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Recidiva Reiterata — Anno 2026

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171 provvedimenti applicano questo termine

Altri anni per Recidiva Reiterata

Provvedimenti

Aumento di pena per continuazione: la Cassazione chiarisce
La Corte di Cassazione chiarisce i criteri per l'aumento di pena per continuazione in caso di recidiva reiterata. Con la sentenza in esame, ha stabilito che il limite minimo di un terzo, previsto dall'art. 81 co. 4 c.p., si applica all'aumento complessivo per tutti i reati satellite, e non singolarmente. Sebbene la motivazione del giudice di merito fosse errata, il calcolo finale è stato ritenuto corretto e il ricorso del PM è stato rigettato.
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Recidiva reiterata e prescrizione: la Cassazione
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile un ricorso in materia di ricettazione. La corte afferma che la recidiva reiterata, quale circostanza ad effetto speciale, estende sia il termine ordinario che massimo di prescrizione del reato, senza violare il principio del 'ne bis in idem'.
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Recidiva reiterata: quando si applica secondo la Cassazione
La Corte di Cassazione dichiara inammissibili i ricorsi di due imputati condannati per ricettazione e resistenza a pubblico ufficiale. Il punto centrale della decisione riguarda la corretta applicazione della recidiva reiterata. La Corte conferma che, per contestare questa aggravante, è sufficiente che l'imputato abbia già riportato più condanne definitive al momento del nuovo reato, senza che sia necessaria una precedente dichiarazione formale di recidiva semplice, consolidando un importante principio di diritto.
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Recidiva reiterata e attenuanti: la decisione Cassazione
Un'imputata ha presentato ricorso in Cassazione contro una condanna per furto, chiedendo che le circostanze attenuanti generiche prevalessero sulla sua recidiva reiterata. La Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile perché manifestamente infondato, sottolineando che l'art. 69 del codice penale vieta espressamente tale prevalenza. Di conseguenza, la ricorrente è stata condannata al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.
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Bilanciamento circostanze: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione ha annullato l'ordinanza di un Tribunale che negava il riconoscimento dell'attenuante del fatto di lieve entità a causa della presenza della recidiva reiterata. In virtù di una nuova sentenza della Corte Costituzionale, è stato riaffermato il principio del bilanciamento circostanze, stabilendo che il giudice deve poter valutare la prevalenza dell'attenuante anche in caso di recidiva qualificata, in ossequio al principio di proporzionalità della pena.
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Recidiva e prescrizione: le false dichiarazioni
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di un imputato condannato per false dichiarazioni a pubblico ufficiale. La Corte chiarisce che la recidiva reiterata aumenta significativamente i termini di prescrizione del reato, rendendo irrilevante il bilanciamento con le attenuanti. Viene inoltre confermata la corretta qualificazione del fatto come reato ex art. 495 c.p. e non come la più lieve ipotesi dell'art. 496 c.p., poiché le dichiarazioni false in assenza di documenti fungono da attestazione formale.
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Recidiva reiterata: quando il ricorso è inammissibile
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di un imputato condannato per furto aggravato. La decisione si fonda sulla genericità dei motivi, confermando la corretta applicazione della recidiva reiterata come indicatore della persistente volontà criminale del soggetto, basata sui suoi numerosi precedenti specifici. La sentenza sottolinea che un ricorso, per essere ammissibile, deve contenere censure specifiche e non limitarsi a riproporre argomenti già valutati.
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Recidiva e prescrizione: l’impatto sul calcolo
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile un ricorso sul calcolo della prescrizione per il reato di ricettazione. Il punto centrale riguarda la relazione tra recidiva e prescrizione: la Corte conferma che la recidiva reiterata, quale circostanza a effetto speciale, estende legalmente sia il termine minimo sia quello massimo di prescrizione, senza che ciò costituisca una violazione del principio del 'ne bis in idem'.
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Attenuante collaborazione: obbligo di motivazione
La Corte di Cassazione ha annullato una sentenza della Corte d'Appello per un vizio di motivazione. I giudici di secondo grado non avevano spiegato perché non avessero concesso nella massima estensione l'attenuante speciale per la collaborazione con la giustizia, nonostante la richiesta della difesa. La Suprema Corte ha ribadito che il giudice ha il dovere di motivare adeguatamente ogni sua decisione sul trattamento sanzionatorio, soprattutto in presenza di una specifica attenuante collaborazione, annullando la sentenza con rinvio per una nuova valutazione della pena.
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Recidiva reiterata: la Cassazione sui presupposti
La Corte di Cassazione dichiara inammissibili i ricorsi di due imputati condannati per associazione a delinquere. La sentenza chiarisce i presupposti per l'applicazione della recidiva reiterata, stabilendo che non è necessaria una precedente dichiarazione formale di recidiva semplice. È sufficiente che, al momento del nuovo reato, l'imputato abbia già riportato più condanne definitive che manifestino una maggiore pericolosità sociale, adeguatamente motivata dal giudice.
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Ricorso inammissibile: quando è mera ripetizione
La Corte di Cassazione dichiara un ricorso inammissibile perché l'imputato si è limitato a riproporre le stesse argomentazioni già presentate in appello riguardo l'applicazione della recidiva, senza confrontarsi con la motivazione della Corte territoriale che aveva giustificato la sua decisione sulla base della pericolosità sociale del soggetto, desunta dai suoi numerosi precedenti penali.
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