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Provvedimento Del Questore

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32 provvedimenti applicano questo termine

Provvedimenti

Obbligo di presentazione: legittimo anche senza precedenti
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un tifoso contro un DASPO con obbligo di presentazione. La sentenza chiarisce che la misura è legittima anche per soggetti incensurati se la loro condotta è grave e violenta, poiché la pericolosità si desume dai fatti stessi. L'obbligo di presentazione serve a rafforzare il divieto di accesso allo stadio quando questo, da solo, non è ritenuto sufficiente.
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DASPO e obbligo di firma: quando è legittimo?
Un tifoso, destinatario di un provvedimento di DASPO della durata di cinque anni con obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria, ha presentato ricorso in Cassazione lamentando vizi di motivazione e procedurali. La Corte Suprema ha rigettato il ricorso, confermando la piena legittimità della misura. Secondo i giudici, la comprovata pericolosità del soggetto, desunta anche da precedenti specifici, giustifica l'applicazione del DASPO e dell'obbligo di firma anche per le partite amichevoli. La Corte ha inoltre chiarito che la partecipazione a una rissa, attestata dalle forze dell'ordine, è una condotta sufficiente per l'adozione del provvedimento, anche senza una descrizione dettagliata del singolo comportamento violento.
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Termine difesa 48 ore: Cassazione annulla convalida
La Corte di Cassazione ha annullato l'ordinanza di convalida di un obbligo di presentazione alla polizia, poiché emessa dal GIP prima della scadenza del termine difesa 48 ore concesso all'interessato. La Corte ha ribadito che il mancato rispetto di questo termine, essenziale per garantire il diritto al contraddittorio, determina la nullità insanabile del provvedimento di convalida e la conseguente inefficacia della misura restrittiva.
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Obbligo di presentazione: quando è illegittimo?
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 45817/2024, ha chiarito i limiti dell'obbligo di presentazione imposto con il Daspo. Un tifoso si era opposto alla richiesta di firmare due volte in Questura per ogni partita, anche in trasferta. La Corte ha accolto il ricorso su questo punto, stabilendo che un obbligo così generalizzato, che non tiene conto della distanza e della pratica impossibilità di adempiere, è illegittimo se privo di un'adeguata motivazione. La sentenza conferma invece la validità del Daspo per le partite amichevoli.
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Convalida provvedimento Questore: quando è legittima
La Corte di Cassazione ha esaminato il ricorso di un individuo destinatario di un provvedimento del Questore per condotte violente durante un evento sportivo. Il ricorso si basava sulla presunta violazione del diritto di difesa, poiché la prova (un video) non sarebbe stata disponibile, ma solo dei fotogrammi, e sulla genericità della motivazione del giudice. La Corte ha rigettato il ricorso, affermando che la convalida del provvedimento del Questore è legittima se basata su fotogrammi chiari, anche senza il video completo. Inoltre, ha dichiarato inammissibile il motivo sulla genericità della motivazione, poiché il ricorrente non ha specificato quali argomenti difensivi decisivi fossero stati ignorati.
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Obbligo di presentazione: legittimo se proporzionato
Un tifoso sanzionato con l'obbligo di presentazione alla polizia per sei anni ha fatto ricorso, contestando la durata e la doppia firma. La Cassazione ha respinto il ricorso, ritenendo la misura proporzionata alla gravità dei fatti e alla pericolosità del soggetto, giustificando anche la doppia firma come necessaria a prevenire tafferugli post-partita.
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Provvedimento del Questore: quando è legittimo?
La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso contro un'ordinanza che convalidava un provvedimento del Questore imponente un obbligo a un soggetto. La Corte ha ritenuto la decisione del giudice di merito legittima, data la motivazione basata su precedenti per stupefacenti e la violenza dell'azione, rendendo il provvedimento del Questore non sindacabile in sede di legittimità.
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Convalida provvedimento Questore: onere della prova
La Corte di Cassazione ha confermato la legittimità della convalida di un provvedimento del Questore che imponeva a un soggetto l'obbligo di presentazione alla polizia durante eventi sportivi. Il ricorso, basato sulla presunta assenza di un video probatorio e sulla mancata valutazione di una memoria difensiva, è stato respinto. La Corte ha chiarito che i fotogrammi sono sufficienti per l'identificazione e che un motivo di ricorso è inammissibile se lamenta genericamente l'omessa valutazione di argomenti difensivi senza specificare quali fossero decisivi. La sentenza sottolinea l'importanza della specificità e precisione nei motivi di ricorso contro la convalida di un provvedimento del Questore.
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Avvio procedimento: omessa comunicazione e urgenza
Un soggetto impugna in Cassazione un'ordinanza di divieto di accesso a locali pubblici emessa dal Questore, lamentando la mancata comunicazione di avvio del procedimento. La Corte Suprema dichiara il ricorso inammissibile, stabilendo che per i provvedimenti di pubblica sicurezza, caratterizzati da urgenza, l'amministrazione non è tenuta alla comunicazione preventiva, in deroga alla regola generale.
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Nullità provvedimento questore: la notifica è nulla
La Corte di Cassazione ha annullato un'ordinanza di convalida di un obbligo di firma imposto da un Questore a un tifoso. La decisione si fonda sulla mancata notifica all'interessato della sua facoltà di presentare memorie difensive al giudice entro 48 ore. Questa omissione procedurale costituisce una violazione del diritto di difesa e determina la nullità del provvedimento del questore, rendendo inefficace la misura restrittiva.
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Sanzione penale per violazione ordine: serve nuovo atto?
La Corte di Cassazione ha stabilito che la violazione di un ordine del Questore, emesso quando la sanzione era solo amministrativa, può essere punita con una sanzione penale se una legge successiva ha criminalizzato la condotta e l'interessato è stato debitamente informato. Non è necessario un nuovo provvedimento del Questore, essendo sufficiente la comunicazione del mutato regime sanzionatorio per integrare la consapevolezza del reato.
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DASPO: Convalida e durata per tifoso recidivo
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un tifoso contro la convalida di un DASPO della durata di cinque anni. La Corte ha ribadito che il giudice della convalida deve effettuare un controllo completo sui presupposti della misura, inclusa la pericolosità del soggetto e la congruità della durata. In questo caso, la pericolosità era provata da video e la durata di cinque anni è stata ritenuta corretta poiché il soggetto era recidivo, come previsto dalla normativa vigente.
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