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Protezione Internazionale

148 provvedimenti applicano questo termine

Definizione

Insieme di tutele, come lo status di rifugiato o la protezione sussidiaria, riconosciute a una persona che non può tornare nel proprio paese d'origine a causa di un fondato timore di persecuzione o di un rischio effettivo di subire un danno grave.

Norme più ricorrenti in questi provvedimenti

Provvedimenti

Protezione Internazionale Negata: Credibilità del Racconto Decisiva
Un cittadino nigeriano ha chiesto in Italia la protezione internazionale (status di rifugiato, protezione sussidiaria e umanitaria) sostenendo di essere perseguitato da una setta. La Corte d'Appello ha ritenuto la sua storia non credibile e ha negato ogni forma di protezione. La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso del richiedente. Questo perché le sue argomentazioni erano troppo generiche. Non hanno contestato in modo specifico le motivazioni della Corte d'Appello sulla mancanza di credibilità del racconto e sulla natura della setta Ogboni. La sentenza sottolinea l'importanza di fornire prove concrete e specifiche per ottenere la protezione internazionale.
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Procura speciale per cassazione: l’errore che blocca il ricorso
Il Richiedente asilo ha proposto ricorso dinanzi alla Corte di Cassazione contro il rigetto della domanda per il riconoscimento della protezione internazionale. La Suprema Corte ha dichiarato l'inammissibilità dell'impugnazione a causa di un difetto formale relativo alla procura speciale per cassazione. Il difensore si era limitato ad apporre la formula visto per autentica, senza certificare in modo esplicito che la data di conferimento del mandato fosse successiva alla comunicazione del provvedimento impugnato, come prescritto dalla normativa di settore. Di conseguenza, la Corte non ha esaminato la controversia nel merito e il Richiedente asilo è stato condannato al versamento di un ulteriore importo a titolo di contributo unificato.
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Procura speciale per cassazione: forma batte sostanza nel ricorso
Un cittadino straniero ha proposto ricorso alla Suprema Corte contro il rigetto della domanda di protezione internazionale. Il difensore ha apposto in calce al ricorso la formula d'uso «Visto per autentica», indicando gli estremi dell'atto impugnato ma senza certificare espressamente la data di conferimento dell'incarico come successiva alla comunicazione del provvedimento. I Supremi Giudici hanno dichiarato inammissibile l'impugnazione. Nelle controversie in materia di asilo, la procura speciale per cassazione impone infatti un rigoroso requisito di specialità: il difensore deve certificare in modo esplicito la posteriorità temporale del mandato rispetto alla notifica della decisione gravata, pena la chiusura definitiva del processo in rito.
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Protezione internazionale negata tra minacce e racconto incoerente
Un cittadino straniero ha chiesto la protezione internazionale sostenendo di essere fuggito dal proprio Paese d'origine per evitare minacce di morte da parte dei familiari, dopo aver rifiutato di assumere la guida di un culto locale. I giudici di merito hanno respinto la domanda a causa dell'inattendibilità del racconto e della genericità dei motivi di impugnazione. La Corte di Cassazione ha confermato il rigetto, rilevando che i report ufficiali sul Paese escludono ritorsioni per simili rifiuti e che il ricorso non ha spiegato in modo specifico gli errori della sentenza precedente.
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Procura speciale per Cassazione: data e validità del ricorso
Un cittadino straniero richiede il riconoscimento della protezione internazionale. Il Tribunale dichiara il ricorso tardivo. Il richiedente propone ricorso davanti alla Corte di Cassazione per contestare la decisione. Il difensore allega il mandato e inserisce la dicitura 'È autografa', omettendo tuttavia di certificare che la data della firma sia successiva alla comunicazione del provvedimento impugnato. La Corte di Cassazione dichiara il ricorso inammissibile. Nelle cause di protezione internazionale la procura speciale per Cassazione impone al difensore di attestare specificamente la posteriorità della data di rilascio del mandato rispetto alla notifica della decisione di merito.
