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Recidiva Reiterata — Anno 2023

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239 provvedimenti applicano questo termine

Altri anni per Recidiva Reiterata

Provvedimenti

Recidiva reiterata: effetti su prescrizione e pena
La Corte di Cassazione ha confermato la condanna per lesioni personali e violenza privata a carico di un soggetto, dichiarando inammissibile il ricorso. Il punto centrale della controversia riguarda l'applicazione della recidiva reiterata, che ha esteso i termini di prescrizione impedendo l'estinzione del reato prima della sentenza di appello. La Corte ha inoltre ribadito che la valutazione delle prove e il diniego delle attenuanti generiche, se congruamente motivati dalla natura violenta della condotta e dai precedenti penali, non sono sindacabili in sede di legittimità.
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Recidiva reiterata: limiti al calcolo della pena
La Corte di Cassazione ha affrontato il tema della **recidiva reiterata** in relazione al calcolo della pena per reati uniti dal vincolo della continuazione. Il ricorso, presentato dalla Procura Generale, contestava il mancato rispetto dell'aumento minimo di un terzo della pena previsto dall'art. 81, comma 4, c.p. La Suprema Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile, ribadendo che tale limite minimo di aumento si applica esclusivamente se l'imputato è stato riconosciuto recidivo reiterato con una sentenza definitiva emessa prima della commissione dei nuovi reati. Nel caso in esame, tale presupposto temporale e giuridico non era soddisfatto.
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Recidiva reiterata: i limiti del ricorso in Cassazione
La Corte di Cassazione ha confermato l'inammissibilità del ricorso presentato da un imputato contro la sentenza d'appello che applicava la recidiva reiterata. La Suprema Corte ha evidenziato come le contestazioni sulla dosimetria della pena e sul mancato riconoscimento delle attenuanti generiche fossero prive di specificità. In particolare, la condotta del ricorrente, caratterizzata da precedenti penali specifici e da un episodio di evasione dagli arresti domiciliari, ha legittimato il rigetto delle istanze difensive, rendendo la motivazione della corte territoriale logica e coerente con i principi di diritto.
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Recidiva reiterata: i chiarimenti della Cassazione
La Corte di Cassazione ha affrontato il tema dell'applicazione della recidiva reiterata nei confronti di un imputato che contestava l'aggravante poiché non era mai stato formalmente dichiarato recidivo semplice in precedenza. I giudici hanno stabilito che, ai fini dell'applicazione della recidiva reiterata, è sufficiente che il soggetto risulti gravato da più sentenze definitive al momento del fatto, purché tali precedenti siano espressione di una maggiore pericolosità sociale adeguatamente motivata, rendendo superflua una preventiva dichiarazione formale di recidiva.
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Recidiva reiterata: limiti alle attenuanti generiche
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso presentato da un imputato contro la sentenza della Corte d'Appello. Il ricorrente lamentava il mancato riconoscimento della prevalenza delle attenuanti generiche rispetto alla recidiva reiterata e specifica contestata. La Suprema Corte ha confermato la correttezza della decisione di merito, evidenziando come l'ordinamento preveda un divieto di prevalenza delle attenuanti in presenza di recidiva reiterata ex art. 99 c.p. Inoltre, è stato accertato che la pena era già stata determinata nel minimo edittale, rendendo infondata ogni doglianza sulla sua eccessività.
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Recidiva reiterata: quando si applica l’aggravante
La Corte di Cassazione ha confermato la condanna per furto aggravato a carico di un soggetto, ribadendo i criteri per l'applicazione della recidiva reiterata. La difesa sosteneva che tale aggravante non potesse essere applicata in assenza di una precedente dichiarazione formale di recidiva semplice in sentenze passate in giudicato. Tuttavia, i giudici di legittimità hanno chiarito che, ai fini del riconoscimento della recidiva reiterata, è sufficiente che l'imputato risulti gravato da più condanne definitive che dimostrino una maggiore pericolosità sociale al momento del nuovo reato, senza necessità di un previo accertamento giudiziale della recidiva semplice.
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Recidiva reiterata e bilanciamento attenuanti
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato che contestava il mancato riconoscimento della prevalenza delle attenuanti generiche sulla recidiva reiterata. La Suprema Corte ha chiarito che, ai sensi dell'art. 69 c.p., esiste un divieto espresso di prevalenza delle attenuanti quando è contestata la recidiva reiterata specifica. La decisione conferma la legittimità del giudizio di bilanciamento operato dai giudici di merito, condannando il ricorrente al pagamento delle spese e di una sanzione pecuniaria.
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Metodo mafioso e condanna per estorsione aggravata
La Corte di Cassazione ha confermato la condanna per estorsione aggravata dal metodo mafioso nei confronti di un imputato che aveva imposto la fornitura di calcestruzzo evocando l'influenza di un clan locale. La sentenza chiarisce che l'aggravante del metodo mafioso scatta quando la minaccia è funzionale a creare un particolare stato di assoggettamento nella vittima, richiamando la forza intimidatrice tipica delle organizzazioni criminali. Inoltre, la Corte ha ribadito che la recidiva reiterata è applicabile in presenza di precedenti condanne definitive, indipendentemente da una pregressa dichiarazione formale di recidiva semplice.
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Recidiva reiterata e calcolo della prescrizione
La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso di un imputato condannato per false dichiarazioni a pubblico ufficiale, il quale eccepiva l'avvenuta prescrizione del reato. La Suprema Corte ha chiarito che la recidiva reiterata, operando come circostanza ad effetto speciale, incide direttamente sul calcolo dei termini prescrizionali. Nel caso di specie, l'applicazione della recidiva reiterata ha esteso il termine massimo di prescrizione a sedici anni e otto mesi, rendendo il reato ancora perseguibile e il ricorso inammissibile.
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Recidiva reiterata: calcolo aumento pena continuazione
