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Ratei

51 provvedimenti applicano questo termine

Definizione

Le singole quote periodiche di una prestazione continuativa, come ad esempio le mensilità di una pensione.

Norme più ricorrenti in questi provvedimenti

Provvedimenti

Indennità di accompagnamento: il diritto ai ratei
Il Tribunale di Roma ha accolto il ricorso di un cittadino per ottenere il pagamento dell'indennità di accompagnamento. Nonostante un precedente decreto avesse già accertato i requisiti sanitari e il beneficiario avesse inviato tutta la documentazione, l'ente previdenziale non aveva provveduto alla liquidazione. La sentenza stabilisce che la prestazione decorre dal mese successivo alla domanda e condanna l'ente al pagamento degli arretrati e delle spese legali.
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Diritto alla pensione salvo: la decadenza colpisce solo i ratei
Una lavoratrice ha chiesto il riconoscimento del proprio diritto alla pensione di vecchiaia. L'INPS ha eccepito la decadenza dall'azione giudiziaria. La Corte d'Appello ha dichiarato inammissibile la domanda ritenendo l'intero diritto estinto. La Corte di Cassazione ha invece accolto il ricorso della lavoratrice, chiarendo che la decadenza non colpisce il diritto alla pensione in sé, che è imprescrittibile, ma si applica esclusivamente ai singoli ratei maturati prima dell'avvio della causa. Di conseguenza, la sentenza d'appello è stata cassata con rinvio per un nuovo esame.
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Indennità di mobilità: il ritardo costa caro al lavoratore
Il caso riguarda un lavoratore che ha richiesto all'INPS l'indennità di mobilità per il periodo tra il 2014 e il 2018. L'ente previdenziale ha negato la prestazione e i giudici di merito hanno dichiarato la decadenza del diritto, poiché il lavoratore ha avviato la causa oltre il termine di un anno dalla fine della procedura amministrativa. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso del lavoratore, confermando che l'indennità di mobilità è una prestazione unitaria e temporanea. Di conseguenza, la scadenza del termine di un anno fa perdere l'intero diritto alla prestazione e non solo i singoli pagamenti mensili scaduti. Il lavoratore perde definitivamente la causa e deve pagare le spese legali.
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Ricalcolo della pensione: salvi i diritti ma persi gli arretrati
Alcuni pensionati ex dipendenti Enel hanno chiesto all'INPS il ricalcolo della pensione per includere tutte le voci retributive variabili. L'INPS ha eccepito la decadenza triennale introdotta nel 2011. La Corte d'Appello ha respinto l'eccezione, ritenendo la norma inapplicabile alle pensioni antecedenti al 2011. La Corte di Cassazione ha invece accolto il ricorso dell'INPS. Ha stabilito che il termine di decadenza triennale si applica anche alle pensioni già in corso, decorrendo dall'entrata in vigore della nuova legge. Tuttavia, tale decadenza non cancella l'intero diritto al ricalcolo della pensione, ma colpisce solo le differenze sui singoli ratei maturati oltre i tre anni precedenti alla domanda giudiziale. La sentenza è stata cassata con rinvio.
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Ricalcolo della pensione: stop alla decadenza tombale
Un pensionato ha chiesto all'Inps il ricalcolo della pensione lamentando l'uso di un massimale errato e un numero inferiore di contributi. La Corte d'Appello ha dichiarato la domanda inammissibile per intervenuta decadenza triennale. La Corte di Cassazione ha invece accolto il ricorso del pensionato, stabilendo che la decadenza triennale non cancella definitivamente il diritto alla rideterminazione dell'assegno. Essa colpisce esclusivamente le differenze sui ratei maturati prima del triennio precedente alla domanda giudiziale. Di conseguenza, la Suprema Corte ha annullato la sentenza impugnata e ha rinviato la causa alla Corte d'Appello per un nuovo esame, salvaguardando il diritto del pensionato a ottenere l'adeguamento per il futuro.
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Decadenza ratei pensionistici: l’INPS perde contro il cittadino
Un cittadino ha richiesto all'ente previdenziale il pagamento dei ratei arretrati della pensione di reversibilità spettante in quanto figlio inabile. L'ente previdenziale ha rifiutato il pagamento, sostenendo che il mancato rispetto dei termini del procedimento amministrativo avesse comportato la perdita totale del diritto. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso dell'ente, confermando che, in assenza di un ricorso amministrativo, non si applica la perdita totale del diritto. Al contrario, opera la decadenza ratei pensionistici calcolata singolarmente per ciascuna quota mensile a partire dal giorno della sua specifica maturazione. Di conseguenza, il cittadino ha diritto a ricevere le somme arretrate non ancora prescritte.
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Ricalcolo della pensione: salvi i ratei futuri anche in ritardo