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Domanda di asilo: rinuncia in Cassazione rende il ricorso inammissibile
Un Lavoratore, proveniente dalla Guinea Bissau, aveva presentato una domanda di asilo in Italia, chiedendo il riconoscimento dello status di rifugiato, protezione sussidiaria o umanitaria. La sua richiesta era stata respinta dalla Commissione territoriale e successivamente anche dal Tribunale. Il Lavoratore ha quindi presentato ricorso in Cassazione. Tuttavia, prima della decisione finale, ha rinunciato agli atti del giudizio. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile per sopravvenuto difetto di interesse, dato che la rinuncia ha eliminato la necessità di una decisione. Nessuna spesa è stata addebitata al Ministero, che non aveva svolto attività difensiva.
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Protezione Internazionale: Credibilità e Diritti Negati, Cassazione Annulla
Un cittadino straniero ha chiesto il riconoscimento della Protezione Internazionale (sussidiaria e umanitaria), ma la sua richiesta è stata respinta in appello. Il richiedente ha contestato la decisione, sostenendo che la Corte d'Appello aveva valutato in modo insufficiente la sua credibilità e non aveva applicato correttamente i principi sulla protezione sussidiaria e umanitaria. La Cassazione ha accolto il ricorso, ritenendo che la Corte d'Appello avesse fornito una "motivazione apparente" sulla non credibilità e non avesse correttamente valutato le minacce subite dalla setta religiosa per la protezione sussidiaria. Inoltre, ha sbagliato a valutare la protezione umanitaria, concentrandosi solo sulla durata del rischio anziché sulla comparazione tra la situazione nel paese d'origine e l'integrazione in Italia. La sentenza d'Appello è stata annullata e la causa rinviata per un nuovo esame.
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Procura speciale ricorso Cassazione: firma valida ma atto respinto
Un cittadino straniero ha impugnato il decreto del Tribunale che rigettava la sua domanda di protezione internazionale. La Corte di Cassazione ha dichiarato l'inammissibilità dell'impugnazione a causa di un difetto formale. La norma speciale prevede che la Procura speciale ricorso Cassazione debba contenere l'attestazione esplicita del difensore circa la data di rilascio successiva alla comunicazione del provvedimento impugnato. Nel caso specifico, l'avvocato si è limitato ad autenticare la firma del cliente con la dicitura "vera la firma", senza certificare espressamente la posteriorità della data. Mancando questa attestazione essenziale, il ricorso è stato respinto e il ricorrente è stato condannato al pagamento del doppio del contributo unificato.
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Procura speciale per cassazione: quando l’errore blocca il ricorso
Un cittadino straniero ha proposto ricorso contro il diniego della protezione internazionale. La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile l'impugnazione a causa di un difetto formale nella procura speciale per cassazione. L'avvocato si era limitato ad autenticare la firma del cliente senza attestare espressamente che il mandato era stato conferito in una data successiva alla comunicazione della decisione impugnata. Secondo la legge e la giurisprudenza costituzionale, nei procedimenti d'asilo la procura speciale per cassazione richiede tassativamente la certificazione da parte del difensore della data posteriore al provvedimento contestato. Il ricorso è stato quindi respinto senza possibilità di esame nel merito.
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Ricorso Protezione Internazionale Inammissibile: La Forma Conta
Un Lavoratore straniero ha presentato ricorso contro la decisione del Tribunale che gli negava la protezione internazionale e umanitaria. La Corte di Cassazione ha dichiarato l'inammissibilità ricorso protezione internazionale. Questo è avvenuto perché la procura alle liti, il documento che autorizza l'avvocato, non riportava la certificazione della data di rilascio successiva alla comunicazione del decreto impugnato, come richiesto dalla legge per questi specifici ricorsi. La Corte ha quindi confermato la rigidità delle norme procedurali in materia.
