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Recidiva Reiterata — Anno 2026

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171 provvedimenti applicano questo termine

Altri anni per Recidiva Reiterata

Provvedimenti

Prescrizione del reato di evasione: l’errore sulla recidiva
La Corte di Cassazione ha affrontato il tema della prescrizione del reato di evasione in presenza dell'aggravante della recidiva reiterata. Un tribunale di merito aveva dichiarato estinti i reati contestati a un imputato, calcolando un termine di sette anni e sei mesi. Tuttavia, il Procuratore Generale ha impugnato la decisione, evidenziando che l'imputato era gravato dalla recidiva reiterata, circostanza che comporta un aumento dei termini di prescrizione fino a due terzi. La Suprema Corte ha accolto il ricorso, stabilendo che il giudice non può ignorare le aggravanti contestate nel calcolo del tempo necessario all'estinzione del reato. Poiché la recidiva non era stata esclusa, il termine corretto sarebbe stato di dieci anni. La sentenza è stata quindi annullata con rinvio per un nuovo giudizio.
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Recidiva reiterata: calcolo pena e continuazione
La Corte di Cassazione ha annullato un'ordinanza relativa alla rideterminerazione della pena in sede esecutiva, focalizzandosi sull'applicazione della recidiva reiterata. Il giudice di merito aveva erroneamente applicato l'aumento minimo di un terzo previsto dall'art. 81 c.p. senza verificare se la condizione di recidivo fosse già stata accertata con sentenza definitiva prima dei nuovi reati. La Suprema Corte chiarisce che tale limite opera solo in presenza di un accertamento pregresso e definitivo della fattispecie recidivante, imponendo inoltre al giudice di motivare chiaramente lo sconto di pena derivante dal rito abbreviato.
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Recidiva reiterata: impatto su prescrizione e pena
La Corte di Cassazione ha confermato la condanna per resistenza a pubblico ufficiale, dichiarando inammissibile il ricorso presentato dall'imputato. La difesa sosteneva l'avvenuta prescrizione del reato e contestava la mancata esclusione della recidiva reiterata. Gli Ermellini hanno chiarito che la recidiva reiterata, correttamente applicata in base ai numerosi precedenti penali del soggetto, estende i termini di prescrizione, impedendo l'estinzione del reato. Inoltre, le attenuanti generiche non potevano essere oggetto di ulteriore doglianza poiché già concesse nel primo grado di giudizio.
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Recidiva reiterata: inammissibile il ricorso generico
La Corte di Cassazione ha confermato la condanna per il reato di evasione a carico di un imputato, dichiarando inammissibile il ricorso presentato. Il fulcro della controversia riguardava l'applicazione della recidiva reiterata, contestata dalla difesa ma ritenuta legittima dai giudici di merito a causa della gravità dei precedenti penali. La Suprema Corte ha rilevato che i motivi di ricorso erano meramente riproduttivi di quanto già esaminato in appello e privi di reale argomentazione giuridica, specialmente riguardo alle attenuanti generiche, citate solo nel titolo dell'atto senza alcuno sviluppo logico.
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Recidiva reiterata e limiti alle attenuanti generiche
La Corte di Cassazione ha confermato la condanna per furto in abitazione a carico di un soggetto con recidiva reiterata. Il ricorso, basato sulla mancata concessione delle attenuanti generiche, è stato dichiarato inammissibile poiché tali benefici erano già stati riconosciuti in primo grado. Inoltre, la Suprema Corte ha ribadito che, in presenza di una recidiva reiterata specifica, il giudizio di prevalenza delle attenuanti è vietato dall'articolo 69 del codice penale.
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Recidiva reiterata: il bilanciamento delle attenuanti
La Corte di Cassazione ha confermato la condanna per rapina impropria a carico di un soggetto, rigettando il ricorso che contestava la mancata rinnovazione della perizia psichiatrica e il divieto di prevalenza delle attenuanti generiche sulla recidiva reiterata. La Suprema Corte ha stabilito che il giudice d'appello può legittimamente negare nuovi accertamenti se quelli esistenti sono logici e completi. Inoltre, è stata ribadita la legittimità costituzionale del divieto di far prevalere le attenuanti sulla recidiva reiterata per il reato di rapina, poiché la cornice edittale non presenta quella asprezza eccezionale che giustificherebbe una deroga alla norma penale.
