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Recidiva Reiterata — Anno 2023

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239 provvedimenti applicano questo termine

Altri anni per Recidiva Reiterata

Provvedimenti

Inammissibilità del ricorso: i limiti del giudice
La Corte di Cassazione ha dichiarato l'inammissibilità del ricorso presentato da un imputato. I motivi si basavano sulla richiesta di applicazione della non punibilità per tenuità del fatto e sul bilanciamento delle attenuanti generiche con la recidiva. La Corte ha stabilito che la valutazione sulla tenuità del fatto è una questione di merito non rivalutabile in sede di legittimità se priva di vizi logici, e che la legge impedisce la prevalenza delle attenuanti generiche sulla recidiva reiterata, confermando così la condanna dell'imputato al pagamento delle spese e di una sanzione pecuniaria.
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Associazione per delinquere: prova e reati-fine
Un imputato, condannato per associazione per delinquere finalizzata a rapine, ha presentato ricorso in Cassazione sostenendo che l'assoluzione dai reati-fine dovesse far cadere l'accusa associativa. La Suprema Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile, ribadendo che il reato di associazione per delinquere è autonomo e la sua esistenza non dipende dalla commissione o dalla condanna per i singoli delitti programmati. La prova del vincolo stabile e organizzato è sufficiente per la condanna.
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Recidiva reiterata: quando il ricorso è inammissibile
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato condannato per truffa. La decisione si fonda su tre pilastri: la genericità di alcuni motivi, la novità di altri non presentati in appello, e l'infondatezza delle censure sulla recidiva reiterata e sulla particolare tenuità del fatto, in contrasto con recenti orientamenti giurisprudenziali e con la natura abituale della condotta dell'imputato.
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Prescrizione furto aggravato: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 45735/2023, ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato condannato per furto di energia elettrica. La Corte ha chiarito come la prescrizione del furto aggravato venga significativamente estesa dalla presenza della recidiva reiterata, anche se quest'ultima è stata neutralizzata nel calcolo della pena. Il termine di prescrizione, infatti, non era ancora maturato al momento della decisione.
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Aumento pena continuazione: la regola della recidiva
La Corte di Cassazione ha annullato una sentenza del Tribunale di Bergamo, accogliendo il ricorso del Procuratore Generale. Il caso riguardava un errato calcolo dell'aumento pena continuazione per un imputato con recidiva reiterata. La Corte ha ribadito che, in presenza di tale aggravante, l'aumento per il reato continuato non può essere inferiore a un terzo della pena per il reato più grave, come stabilito dall'art. 81, comma 4, c.p.
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Recidiva reiterata: quando è facoltativa l’applicazione
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 45344/2023, ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato contro l'applicazione della recidiva reiterata. La Corte ha stabilito che la valutazione della Corte d'Appello era congruamente motivata, basandosi sulla gravità del nuovo reato e sulla sua vicinanza temporale con una precedente condanna, elementi che confermavano un 'incremento della pericolosità sociale' e rendevano legittima l'applicazione dell'aggravante.
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Recidiva e prescrizione: quando il reato non si estingue
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile un ricorso, confermando una condanna per truffa. Il fulcro della decisione riguarda il legame tra recidiva e prescrizione: la condizione di recidivo reiterato, specifico e infraquinquennale, essendo un'aggravante a effetto speciale, estende notevolmente i termini per la prescrizione del reato, rendendo infondata la richiesta dell'imputato. La Corte ha inoltre ribadito la propria funzione di giudice di legittimità, che non può riesaminare le prove ma solo verificare la correttezza giuridica e logica della sentenza impugnata.
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Prescrizione reato: quando il ricorso è inammissibile
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato che lamentava il mancato proscioglimento per prescrizione del reato. Secondo la Corte, il calcolo del termine di prescrizione non era corretto, poiché non teneva conto degli effetti della recidiva reiterata. L'appello, basato su interpretazioni in palese contrasto con la normativa e la giurisprudenza consolidata, è stato ritenuto manifestamente infondato, con conseguente condanna del ricorrente al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.
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Recidiva reiterata: il divieto di prevalenza spiegato
La Corte di Cassazione ha confermato una condanna a dieci anni per associazione finalizzata al traffico di stupefacenti, rigettando il ricorso di un imputato che chiedeva una riduzione della pena. Il caso si centrava sulla recidiva reiterata e sul divieto, previsto dalla legge, che le attenuanti generiche prevalgano su tale aggravante. La Corte ha stabilito che il giudice del rinvio ha correttamente applicato la legge, anche a fronte di un precedente errore percettivo della stessa Cassazione, ribadendo che la presenza della recidiva reiterata impedisce una valutazione di prevalenza delle attenuanti generiche, giustificando la conferma della pena minima edittale.
