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Provvedimento Del Questore

32 provvedimenti applicano questo termine

Definizione

Atto amministrativo emesso dal Questore, l'autorità provinciale di pubblica sicurezza, con cui si applicano misure di prevenzione come il DASPO.

Norme più ricorrenti in questi provvedimenti

Provvedimenti

Convalida provvedimento Questore: Termini violati, obbligo annullato
Un cittadino aveva ricevuto un provvedimento dal Questore che gli imponeva di presentarsi in Commissariato durante eventi sportivi. La legge stabilisce un termine massimo di 96 ore per la convalida di tale provvedimento da parte del giudice. Nel caso specifico, la convalida è avvenuta oltre questo termine, rendendo il provvedimento inefficace. La Corte di Cassazione ha chiarito che il mancato rispetto dei termini di convalida provvedimento Questore porta alla perdita di efficacia della misura restrittiva, anche se il termine scade in un giorno festivo.
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Inammissibilità Ricorso Penale: Detenzione non provata, condanna confermata
Due persone hanno presentato ricorso contro una condanna per non aver lasciato l'Italia dopo un ordine di espulsione. Hanno sostenuto che il loro diritto a presenziare al processo era stato violato perché erano detenuti. La Corte di Cassazione ha dichiarato l'inammissibilità ricorso penale, ritenendo che l'impedimento (la detenzione) non fosse stato provato in modo adeguato. Un ricorrente risultava libero, l'altro non era registrato come detenuto per le date indicate. La mancanza di prove ha portato al rigetto del ricorso e alla condanna al pagamento delle spese processuali e di una sanzione.
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DASPO nullo per omesso avviso facoltà di difesa: Tifoso vince
La Corte di Cassazione ha annullato l'ordinanza di convalida di un DASPO con obbligo di presentazione. Il motivo è che il provvedimento del Questore non informava il destinatario della sua facoltà di presentare memorie difensive al giudice. Questo vizio procedurale, definito come 'omesso avviso facoltà di difesa DASPO', lede il diritto di difesa e determina la nullità dell'atto di convalida. Di conseguenza, la misura dell'obbligo di presentazione è stata dichiarata inefficace, sancendo una vittoria per il ricorrente basata su un principio di garanzia procedurale.
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Obbligo di presentazione nullo: il tifoso vince per un vizio di forma
La Corte di Cassazione ha annullato un obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria imposto a un tifoso. Il provvedimento del Questore, infatti, non conteneva l'avviso obbligatorio che informava l'interessato della sua facoltà di presentare memorie difensive al giudice per la convalida. Secondo la Corte, questa omissione costituisce una violazione del diritto di difesa e causa la nullità dell'atto. Di conseguenza, l'ordinanza del giudice che aveva convalidato la misura è stata annullata e l'obbligo di presentazione è stato dichiarato inefficace. La decisione sottolinea l'importanza fondamentale del rispetto delle garanzie procedurali, anche quando si tratta di misure preventive.
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Motivazione per relationem: Giudice copia la Polizia? Legittimo
La Corte di Cassazione ha stabilito la legittimità della convalida del trattenimento di uno straniero basata su una motivazione per relationem. Uno straniero si era opposto alla decisione del Giudice di Pace, sostenendo che il giudice si era limitato a richiamare l'atto della Questura senza fornire una propria spiegazione. La Corte ha respinto il ricorso, chiarendo che questo metodo è valido quando l'atto richiamato è conosciuto dall'interessato e contiene ragioni chiare e complete, come l'assenza di documenti, la mancata integrazione e il concreto pericolo di fuga. In questi casi, il rinvio all'atto della Questura è sufficiente a giustificare la decisione del giudice.
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Provvedimento del Questore: validità e ricorso
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un cittadino condannato per aver violato un provvedimento del Questore. Il ricorrente sosteneva di non poter rispettare l'obbligo di dimora in un determinato comune poiché privo di una casa, ma la Corte ha stabilito che l'indicazione di una residenza specifica nell'atto amministrativo ne garantisce la validità formale. In assenza di prove contrarie, il giudice penale non può procedere alla disapplicazione dell'atto. Inoltre, le contestazioni sulla severità della pena sono state respinte poiché il giudice di merito ha correttamente applicato i criteri di legge.
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DASPO per furto: la Cassazione conferma la misura
Un tifoso ha ricevuto un DASPO di cinque anni per aver partecipato a un'azione di gruppo caotica in un autogrill dopo una partita, durante la quale ha commesso un furto di lieve entità. La Corte di Cassazione ha confermato il provvedimento, sottolineando che la pericolosità non derivava dal furto in sé, ma dal contesto di intimidazione e disordine pubblico creato dal gruppo di tifosi. Secondo la Corte, la partita di calcio ha costituito il pretesto per la condotta pericolosa, giustificando così l'emissione del DASPO per furto anche a distanza dal luogo dell'evento sportivo.
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Convalida DASPO: annullata per prove insufficienti
La Corte di Cassazione ha annullato l'ordinanza di convalida di un DASPO con obbligo di presentazione emesso nei confronti di un tifoso. La decisione si fonda sulla carenza di prove sufficienti a suo carico: il riconoscimento fotografico era stato definito 'dubitativo' e la sua presenza in un'auto transitata sul luogo degli scontri non era stata provata. La sentenza ribadisce che la convalida DASPO, incidendo sulla libertà personale, richiede un vaglio rigoroso degli indizi, che devono essere gravi e precisi, non mere congetture.
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Convalida DASPO: illegittima prima di 48 ore
La Corte di Cassazione ha annullato l'ordinanza di convalida DASPO con obbligo di firma perché emessa lo stesso giorno della notifica, violando il termine di 48 ore a garanzia del diritto di difesa. Il mancato rispetto di tale termine dilatorio, necessario per il cosiddetto contraddittorio cartolare, costituisce una nullità insanabile.
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DASPO recidivo: la Cassazione sull’obbligo di firma