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Recidiva reiterata: inammissibile il ricorso
La Corte di Cassazione ha confermato la condanna di un cittadino straniero per rientro illegale nel territorio dello Stato, dichiarando inammissibile il ricorso. Il ricorrente lamentava il mancato riconoscimento del legittimo impedimento e l'errata applicazione della Recidiva reiterata. La Suprema Corte ha stabilito che l'impedimento non era stato provato e che la pericolosità sociale del soggetto, desunta dai numerosi precedenti penali, giustificava pienamente l'aggravante e il diniego della sospensione condizionale della pena.
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Recidiva reiterata e guida in stato di ebbrezza
La Corte di Cassazione ha confermato la condanna per un automobilista accusato di guida in stato di ebbrezza e resistenza. Il ricorso, incentrato sulla mancata prevalenza delle attenuanti generiche rispetto alla recidiva reiterata, è stato dichiarato inammissibile. Gli Ermellini hanno ribadito che il giudizio di bilanciamento delle circostanze è una prerogativa esclusiva del giudice di merito. Nel caso di specie, la condotta del ricorrente, caratterizzata dalla fuga a piedi e dall'utilizzo di un veicolo con targa contraffatta e telaio abraso, ha giustificato il rigetto delle istanze difensive.
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Omessa dichiarazione: calcolo prescrizione e recidiva
La Corte di Cassazione ha confermato la condanna per il reato di omessa dichiarazione, rigettando il ricorso basato sulla presunta prescrizione del reato. I giudici hanno stabilito che il termine di prescrizione decorre dal novantunesimo giorno successivo alla scadenza fiscale e che la recidiva reiterata aumenta legittimamente sia il termine base che quello massimo di proroga. Nel caso analizzato, l'applicazione corretta di questi criteri ha dimostrato che il reato non era ancora estinto, portando all'inammissibilità del ricorso.
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Recidiva reiterata e divieto di attenuanti
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un soggetto condannato per il reato di evasione. La difesa contestava il mancato riconoscimento della prevalenza delle attenuanti generiche rispetto alla **recidiva reiterata**. Gli Ermellini hanno ribadito che, ai sensi della normativa vigente, esiste un divieto assoluto di prevalenza delle circostanze attenuanti quando sussiste una recidiva specifica e reiterata, confermando la condanna e infliggendo una sanzione pecuniaria per la manifesta infondatezza del ricorso.
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Recidiva reiterata: chiarimenti della Cassazione
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un soggetto condannato per resistenza a pubblico ufficiale, confermando l'applicazione della recidiva reiterata. La Corte ha stabilito che la condotta aggressiva non è giustificata da controlli preventivi legittimi ex art. 103 d.P.R. 309/1990 e che la recidiva reiterata non richiede che le condanne precedenti fossero già aggravate, basandosi sulla pericolosità sociale del reo.
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Emissione di fatture false: la recidiva blocca la prescrizione
Un imprenditore, già condannato a un anno di reclusione per l'emissione di fatture false finalizzata a far evadere l'IVA a terzi, ha presentato ricorso in Cassazione. L'imprenditore sosteneva la mancata valutazione di cause di non punibilità e l'avvenuta prescrizione del reato. La Corte Suprema ha dichiarato il ricorso inammissibile per la sua genericità. I giudici hanno sottolineato che la condizione di 'recidivo reiterato' dell'imputato aveva allungato i termini della prescrizione, rendendo la sua argomentazione infondata. Di conseguenza, la condanna è diventata definitiva e l'imprenditore è stato condannato al pagamento delle spese processuali e di una sanzione.
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Recidiva reiterata: limiti e bilanciamento attenuanti
La Corte di Cassazione ha confermato la condanna di un imputato per reati contro il patrimonio, rigettando il ricorso basato sulla contestazione del bilanciamento tra attenuanti e recidiva reiterata. La Suprema Corte ha chiarito che, in presenza di una doppia conforme, la motivazione può essere sintetica e integrativa. È stata inoltre confermata l'esclusione delle pene sostitutive, poiché i numerosi precedenti penali del soggetto rendono negativa la prognosi sulla sua rieducazione e sul rischio di nuovi reati.
