevede infatti che la tassazione avvenga in base alla semplice titolarità del diritto reale e all'esistenza del contratto, a prescindere dall'effettivo incasso, a meno che non intervenga la risoluzione del contratto o uno sfratto. Di conseguenza, il proprietario deve pagare le imposte anche sui canoni non riscossi.
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Accertamento IRPEG: nullo se colpisce l’uso e non la proprietà
L'Agenzia delle Entrate ha emesso un accertamento IRPEG nei confronti di un'Azienda Sanitaria Locale, richiedendo le imposte sui redditi fondiari di alcuni immobili. Il fisco riteneva che la proprietà dei beni fosse passata automaticamente all'ente sanitario in base a una riforma legislativa. L'Azienda Sanitaria ha impugnato l'atto, sostenendo di non essere ancora la proprietaria formale dei beni, ma di averne solo l'uso. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso dell'ente sanitario, annullando definitivamente l'atto impositivo. I giudici hanno chiarito che il trasferimento di proprietà non avviene in automatico e che le imposte sui redditi fondiari gravano solo sul proprietario effettivo (possessore titolato) e non su chi ha la semplice disponibilità materiale del bene.
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Tassazione immobili storici: niente sconti fiscali per le imprese
Un'azienda operante nel settore immobiliare ha richiesto il rimborso delle maggiori somme versate per IRES e IRAP, invocando la tassazione immobili storici agevolata per alcuni suoi fabbricati di interesse storico-artistico locati a terzi. L'Agenzia delle Entrate ha negato il rimborso tramite silenzio-rifiuto. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso della società, confermando che l'agevolazione fiscale spetta solo ai proprietari privati che dichiarano redditi fondiari. Le imprese, infatti, possono già dedurre analiticamente i costi di manutenzione dal proprio reddito d'impresa, escludendo qualsiasi squilibrio economico. Di conseguenza, l'azienda perde definitivamente la causa e deve pagare le spese di giudizio.
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Riduzione del canone di locazione: Fisco batte proprietario
L'Agenzia delle Entrate ha rettificato il reddito fondiario di una contribuente per l'anno 2014, non riconoscendo la riduzione del canone di locazione pattuita con scrittura privata non autenticata a fine 2013 ma registrata solo a ottobre 2014. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso della contribuente, confermando che l'accordo di riduzione del canone di locazione, pur valido tra le parti senza obbligo di registrazione, è opponibile al Fisco solo in presenza di data certa. In mancanza di altre prove oggettive, la data certa coincide con il giorno della registrazione dell'atto. Di conseguenza, la riduzione del canone non ha effetto retroattivo per i mesi precedenti alla registrazione, e la contribuente è stata condannata al pagamento delle spese processuali.
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Tassazione Canoni Non Percepiti: Stop Tasse senza Sfratto
Una proprietaria di un immobile a uso commerciale riceve un avviso di accertamento per non aver dichiarato i canoni di locazione. La contribuente si difende sostenendo di non averli mai incassati a causa della morosità dell'inquilino. La Corte di Cassazione le dà ragione, stabilendo un principio fondamentale sulla tassazione canoni non percepiti per immobili non abitativi. L'obbligo di pagare le tasse cessa non appena il contratto di locazione si risolve (cioè si scioglie), anche senza un provvedimento di sfratto del giudice. Se il contratto contiene una clausola di risoluzione automatica per mancato pagamento, la tassazione si interrompe da quel momento, perché le somme non pagate non sono più 'canoni' ma un potenziale risarcimento del danno.
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Affitto Posti Auto: non sempre è reddito di impresa da locazione
Un contribuente riceve un avviso di accertamento perché l'Agenzia delle Entrate riqualifica i proventi della locazione di posti auto da reddito fondiario a reddito d'impresa. La Cassazione accoglie il ricorso del contribuente, stabilendo un principio fondamentale: la semplice locazione di immobili non genera automaticamente un reddito di impresa da locazione. Per tale qualifica è necessario un 'quid pluris', ovvero un elemento aggiuntivo come la fornitura di servizi accessori (guardiania, pulizia) o un'organizzazione che vada oltre la mera gestione patrimoniale. Il giudice di merito non aveva verificato la presenza di questo 'qualcosa in più', limitandosi a constatare l'attività di affitto. La sentenza è stata annullata con rinvio per un nuovo esame.
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Riqualificazione reddito locazione: caso rinviato per morte legale
L'Agenzia delle Entrate ha emesso un avviso di accertamento contro un contribuente, procedendo alla riqualificazione del reddito da locazione di posti auto. L'ente ha trasformato il reddito da 'fondiario' a 'd'impresa', con un conseguente aumento di IRPEF, IRAP e IVA. Il contribuente ha impugnato l'atto. La Corte di Cassazione, tuttavia, non ha deciso nel merito la questione. Ha rilevato il decesso del difensore del contribuente e, per garantire il suo diritto di difesa, ha rinviato la causa a una nuova udienza, ordinando la notifica personale dell'avviso alla parte. La questione sulla corretta classificazione del reddito resta quindi in sospeso.
