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Ratei

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51 provvedimenti applicano questo termine

Provvedimenti

Decadenza ricalcolo pensione: la Cassazione chiarisce
Un pensionato ha contestato il calcolo della sua pensione. L'ente previdenziale ha eccepito la decadenza del diritto. La Corte di Cassazione ha chiarito che la decadenza ricalcolo pensione, introdotta nel 2011, ha un effetto limitato: non estingue il diritto a una pensione corretta per il futuro, ma si applica solo ai ratei maturati oltre tre anni prima della domanda giudiziale. La Corte ha quindi cassato la sentenza d'appello e rinviato la causa per una nuova valutazione basata su questo principio.
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Decorrenza pensione salvaguardati: la regola della domanda
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 13575/2025, ha chiarito un punto cruciale sulla decorrenza pensione per i lavoratori 'salvaguardati' dalla legge n. 147/2013. Contrariamente a quanto stabilito dalla Corte d'Appello, la pensione di anzianità non scatta automaticamente dal 1° gennaio 2014, ma segue la regola generale: decorre dal primo giorno del mese successivo alla presentazione della domanda amministrativa. Nel caso di specie, avendo l'assicurato presentato domanda a luglio 2014, la pensione è stata correttamente liquidata dall'Istituto Previdenziale a partire dal 1° agosto 2014. La Corte ha sottolineato che la data del 1° gennaio 2014 rappresenta solo un limite minimo invalicabile, non una data di decorrenza automatica.
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Decadenza riliquidazione pensione: la Cassazione decide
Un pensionato ha richiesto la riliquidazione della propria pensione. L'ente previdenziale si è opposto, invocando la decadenza triennale introdotta da una legge del 2011. La Corte di Cassazione ha stabilito che la decadenza per la riliquidazione pensione si applica anche ai trattamenti pensionistici precedenti alla legge, ma il termine decorre solo dall'entrata in vigore della nuova norma. La decadenza colpisce solo i ratei arretrati maturati oltre il triennio, non il diritto alla pensione ricalcolata per il futuro.
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Decadenza ricalcolo pensione: la Cassazione chiarisce
La Corte di Cassazione ha confermato che la richiesta di ricalcolo di una pensione, sebbene già in erogazione, è soggetta al termine di decadenza triennale. Di conseguenza, il diritto agli arretrati è limitato al triennio precedente l'azione giudiziaria. La sentenza chiarisce l'applicazione della cosiddetta 'decadenza ricalcolo pensione', specificando che solo l'azione in tribunale, e non la domanda amministrativa, può interrompere tale termine.
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Decadenza pensione: quando inizia a decorrere?
Un pensionato ha richiesto la retrodatazione della sua pensione. L'ente previdenziale ha riconosciuto il diritto solo parzialmente, applicando una decorrenza successiva a quella richiesta. I giudici di merito hanno respinto la domanda del pensionato, ritenendo maturata la decadenza triennale. La Corte di Cassazione ha ribaltato la decisione, stabilendo un principio fondamentale sulla decadenza pensione: in caso di riconoscimento parziale, il termine di tre anni per agire in giudizio decorre non dalla maturazione dei singoli ratei, ma dalla data del provvedimento con cui l'ente liquida la prestazione.
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Decadenza pensionistica: limiti e diritti del pensionato
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 5389/2025, ha stabilito un principio fondamentale in materia di decadenza pensionistica. Un pensionato aveva richiesto la riliquidazione del suo assegno, ma la Corte d'Appello aveva respinto la domanda per intervenuta decadenza. La Cassazione ha ribaltato la decisione, chiarendo che la decadenza prevista dall'art. 47 del d.P.R. 639/1970 non estingue il diritto a ottenere il corretto importo della pensione, essendo questo un diritto fondamentale e irrinunciabile. La decadenza limita unicamente il diritto a ricevere gli arretrati, che possono essere recuperati solo per il triennio precedente alla domanda giudiziale. La causa è stata rinviata alla Corte d'Appello per una nuova valutazione.
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Vittime del dovere: lo status è imprescrittibile
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 5426/2025, ha stabilito un principio fondamentale per le Vittime del dovere. Il ricorso del Ministero dell'Interno è stato respinto, confermando che la condizione di vittima del dovere è uno status giuridico imprescrittibile. Di conseguenza, l'azione per ottenerne il riconoscimento non è soggetta a limiti di tempo. Tuttavia, i singoli benefici economici che derivano da tale status, come gli assegni vitalizi, sono soggetti alla prescrizione ordinaria.
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Prescrizione perequazione pensione: la Cassazione
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 2369/2025, ha confermato che il diritto a ottenere specifici incrementi sulla pensione, come la perequazione automatica, è soggetto alla prescrizione decennale. Il caso riguardava la richiesta di un pensionato di ricalcolare il proprio assegno in base a un beneficio abolito da decenni. La Corte ha distinto il diritto alla pensione, che è imprescrittibile, dai singoli ratei o maggiorazioni, che si prescrivono se non richiesti entro dieci anni.
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Prescrizione pensione: il dies a quo lo fissa il giudice
In un caso riguardante la richiesta tardiva di una pensione di reversibilità, la Corte di Cassazione ha stabilito un principio fondamentale sulla prescrizione pensione. Anche se l'eccezione di prescrizione è sollevata in modo generico dall'ente previdenziale, spetta al giudice il potere e il dovere di determinare l'esatta data di decorrenza ('dies a quo'). La Corte ha annullato la decisione precedente che aveva concesso tutti gli arretrati, rinviando il caso alla Corte d'Appello per ricalcolare quali ratei fossero effettivamente prescritti.
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Vittime del dovere: lo status è imprescrittibile
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 16193/2025, ha rigettato il ricorso del Ministero dell'Interno, stabilendo un principio fondamentale per le vittime del dovere. La Corte ha confermato che la condizione di 'vittima del dovere' costituisce uno status giuridico permanente e, come tale, l'azione per il suo riconoscimento è imprescrittibile. Tuttavia, i singoli ratei delle prestazioni economiche correlate sono soggetti alla normale prescrizione. La decisione distingue nettamente tra il diritto allo status e il diritto alle singole prestazioni economiche periodiche.
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Prescrizione assegno vitalizio: Cassazione chiarisce
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 17448/2025, ha stabilito che per l'assegno vitalizio dovuto alle vittime del dovere, la prescrizione decennale non estingue il diritto in sé, ma solo i singoli ratei maturati oltre dieci anni prima della domanda. La Corte d'Appello aveva erroneamente dichiarato l'intero diritto prescritto. La sentenza è stata cassata con rinvio.
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