Un pensionato ha richiesto all'ente previdenziale il ricalcolo della pensione per un errato conteggio dei contributi. La Corte d'Appello ha dichiarato l'azione inammissibile per intervenuta decadenza triennale. La Cassazione ha invece accolto il ricorso del pensionato, stabilendo che la decadenza per la richiesta di ricalcolo della pensione non ha effetto tombale sull'intero diritto. Essa colpisce esclusivamente le differenze economiche sui ratei maturati oltre i tre anni precedenti alla domanda giudiziale, lasciando intatti i ratei successivi. La sentenza è stata cassata con rinvio.
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Riliquidazione del trattamento pensionistico: arretrati salvi
Un pensionato ha chiesto all'INPS la riliquidazione del trattamento pensionistico per escludere dal calcolo alcune settimane di mobilità svantaggiose. La Corte d'appello ha respinto la domanda, ritenendo che il pensionato fosse decaduto dal diritto per aver superato il termine di tre anni previsto dalla legge. La Corte di Cassazione ha invece accolto il ricorso del pensionato. I giudici hanno stabilito che il decorso del termine di tre anni non cancella del tutto il diritto a ricalcolare la pensione. La decadenza colpisce unicamente le singole rate mensili scadute prima del triennio precedente alla causa. Il pensionato conserva quindi il diritto a ottenere l'adeguamento della pensione per il futuro e a recuperare gli arretrati degli ultimi tre anni. La sentenza impugnata è stata annullata con rinvio.
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Ricalcolo della pensione: la decadenza non cancella il diritto
Un pensionato ha chiesto all'ente previdenziale il ricalcolo della pensione per neutralizzare la contribuzione finale meno favorevole. La Corte d'Appello ha respinto la richiesta, ritenendo interamente prescritto il diritto per il decorso del termine triennale di decadenza. La Corte di Cassazione ha invece accolto il ricorso del pensionato, stabilendo che la decadenza non estingue il diritto alla rideterminazione dell'assegno. L'effetto della decadenza si limita esclusivamente ai ratei maturati oltre i tre anni precedenti alla domanda giudiziale. Di conseguenza, il pensionato conserva il diritto a ottenere l'adeguamento della prestazione per il futuro e il recupero delle somme arretrate relative all'ultimo triennio. La sentenza impugnata è stata cassata con rinvio.
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Ricalcolo della pensione: la Cassazione salva gli arretrati
Un pensionato ha chiesto all'ente previdenziale il ricalcolo della pensione per escludere la contribuzione finale meno favorevole. La Corte d'Appello ha respinto la domanda ritenendo che il diritto fosse interamente prescritto per il decorso del termine triennale. La Corte di Cassazione ha invece accolto il ricorso del pensionato, stabilendo che la decadenza non estingue il diritto alla riliquidazione ma colpisce solo i ratei maturati prima del triennio antecedente alla domanda giudiziale.
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Decadenza ricalcolo pensione: la Cassazione la applica anche ai vecchi diritti
Un pensionato, titolare di un trattamento maturato prima del 2011, aveva chiesto il ricalcolo del suo assegno. L'Ente Previdenziale si era opposto, invocando il termine di tre anni introdotto da una legge del 2011. La Corte di Cassazione ha dato ragione all'Ente, stabilendo un principio fondamentale: la decadenza ricalcolo pensione si applica anche ai trattamenti pensionistici sorti prima dell'entrata in vigore della norma. Il termine di tre anni, però, non cancella il diritto in sé, ma limita la possibilità di recuperare gli arretrati ai soli tre anni precedenti la domanda giudiziale. La Corte ha quindi annullato la decisione precedente che favoriva il pensionato.
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Decadenza ricalcolo pensione: diritto salvo ma arretrati persi
Un pensionato ha richiesto il ricalcolo di una pensione con decorrenza dal 1997. L'Istituto Previdenziale si è opposto, invocando la perdita del diritto per il decorso di un termine. La Corte di Cassazione ha stabilito un principio fondamentale sulla decadenza ricalcolo pensione. Ha chiarito che il termine di decadenza triennale, introdotto nel 2011, si applica anche alle pensioni nate prima di tale data. Tuttavia, questa decadenza non estingue completamente il diritto al ricalcolo. Il suo effetto si limita a impedire il recupero degli arretrati maturati oltre tre anni prima della domanda giudiziale. Il diritto a una pensione ricalcolata correttamente per il futuro e per l'ultimo triennio è salvo.
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Indennità di accompagnamento: diritto degli eredi
Il Tribunale ha riconosciuto il diritto degli eredi di un soggetto deceduto a percepire i ratei dell'indennità di accompagnamento maturati tra la data di decorrenza del requisito sanitario e il decesso. La decisione si fonda sulla previa omologazione dei requisiti medici e sulla corretta presentazione della documentazione amministrativa richiesta, condannando l'ente previdenziale al pagamento delle somme e delle spese legali.
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Decadenza Ricalcolo Pensione: Diritto Salvo ma Arretrati a Rischio