La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso del Procuratore Generale contro una sentenza di condanna per rapine e lesioni personali. Il fulcro della controversia riguarda l'applicazione della recidiva reiterata nel calcolo della pena per il reato continuato. Il giudice di merito aveva applicato un aumento per la continuazione inferiore al limite legale di un terzo della pena base, violando l'art. 81, comma 4, c.p. La Suprema Corte ha ribadito che tale limite è obbligatorio anche quando la recidiva è bilanciata in equivalenza con le attenuanti generiche, procedendo alla rideterminatione diretta della sanzione.
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Recidiva reiterata: guida alla sentenza Cassazione
La Corte di Cassazione ha confermato la condanna per false dichiarazioni a pubblico ufficiale, rigettando il ricorso incentrato sulla **Recidiva reiterata**. I giudici hanno stabilito che i precedenti penali per furto e ricettazione dimostrano una pericolosità sociale che giustifica l'aumento della pena e l'allungamento dei termini di prescrizione. È stato inoltre negato il beneficio della sospensione condizionale poiché già concesso in precedenza per due volte, rendendo il ricorso inammissibile.
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Recidiva reiterata: calcolo pena e continuazione.
La Corte di Cassazione ha affrontato il tema del calcolo della pena in presenza di contestazioni errate riguardanti la recidiva reiterata. Nel caso in esame, il Procuratore Generale aveva impugnato una sentenza di condanna per tentato furto, sostenendo che l'aumento per la continuazione dei reati fosse inferiore al minimo legale previsto per i casi di recidiva reiterata. Tuttavia, la Suprema Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile, confermando che l'imputato era in realtà un recidivo infraquinquennale e che la contestazione originaria di recidiva reiterata era frutto di un errore materiale. Di conseguenza, non trovava applicazione l'obbligo di aumento minimo di un terzo della pena base.
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Recidiva reiterata: quando la pena aumenta
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato che contestava l'applicazione della recidiva reiterata per reati legati agli stupefacenti. I giudici hanno confermato che la reiterazione di condotte criminose specifiche dimostra una maggiore pericolosità sociale e una colpevolezza accentuata. La decisione sottolinea che il percorso criminale costante giustifica l'aggravamento della pena, escludendo vizi logici nella sentenza di merito e condannando il ricorrente al pagamento delle spese e di una sanzione pecuniaria.
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Recidiva reiterata e blocco della prescrizione
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato che contestava la mancata prescrizione del reato. La Suprema Corte ha stabilito che la Recidiva reiterata, accertata nei gradi di merito, determina un aumento dei termini prescrizionali, impedendo l'estinzione dell'illecito. È stata inoltre confermata la validità della prova sull'elemento soggettivo del reato, supportata da una motivazione logica e coerente fornita dai giudici di merito.
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Recidiva reiterata: quando il ricorso è inammissibile
Un soggetto condannato per false generalità ha presentato ricorso in Cassazione lamentando una pena eccessiva. La Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile, chiarendo che in presenza di recidiva reiterata, le circostanze attenuanti generiche non possono mai prevalere sull'aggravante. La decisione sottolinea che la pena era già stata fissata al minimo edittale dopo un giudizio di equivalenza tra le circostanze, rendendo il motivo di ricorso manifestamente infondato.
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Recidiva reiterata: quando è legittimo l’aumento pena
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato condannato per reati legati agli stupefacenti, il quale contestava l'applicazione della recidiva reiterata. La Corte ha stabilito che la valutazione della recidiva non può basarsi sul semplice elenco dei precedenti, ma richiede un'analisi concreta del rapporto tra il nuovo reato e le condanne passate, per accertare una perdurante inclinazione al delitto come fattore criminogeno.
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Ricorso inammissibile: la Cassazione e i motivi
La Corte di Cassazione dichiara un ricorso inammissibile poiché i motivi presentati erano una mera ripetizione di quelli già respinti in appello. L'imputato, condannato per un reato legato a sostanze stupefacenti, non ha criticato specificamente la sentenza di secondo grado, limitandosi a riproporre le stesse argomentazioni. La decisione sottolinea che un ricorso per cassazione deve confrontarsi con le motivazioni della sentenza impugnata, non ignorarle. Di conseguenza, il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.
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Recidiva reiterata: quando è inammissibile il ricorso
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di un imputato contro l'applicazione dell'aggravante della recidiva reiterata. La Corte ha confermato la valutazione della Corte d'Appello, basata non solo sul numero dei precedenti, ma anche sulla loro natura e recentezza, indicatori di una spiccata pericolosità sociale.
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Violazione di sigilli: quando si prescrive il reato?
Un soggetto è stato condannato per violazione di sigilli apposti su un immobile. In Cassazione, ha sostenuto che il reato fosse prescritto, contestando la data di commissione del fatto. La Suprema Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile, ribadendo che, in assenza di prove contrarie, la consumazione del reato di violazione di sigilli si presume coincidente con la data del suo accertamento e ha fornito chiarimenti sul calcolo della prescrizione in presenza di aggravanti.
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Recidiva reiterata: limiti alle misure alternative
La Corte di Cassazione ha esaminato il caso di un condannato con recidiva reiterata che richiedeva misure alternative alla detenzione. La Corte ha confermato che il divieto di concedere più volte l'affidamento in prova e la detenzione domiciliare a chi ha la recidiva reiterata è legittimo. Tuttavia, ha annullato la decisione del Tribunale di Sorveglianza perché aveva omesso di valutare la richiesta subordinata di semilibertà, misura di cui il ricorrente non aveva mai beneficiato e che quindi non rientrava nello stesso divieto.
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