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Proscioglimento — Anno 2023

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623 provvedimenti applicano questo termine

Altri anni per Proscioglimento

Provvedimenti

Concordato in appello: limiti ricorso Cassazione
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibili i ricorsi presentati da due soggetti contro una sentenza della Corte di Appello emessa a seguito di concordato in appello. La Suprema Corte ha chiarito che, in presenza di tale accordo, il ricorso in Cassazione è limitato esclusivamente a vizi della volontà, mancanza di consenso del pubblico ministero o difformità della sentenza rispetto all'accordo stesso. Risultano invece inammissibili le contestazioni su motivi rinunciati o sulla mancata applicazione dell'art. 129 c.p.p.
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Inammissibilità ricorso Cassazione: motivi generici
La Corte di Cassazione ha confermato l'inammissibilità ricorso Cassazione presentato contro una condanna per spaccio di lieve entità. La Suprema Corte ha rilevato che i motivi presentati dalla difesa erano del tutto generici e stereotipati, limitandosi a riproporre le stesse lamentele già respinte in appello senza contestare le motivazioni specifiche della sentenza impugnata. Tale mancanza di specificità ha portato alla condanna del ricorrente al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria di tremila euro.
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Concordato in appello: limiti al ricorso Cassazione
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato che, dopo aver aderito al concordato in appello, contestava la mancata valutazione delle cause di non punibilità. La Corte ha stabilito che l'accordo sulla pena ai sensi dell'art. 599-bis c.p.p. comporta una rinuncia implicita ai motivi di impugnazione non inerenti alla formazione della volontà o alla difformità della sentenza rispetto all'accordo stesso. Il ricorso basato sulla violazione dell'art. 129 c.p.p. è quindi incompatibile con la natura del concordato in appello.
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Patteggiamento: i limiti del ricorso in Cassazione
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso presentato da un imputato contro una sentenza di patteggiamento per detenzione di cocaina e marijuana. Il ricorrente contestava genericamente la responsabilità e l'entità della pena. La Suprema Corte ha ribadito che, a seguito della riforma Orlando, il ricorso contro il patteggiamento è limitato esclusivamente a vizi del consenso, illegalità della pena o errata qualificazione giuridica del fatto. Non essendo stati sollevati tali motivi specifici, il ricorso è stato rigettato con condanna al pagamento delle spese e di una sanzione pecuniaria.
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Patteggiamento: limiti al ricorso in Cassazione
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso presentato da una cittadina condannata per detenzione di stupefacenti a seguito di patteggiamento. La difesa lamentava la mancata applicazione delle cause di proscioglimento, ma la Suprema Corte ha ribadito che, dopo la riforma Orlando, i motivi di impugnazione per chi sceglie il rito speciale sono estremamente limitati. In assenza di una prova liquida di innocenza e data la congruità della pena concordata, il ricorso è stato rigettato con condanna al pagamento delle spese e di una sanzione pecuniaria.
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Patteggiamento: limiti al ricorso in Cassazione
La Corte di Cassazione ha confermato l'inammissibilità del ricorso presentato da due individui condannati a seguito di Patteggiamento per reati di detenzione e cessione di stupefacenti. I ricorrenti contestavano la misura della pena e la motivazione della sentenza, ma la Suprema Corte ha chiarito che l'accordo sulla pena comporta una rinuncia implicita alla contestazione delle prove. Non essendo emersi errori di calcolo o violazioni di legge evidenti, il ricorso è stato rigettato con condanna al pagamento delle spese e di una sanzione pecuniaria.
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Concordato in appello: limiti al ricorso in Cassazione
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato che, dopo aver aderito al Concordato in appello, contestava la qualificazione giuridica del reato e la mancata applicazione di cause di proscioglimento. La Corte ha ribadito che l'accordo sulla pena limita drasticamente i motivi di ricorso in sede di legittimità, escludendo le doglianze relative a punti rinunciati implicitamente con l'accettazione del patteggiamento in secondo grado.
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Patteggiamento e limiti al ricorso in Cassazione
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso contro una sentenza di patteggiamento relativa alla coltivazione di cannabis. Il ricorrente contestava la mancata applicazione del proscioglimento d'ufficio, ma la Suprema Corte ha chiarito che, a seguito della riforma Orlando, i motivi di impugnazione del patteggiamento sono estremamente limitati. In assenza di una prova liquida per l'assoluzione e con una pena concordata entro i limiti legali, il ricorso è stato rigettato con conseguente condanna al pagamento della sanzione pecuniaria.