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Procura speciale per ricorso in cassazione: la forma batte il diritto
Un cittadino straniero ha richiesto il riconoscimento dello status di rifugiato e delle forme subordinate di protezione. Il Tribunale ha respinto le istanze dichiarandole tardive. Il richiedente ha quindi proposto ricorso ai giudici di legittimità. La Suprema Corte ha dichiarato inammissibile l'impugnazione per un vizio formale insanabile del mandato difensivo. L'avvocato ha autenticato la firma del proprio assistito apponendo la formula per autentica ma ha omesso di certificare specificamente la data di rilascio del mandato. Nelle controversie di protezione internazionale la procura speciale per ricorso in cassazione impone un rigore formale stringente. Il legale deve attestare espressamente che il conferimento dell'incarico è avvenuto in data posteriore rispetto alla comunicazione del provvedimento impugnato. In mancanza di tale precisa attestazione, il ricorso non può essere esaminato.
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Procura speciale per cassazione: forma e tutele
Un cittadino straniero ha impugnato dinanzi alla Corte di Cassazione il decreto del Tribunale che rigettava la sua domanda di protezione internazionale e umanitaria. Il Ministero dell'Interno non ha svolto difese attive. I Supremi Giudici hanno rilevato un vizio formale insanabile nel mandato difensivo. L'atto recava la data di rilascio, ma il difensore ha omesso di certificare l'autenticità della firma del richiedente e la posteriorità temporale della data rispetto alla comunicazione del provvedimento impugnato. La Corte ha dichiarato l'inammissibilità del ricorso per violazione delle norme speciali che regolano la procura speciale per cassazione, condannando il ricorrente al raddoppio del contributo unificato.
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Procura speciale ricorso cassazione: data errata e ricorso nullo
Un cittadino straniero ha richiesto il riconoscimento della protezione internazionale. Il Tribunale ha respinto la domanda e Il Richiedente ha proposto impugnazione tramite il proprio difensore. Tuttavia, la Corte di Cassazione ha dichiarato l'inammissibilità dell'atto. La decisione nasce da un vizio formale riguardante la procura speciale ricorso cassazione. L'avvocato si è limitato ad attestare l'autenticità della firma del proprio assistito, senza certificare espressamente che la data di conferimento del mandato fosse successiva alla comunicazione del provvedimento impugnato. La legge sulla protezione internazionale impone infatti requisiti di datazione rigorosi e specificamente certificati dal legale per garantire l'attualità della volontà di ricorrere. Di conseguenza, Il Richiedente ha perso la causa ed è stato condannato al versamento di un ulteriore importo a titolo di contributo unificato.
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Procura speciale per Cassazione: forma vince sul merito
Un cittadino straniero ha impugnato il diniego della protezione internazionale davanti alla Suprema Corte. La controversia è scaturita dalla validità formale del mandato difensivo. L'atto di impugnazione riportava la firma dell'avvocato limitata alla dicitura 'è autentica la firma', omettendo di certificare che il conferimento dell'incarico fosse successivo alla notifica del provvedimento sfavorevole. I Supremi Giudici hanno stabilito che la procura speciale per Cassazione nei procedimenti di asilo deve contenere la certificazione esplicita della data posteriore alla comunicazione del decreto impugnato. L'assenza di tale elemento impedisce l'esame del ricorso nel merito. Il Collegio ha pertanto dichiarato inammissibile l'impugnazione del ricorrente, con raddoppio del contributo unificato a suo carico.
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Procura speciale per ricorso in Cassazione: attenti alle date
Un cittadino straniero ha presentato ricorso per ottenere il riconoscimento della protezione internazionale a seguito del diniego emesso dal Tribunale. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso del tutto inammissibile a causa di un difetto formale relativo alla Procura speciale per ricorso in Cassazione. L'avvocato ha autenticato la firma del cliente scrivendo unicamente che era autografa, ma non ha certificato in modo espresso che la data di rilascio del mandato fosse successiva alla comunicazione del provvedimento impugnato. La legge sulla protezione internazionale richiede questa specifica attestazione di posteriorità a pena di inammissibilità. Poiché la certificazione risultava incompleta, i giudici non hanno potuto esaminare il merito della richiesta di asilo. Il ricorrente ha perso la causa ed è stato condannato al pagamento di un ulteriore contributo unificato.