Un pensionato ha chiesto la trasformazione della sua pensione di anzianità in pensione di vecchiaia per ottenere un importo maggiore, escludendo i contributi meno favorevoli. L'Ente previdenziale si è opposto, invocando la prescrizione del diritto. La Corte di Cassazione ha stabilito un principio fondamentale: la **decadenza ricalcolo pensione** non estingue il diritto a ottenere un importo corretto per il futuro, ma si applica solo agli arretrati maturati oltre tre anni prima della domanda. Poiché la richiesta del pensionato era già stata limitata agli arretrati più recenti, il ricorso dell'Ente è stato dichiarato inammissibile. Vince il pensionato, che ottiene il ricalcolo della sua pensione.
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Contributo di solidarietà pensione: Cassa condannata al rimborso
Un professionista in pensione ha citato in giudizio la sua Cassa di Previdenza privata per ottenere la restituzione del cosiddetto 'contributo di solidarietà pensione' trattenuto dal suo assegno. La Corte di Cassazione ha confermato l'illegittimità di tale prelievo, stabilendo che gli enti previdenziali privatizzati non hanno il potere di imporre prestazioni patrimoniali, una facoltà riservata esclusivamente allo Stato per legge. Inoltre, la Corte ha chiarito che il diritto al rimborso si prescrive in dieci anni e non in cinque, poiché le somme trattenute non erano mai state legalmente dovute. Di conseguenza, la Cassa è stata condannata a restituire le somme al pensionato.
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Esposizione amianto: i termini di decadenza
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di un lavoratore che chiedeva il riconoscimento della rivalutazione contributiva per esposizione amianto. Il punto centrale della controversia riguardava l'applicabilità del termine di decadenza previsto dall'art. 47 del D.P.R. 639/1970. La Suprema Corte ha confermato che tale decadenza non colpisce solo i singoli ratei pensionistici maturati, ma il diritto stesso alla maggiorazione contributiva. Essendo tale beneficio dotato di una propria autonomia funzionale, il superamento dei termini temporali per l'azione giudiziaria preclude definitivamente la possibilità di ottenere il ricalcolo della posizione previdenziale.
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Riliquidazione pensione: i termini di decadenza
La Corte di Cassazione ha stabilito che il termine di decadenza introdotto nel 2011 si applica anche alle domande di riliquidazione pensione per trattamenti già in essere. La controversia riguardava alcuni pensionati del settore elettrico che chiedevano il ricalcolo del trattamento includendo tutte le voci retributive. Mentre i giudici di merito avevano escluso la decadenza per le pensioni liquidate prima della riforma, la Suprema Corte ha chiarito che il termine triennale opera per tutte le azioni giudiziarie, decorrendo dall'entrata in vigore della norma per le situazioni pendenti. La decadenza non colpisce il diritto alla pensione in sé, ma limita il recupero delle differenze economiche ai soli ratei maturati nel triennio precedente alla domanda.
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Vittima del dovere: lo status è imprescrittibile
La Corte di Cassazione ha confermato che il riconoscimento della qualifica di **vittima del dovere** costituisce uno status imprescrittibile, permettendo al dipendente pubblico di agire in ogni tempo per il suo accertamento. Il caso riguardava un addetto alle apparecchiature radar che aveva contratto infermità in servizio. Sebbene il diritto alla qualifica non scada mai, la Corte ha precisato che i singoli ratei delle provvidenze economiche arretrate restano soggetti alla prescrizione decennale ordinaria, decorrente dalla presentazione della domanda amministrativa.
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Neutralizzazione contributiva: limiti al ricalcolo
La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso dell'ente previdenziale in merito alla richiesta di ricalcolo di una pensione di anzianità. La controversia verte sulla neutralizzazione contributiva di periodi di lavoro domestico meno favorevoli. I giudici hanno chiarito che il termine di decadenza triennale si applica anche alle domande di riliquidazione di trattamenti già in essere. Inoltre, è stato ribadito che il principio di neutralizzazione non può essere esteso oltre l'ultimo quinquennio antecedente il pensionamento, specialmente sotto il regime normativo che mira a riflettere l'intera vita lavorativa del beneficiario.
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Pensione complementare: ricalcolo e prescrizione
La Corte di Cassazione ha confermato il diritto di alcuni ex dipendenti bancari alla riliquidazione della pensione complementare. Il contenzioso riguardava l'aliquota applicabile: l'85% previsto per i Quadri o l'82% per i Funzionari. La Corte ha stabilito che deve prevalere la qualifica rivestita al momento della cessazione dal servizio. Inoltre, è stata respinta l'eccezione di prescrizione decennale sollevata dal Fondo, ribadendo che il diritto all'esatta misura della pensione è imprescrittibile, mentre si prescrivono solo i singoli ratei arretrati.
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