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Recidiva reiterata: criteri di applicazione penale
La Corte di Cassazione ha confermato la condanna per detenzione illecita di stupefacenti, dichiarando inammissibile il ricorso dell'imputato. Il punto centrale della controversia riguarda l'applicazione della recidiva reiterata, che il giudice di merito ha correttamente motivato basandosi sulla pericolosità sociale del soggetto. Tale pericolosità è stata desunta dalla presenza di precedenti penali specifici e recenti, che indicano una chiara propensione a delinquere. La Suprema Corte ha ribadito che la valutazione della recidiva non è un mero automatismo formale, ma richiede un'analisi concreta della condotta e della personalità del reo.
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Recidiva reiterata: inammissibilità del ricorso
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato contro la sentenza di appello che applicava la Recidiva reiterata. La difesa contestava il nesso tra i precedenti e il nuovo reato, oltre al mancato bilanciamento con le attenuanti generiche. La Suprema Corte ha confermato la decisione basandosi sull'allarmante profilo soggettivo del ricorrente, evidenziato da numerose condanne e dalla ricaduta nel delitto nonostante la detenzione domiciliare.
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Recidiva reiterata e tenuità del fatto: la guida
La Corte di Cassazione ha confermato l'inammissibilità del ricorso presentato da un imputato contro una sentenza di appello. Il fulcro della decisione riguarda l'incompatibilità tra la recidiva reiterata specifica e l'istituto della particolare tenuità del fatto. Secondo i giudici, la condotta recidivante manifesta una pericolosità sociale e un grado di colpevolezza tali da escludere a priori la qualificazione del reato come tenue. Inoltre, la Suprema Corte ha ribadito che le pene sostitutive non possono essere richieste per la prima volta in sede di legittimità e che il bilanciamento tra attenuanti e recidiva è vincolato dai limiti edittali previsti dal codice penale.
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Recidiva reiterata: quando l’aggravante è nulla
La Corte di Cassazione ha annullato una sentenza di merito riguardante il reato di sostituzione di persona, focalizzandosi sull'erronea applicazione della **Recidiva reiterata**. Il ricorrente era stato condannato per aver utilizzato documenti altrui per noleggiare un'auto, ma la difesa ha contestato il calcolo della pena. La Suprema Corte ha rilevato che i giudici d'appello avevano considerato erroneamente una contravvenzione tra i precedenti penali, mentre la legge richiede delitti non colposi per configurare la recidiva. La mancanza di una motivazione specifica sulla pericolosità sociale del reo ha reso necessario un nuovo giudizio.
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Recidiva reiterata: quando il ricorso è inutile.
La Corte di Cassazione ha confermato la legittimità dell'applicazione della recidiva reiterata nei confronti di un imputato con numerosi precedenti penali. Il ricorso è stato dichiarato inammissibile poiché si limitava a riproporre le medesime critiche già respinte in secondo grado, senza contestare validamente la motivazione della Corte d'Appello. I giudici hanno ribadito che la presenza di plurimi reati pregressi, commessi entro cinque anni, dimostra un'accresciuta pericolosità sociale che giustifica l'aggravamento della pena.
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Recidiva reiterata: limiti al ricorso in Cassazione
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato condannato in appello, focalizzandosi sulla corretta applicazione della recidiva reiterata. Il ricorrente aveva sollevato questioni sulla recidiva mai dedotte nel precedente grado di giudizio e aveva richiesto la prevalenza delle attenuanti generiche in modo generico. La Suprema Corte ha ribadito che, ai sensi dell'art. 69 c.p., in presenza di recidiva reiterata, vige un divieto di prevalenza delle attenuanti, rendendo il ricorso privo di fondamento giuridico e proceduralmente carente.
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Recidiva reiterata e prescrizione del reato
La Corte di Cassazione ha annullato senza rinvio una sentenza di condanna per spaccio di stupefacenti a causa dell'illegittima applicazione della recidiva reiterata. I giudici di merito avevano applicato l'aggravante senza fornire una motivazione specifica sulla pericolosità sociale del reo, limitandosi a citare i precedenti penali. Poiché l'applicazione della recidiva reiterata impediva la maturazione della prescrizione, la sua esclusione ha comportato l'immediata estinzione del reato per decorso dei termini temporali.
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