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Assegno sociale e reddito da immobili: negato se hai case sfitte
Un cittadino si vede negare l'assegno sociale perché proprietario di immobili non affittati. La Corte di Cassazione conferma la decisione dell'INPS, stabilendo un principio chiave in materia di assegno sociale e reddito da immobili: nel calcolo del reddito necessario per ottenere il beneficio rientrano tutti i redditi imponibili, inclusi quelli derivanti da proprietà immobiliari diverse dalla prima casa, anche se non locate. Ciò che conta non è l'affitto effettivamente percepito, ma il reddito 'figurativo' calcolato sulla base della rendita catastale. La disponibilità di un patrimonio immobiliare, anche se non produce liquidità immediata, esclude lo stato di bisogno che giustifica la prestazione assistenziale.
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Immobili storici: tassazione e agevolazioni IRES
Un ente ecclesiastico ha richiesto il rimborso della maggiore IRES versata, invocando il regime agevolato per gli immobili storici previsto dalla Legge 413/1991. L'ente sosteneva che i canoni di locazione dovessero essere tassati sulla base della tariffa d'estimo più bassa. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso dell'Agenzia delle Entrate, stabilendo che l'agevolazione non spetta automaticamente in base alla natura soggettiva dell'ente. È necessaria un'indagine oggettiva per verificare se l'attività di locazione generi reddito fondiario o reddito d'impresa, poiché il beneficio non si applica a quest'ultimo caso.
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Reddito fondiario: chi paga le tasse sulla locazione?
La Corte di Cassazione ha stabilito che il reddito fondiario non può essere imputato a un soggetto che, pur avendo stipulato un contratto di locazione e percepito i canoni, non sia titolare di un diritto reale sull'immobile. Nel caso di specie, un contribuente aveva locato un appartamento di proprietà della figlia. L'Agenzia delle Entrate aveva contestato l'omessa dichiarazione di tali canoni come reddito da fabbricati. La Suprema Corte ha accolto il ricorso del contribuente, chiarendo che, ai sensi dell'art. 26 del TUIR, il presupposto per la tassazione fondiaria è la titolarità della proprietà, dell'usufrutto o di altro diritto reale, non la mera disponibilità di fatto del bene.
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Indennità di avviamento: nullità della rinuncia
La Corte di Cassazione ha confermato la nullità della clausola con cui un conduttore rinuncia preventivamente all'**indennità di avviamento** in cambio di una riduzione del canone di locazione commerciale. Tale pattuizione viola l'art. 79 della Legge 392/1978, rendendo lo sconto sul canone inopponibile all'Amministrazione Finanziaria. Di conseguenza, il locatore è tenuto a dichiarare e pagare le imposte sul canone pieno pattuito, poiché la riduzione è priva di causa giuridica valida e non rileva ai fini della determinazione del reddito imponibile.
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Locazione commerciale: stop a sconti su tasse e canoni
La Corte di Cassazione ha confermato la legittimità di un accertamento fiscale ai danni di una proprietaria che aveva dichiarato canoni ridotti per una locazione commerciale. La riduzione del canone era stata pattuita in cambio della rinuncia preventiva del conduttore all'indennità di avviamento. I giudici hanno stabilito che tale rinuncia è nulla per violazione di norme imperative, rendendo fiscalmente inopponibile la riduzione del canone. Di conseguenza, le imposte devono essere calcolate sull'importo pieno del canone pattuito, poiché la locazione commerciale non ammette deroghe ai diritti minimi del conduttore prima che il rapporto sia sorto.
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Canoni non percepiti: quando non si pagano le tasse
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 28742/2024, ha stabilito un principio fondamentale sulla tassazione dei canoni non percepiti. È stato chiarito che per le locazioni a uso diverso dall'abitativo, il locatore non è tenuto a dichiarare e pagare le imposte sui canoni di locazione maturati dopo la data del provvedimento giudiziale di convalida dello sfratto per morosità. Da quel momento, il contratto si intende risolto e le somme eventualmente dovute dal conduttore non sono più considerate canoni, bensì un risarcimento del danno, che non concorre a formare il reddito fondiario imponibile.
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Tassazione redditi IPAB: la Cassazione conferma
Un'istituzione pubblica di assistenza e beneficenza (IPAB) ha contestato la tassazione dei redditi derivanti dai suoi immobili. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, confermando che la tassazione redditi IPAB provenienti da immobili non strettamente strumentali all'attività caritatevole è legittima, anche se i proventi sono interamente destinati a scopi benefici. La Corte ha ribadito un orientamento consolidato, distinguendo tra l'attività istituzionale esente e la produzione di reddito fondiario, che rimane soggetto a imposta.
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