La Corte di Cassazione conferma la condanna per detenzione di un ingente quantitativo di stupefacenti (26,5 kg di cocaina) basata su un solido quadro di prova indiziaria droga. La sentenza analizza come la frequentazione di luoghi e persone, la disponibilità di ingenti somme di denaro e le localizzazioni cellulari, se valutate congiuntamente, costituiscano prova sufficiente. I ricorsi di due coimputati sono stati dichiarati inammissibili, mentre quello del terzo è stato rigettato, consolidando il principio che la prova logica può supplire alla mancanza di prova diretta.
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