La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso di un tifoso destinatario di un secondo DASPO con obbligo di presentazione. La sentenza chiarisce che la violazione del termine dilatorio di 48 ore per la difesa è irrilevante se non si dimostra un pregiudizio concreto. Inoltre, in caso di DASPO recidivo, l'obbligo di firma è automatico e non richiede una nuova valutazione della pericolosità del soggetto, in quanto questa è presunta dalla legge.
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DASPO e controllo del giudice: valutazione essenziale
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso contro un provvedimento di DASPO. Il giudice di merito aveva correttamente valutato la pericolosità del soggetto basandosi su video che lo ritraevano, con una bottiglia in mano, nel contesto di violenti scontri tra tifoserie. È stato confermato che il controllo del giudice non deve essere meramente formale, ma deve accertare la concreta pericolosità e la proporzionalità della misura.
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Obbligo di presentazione: nullo senza 48 ore di preavviso
La Corte di Cassazione ha annullato l'ordinanza di convalida di un provvedimento del Questore che imponeva l'obbligo di presentazione a un tifoso. La decisione è fondata sulla violazione del termine dilatorio di 48 ore, essenziale per garantire il diritto di difesa, e sulla mancata considerazione della memoria difensiva presentata dal ricorrente prima della convalida.
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Obbligo di presentazione: quando è legittimo?
Un giovane contesta un divieto di accesso alle manifestazioni sportive (DASPO) e il connesso obbligo di presentazione alla polizia per cinque anni, sostenendo di avere in mano un'asta portabandiera. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile, confermando la decisione del giudice di merito. Secondo la Corte, le prove video dimostravano la partecipazione del ricorrente a episodi di guerriglia urbana tra tifoserie, armato di un bastone, giustificando così la gravità e la durata della misura preventiva.
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Termini Convalida DASPO: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 18620/2024, ha annullato l'obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria annesso a un DASPO. La decisione si fonda sul mancato rispetto dei termini perentori per la convalida del provvedimento. Nello specifico, la convalida del G.I.P. è intervenuta oltre il termine complessivo di 96 ore dalla notifica, rendendo inefficace la misura restrittiva della libertà personale. La Corte ha chiarito che il superamento, anche minimo, di questo limite temporale comporta l'annullamento della misura, sottolineando la natura tassativa dei termini convalida DASPO.
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Obbligo di presentazione: quando è legittimo?
Un tifoso ha impugnato un provvedimento di DASPO che includeva un obbligo di presentazione biennale alla polizia, contestando la sua identificazione e la proporzionalità della misura. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile, confermando che la pericolosità del soggetto può essere desunta dal singolo comportamento violento, rendendo la misura legittima anche per soggetti incensurati e giustificando l'adeguata motivazione del provvedimento impugnato.
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Termine a difesa nel DASPO: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione ha annullato l'ordinanza di convalida di un DASPO con obbligo di presentazione, poiché non era stato provato il rispetto del termine a difesa di 48 ore per l'interessato. La sentenza ribadisce che questo lasso di tempo, decorrente dalla notifica del provvedimento del Questore, è inderogabile per garantire un effettivo diritto di difesa, la cui violazione comporta la nullità della convalida e la perdita di efficacia dell'obbligo di presentazione.
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Obbligo di presentazione: nullo senza 48 ore di difesa
La Corte di Cassazione ha annullato l'ordinanza di convalida di un obbligo di presentazione a carico di un tifoso, poiché emessa prima della scadenza del termine di 48 ore concesso per esercitare il diritto di difesa. La sentenza sottolinea che tale termine è una garanzia fondamentale a tutela della libertà personale e la sua violazione comporta la nullità del provvedimento e l'inefficacia della misura, anche in caso di incertezza sull'orario di deposito dell'atto. Questo caso ribadisce l'importanza del rispetto rigoroso delle tempistiche procedurali.
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Obbligo di presentazione DASPO: quando è legittimo?
Un tifoso ricorre contro un DASPO che include l'obbligo di firma, sostenendo una motivazione carente e la sproporzione della misura. La Corte di Cassazione dichiara il ricorso inammissibile, confermando che l'obbligo di presentazione DASPO è legittimo quando la pericolosità del soggetto è provata, anche senza precedenti penali. La Corte sottolinea che l'identificazione certa, la condotta aggressiva e l'uso di oggetti come una cintura sono elementi sufficienti a giustificare non solo il divieto di accesso agli stadi, ma anche la misura accessoria della firma per garantirne il rispetto.
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Termine convalida Questore: quando è valido l’atto?
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un cittadino contro la convalida di un provvedimento del Questore. Il ricorrente sosteneva la violazione del diritto di difesa perché l'ordinanza del giudice era stata redatta prima della scadenza delle 48 ore dalla notifica. La Corte ha ribadito un principio fondamentale sul termine convalida provvedimento Questore: il momento giuridicamente rilevante non è la data di stesura dell'atto, ma quella del suo deposito ufficiale in cancelleria, avvenuto in questo caso dopo la scadenza del termine, rendendo così la procedura legittima.
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Obbligo di presentazione: legittimo se motivato
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di un tifoso contro l'obbligo di presentazione imposto dal Questore. La Corte ha ritenuto legittima la misura, nonostante l'assenza di precedenti penali, basandosi sulla concreta pericolosità sociale dimostrata dal soggetto durante scontri tra tifoserie. La decisione sottolinea che la valutazione del giudice di merito sull'identificazione del soggetto e sulla proporzionalità della misura, se ben motivata, non è sindacabile in sede di legittimità.
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