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Appello inammissibile per mancanza di interesse
La Corte di Cassazione dichiara un appello inammissibile per mancanza di interesse. Il ricorrente aveva impugnato la sentenza d'appello che negava le attenuanti generiche, senza considerare che queste erano già state concesse in primo grado con sentenza poi confermata. La decisione sottolinea come, in caso di conferma, prevalga il dispositivo della prima sentenza, rendendo l'impugnazione priva di utilità pratica per l'imputato.
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Estinzione reato per morte: la Cassazione annulla
La Corte di Cassazione ha annullato una sentenza di condanna per reati legati agli stupefacenti a causa del decesso dell'imputato, avvenuto durante il procedimento. La sentenza chiarisce che l'estinzione del reato per morte del reo impone l'annullamento della condanna in qualsiasi fase del giudizio, poiché viene meno la pretesa punitiva dello Stato.
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Recidiva reiterata: quando il ricorso è inammissibile
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato contro la propria condanna, incentrato sulla contestazione della recidiva reiterata. La Corte ha ribadito che, secondo l'art. 69 cod. pen., le attenuanti generiche non possono mai prevalere sulla recidiva reiterata e che la valutazione della pena rientra nella discrezionalità del giudice di merito, se adeguatamente motivata.
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Bilanciamento circostanze: pena invariata se grave
La Corte di Cassazione ha stabilito che la pena per un furto con strappo può rimanere invariata anche se viene esclusa una circostanza aggravante. Nel caso specifico, il giudice di rinvio ha correttamente operato un nuovo bilanciamento circostanze, ritenendo la pena originaria ancora congrua a causa della gravità del fatto, dei precedenti penali dell'imputato e della presenza di altre aggravanti, come la recidiva reiterata. La decisione sottolinea la discrezionalità del giudice nel valutare tutti gli elementi per determinare la sanzione finale.
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Ricorso inammissibile per furto e recidiva
La Corte di Cassazione ha dichiarato un ricorso inammissibile presentato da un imputato condannato per furto aggravato. La decisione si fonda sulla manifesta infondatezza dei motivi, sia riguardo alla presunta contraddittorietà delle prove di identificazione, ritenute solide, sia riguardo all'impossibilità legale di far prevalere le attenuanti generiche sulla recidiva reiterata.
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Recidiva reiterata: quando il ricorso è inammissibile
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di un imputato che contestava l'applicazione della recidiva reiterata e la conseguente mancata prescrizione del reato. La decisione si fonda sulla genericità del motivo di ricorso, che non si confrontava specificamente con le argomentazioni della sentenza di appello. Il caso evidenzia come l'applicazione della recidiva reiterata possa impedire l'estinzione del reato per decorso del tempo.
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Divieto di prevalenza: la Cassazione corregge
La Corte di Cassazione ha annullato una sentenza di un tribunale che aveva erroneamente concesso la prevalenza delle attenuanti generiche su una recidiva reiterata. La Suprema Corte ha ribadito il divieto di prevalenza imposto dall'art. 69 c.p., chiarendo che in tali casi è possibile al massimo un giudizio di equivalenza. Di conseguenza, la pena per il reato di ricettazione è stata rideterminata in aumento, applicando la pena base senza la diminuzione precedentemente concessa.
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Recidiva reiterata: la Cassazione chiarisce i presupposti
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato condannato per spaccio di sostanze stupefacenti. La sentenza chiarisce due punti fondamentali: primo, per l'applicazione della recidiva reiterata è sufficiente che l'imputato abbia più condanne definitive precedenti, senza che la recidiva sia stata formalmente dichiarata in passato; secondo, un narcotest può essere considerato prova sufficiente della natura della sostanza, se supportato da altri elementi probatori.
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Pena proporzionata: Cassazione su recidiva e droga
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di un imputato condannato per traffico di stupefacenti. La Corte ha stabilito che la pena minima di sei anni prevista per questo reato è una pena proporzionata e conforme ai principi europei. Inoltre, ha confermato la legittimità costituzionale del divieto di far prevalere le attenuanti generiche sulla recidiva reiterata, ritenendo che il giudizio di equivalenza tra le circostanze sia sufficiente a garantire un trattamento sanzionatorio adeguato.
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Recidiva reiterata: la Cassazione sui furti in casa
La Corte di Cassazione, con la sentenza 4178/2023, ha confermato la condanna per furti in abitazione, respingendo i ricorsi di alcuni imputati. Il caso verteva sull'applicazione della recidiva reiterata, ritenuta legittima in quanto la reiterazione dei reati era sintomo di un'accentuata pericolosità sociale. La Corte ha inoltre chiarito che il risarcimento parziale del danno non è sufficiente per l'applicazione dell'attenuante e che l'aggravante della minorata difesa sussiste quando i furti avvengono in case isolate, anche se di sera e non di notte.
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