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Protezione internazionale: rigetto per prove carenti
Una cittadina straniera ha presentato ricorso d'urgenza ex art. 700 c.p.c. contro la Questura per ottenere un appuntamento per la formalizzazione della domanda di protezione internazionale. Il Tribunale ha rigettato l'istanza per mancanza del fumus boni iuris: la documentazione prodotta non provava la manifestazione personale di volontà della ricorrente né i ripetuti tentativi di accesso agli uffici, rendendo impossibile censurare l'amministrazione.
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Procura speciale incompleta: lo straniero perde la protezione
Un cittadino straniero ha richiesto il riconoscimento della protezione internazionale, ma il Tribunale ha respinto la domanda. Il richiedente ha proposto ricorso davanti alla Corte di Cassazione. Tuttavia, la Suprema Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile a causa di un vizio formale riguardante la procura speciale rilasciata al difensore. Secondo le regole specifiche per queste controversie, l'avvocato deve certificare non solo l'autenticità della firma, ma anche che la data del mandato sia successiva alla comunicazione del provvedimento impugnato. Nel caso specifico, mancava questa esplicita attestazione da parte del legale. Di conseguenza, il ricorso non è stato nemmeno esaminato nel merito, confermando il rigetto della domanda di protezione.
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Procura speciale per ricorso in Cassazione: la firma non basta
Il caso riguarda un cittadino straniero che ha impugnato il diniego della protezione internazionale. La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso a causa di un vizio formale nella procura speciale per ricorso in Cassazione. L'avvocato del ricorrente ha autenticato la firma del cliente con la formula generica "vera e autentica", ma non ha certificato espressamente che la data del rilascio fosse successiva alla comunicazione del provvedimento impugnato, come richiesto dall'art. 35-bis del d.lgs. n. 25/2008. Questa omissione rende l'atto nullo. Di conseguenza, il richiedente asilo perde la causa senza che i giudici abbiano potuto esaminare i motivi del suo ricorso, e dovrà versare un ulteriore importo a titolo di contributo unificato.
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Domanda di protezione internazionale contro espulsione dello straniero
La Corte di Cassazione ha esaminato il ricorso di un cittadino straniero contro un provvedimento di espulsione. Il nodo centrale riguarda la validità della domanda di protezione internazionale come ostacolo all'espulsione dello straniero. Il ricorrente aveva manifestato la volontà di chiedere asilo prima che la domanda venisse formalizzata in Questura. La Suprema Corte ha ritenuto la questione di massima importanza e ha deciso di non decidere subito in camera di consiglio, ma di rimettere il caso alla pubblica udienza per stabilire se la semplice manifestazione di volontà, anche se non ancora formalizzata o se contenuta in una domanda reiterata, sia sufficiente a bloccare l'espulsione.
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Domanda di protezione internazionale: stop a espulsioni facili
La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso di una cittadina straniera contro il decreto di espulsione emesso nei suoi confronti. La donna sosteneva di essersi recata in questura per presentare la domanda di protezione internazionale, ma che gli uffici le avevano impedito di farlo, notificandole invece l'espulsione. Il Giudice di Pace aveva respinto il suo ricorso basandosi sul 'foglio notizie', in cui risultava che la donna non desiderava richiedere asilo. La Cassazione ha chiarito che il foglio notizie ha solo valore informativo e non può essere usato come rinuncia alla tutela. Di conseguenza, la Suprema Corte ha annullato la decisione precedente, ordinando un nuovo esame del caso.
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