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Patteggiamento: i limiti del ricorso in Cassazione
La Corte di Cassazione ha confermato l'inammissibilità del ricorso presentato contro una sentenza di patteggiamento relativa ai reati di detenzione e porto abusivo di arma con matricola abrasa. Il ricorrente contestava la mancanza di motivazione sulla responsabilità e sulla mancata applicazione della causa di non punibilità per particolare tenuità del fatto. La Suprema Corte ha chiarito che, a seguito della riforma del 2017, i motivi di impugnazione contro il patteggiamento sono tassativi e non includono le doglianze sollevate, poiché il giudice di merito aveva già correttamente escluso i presupposti per il proscioglimento d'ufficio.
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Messa alla prova: stop alla sospensione patente dal giudice
La Corte di Cassazione ha stabilito che, in caso di esito positivo della messa alla prova, il giudice penale non ha il potere di irrogare la sanzione accessoria della sospensione della patente. Tale competenza spetta esclusivamente al Prefetto, poiché l'estinzione del reato tramite questo istituto non equivale a una sentenza di condanna. La decisione sottolinea la distinzione tra accertamento di responsabilità penale e benefici derivanti dal percorso riabilitativo della messa alla prova.
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Patteggiamento: limiti al ricorso in Cassazione.
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso presentato da un imputato contro una sentenza di patteggiamento relativa al reato di violazione delle misure di prevenzione. Il ricorrente lamentava la mancata applicazione del proscioglimento immediato ex art. 129 c.p.p. Tuttavia, la Suprema Corte ha ribadito che, a seguito della riforma del 2017, i motivi di impugnazione contro il patteggiamento sono limitati e tassativi, escludendo la possibilità di contestare la mancata verifica dell'insussistenza del fatto se non concordata tra le parti.
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Patteggiamento: i limiti del ricorso in Cassazione
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso presentato da un imputato contro una sentenza di patteggiamento relativa a violazioni del codice antimafia. Il ricorrente lamentava la mancata applicazione del proscioglimento immediato, ma la Corte ha ribadito che, a seguito della riforma del 2017, i motivi di impugnazione del patteggiamento sono estremamente limitati. Non è possibile contestare in Cassazione la mancata verifica delle cause di proscioglimento se non rientrano nei vizi tassativamente previsti dalla legge.
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Concordato in appello: limiti del ricorso
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato che contestava la mancanza di motivazione circa il mancato proscioglimento d'ufficio a seguito di un **concordato in appello**. Secondo i giudici di legittimità, quando le parti raggiungono un accordo sulla pena ai sensi dell'art. 599-bis c.p.p., l'imputato rinuncia implicitamente ai motivi di merito. Di conseguenza, il giudice non è tenuto a motivare l'insussistenza delle cause di non punibilità previste dall'art. 129 c.p.p., poiché la sua cognizione è limitata dall'accordo stesso.
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Prescrizione del reato: quando prevale l’assoluzione?
La Corte di Cassazione ha affrontato il tema della prevalenza tra la **prescrizione del reato** e l'assoluzione nel merito. Un imputato aveva impugnato la sentenza d'appello che dichiarava estinti i reati per prescrizione, chiedendo invece il proscioglimento pieno. La Suprema Corte ha ribadito che l'assoluzione prevale sulla prescrizione solo se l'innocenza emerge dagli atti in modo evidente e non contestabile (ictu oculi). Poiché nel caso di specie le prove erano ambigue e il ricorso richiedeva una rivalutazione dei fatti preclusa in sede di legittimità, l'impugnazione è stata dichiarata inammissibile.
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Concordato in appello: limiti al ricorso per Cassazione
La Corte di Cassazione ha confermato l'inammissibilità del ricorso presentato da un imputato che contestava la mancata motivazione del proscioglimento d'ufficio dopo un **concordato in appello**. Secondo i giudici, l'accordo sulla pena ai sensi dell'art. 599-bis c.p.p. implica una rinuncia ai motivi di gravame, limitando la cognizione del giudice ai soli punti oggetto dell'intesa. Non sussiste, dunque, un obbligo di motivazione specifica sull'assenza di cause di assoluzione ex art. 129 c.p.p., a meno che non emergano illegalità della sanzione o vizi nella formazione della volontà delle parti.
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Patteggiamento: limiti al ricorso in Cassazione
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso contro una sentenza di patteggiamento basato sulla presunta mancata verifica delle cause di proscioglimento ex art. 129 c.p.p. La Suprema Corte ha ribadito che, a seguito della riforma normativa, i motivi di impugnazione per il patteggiamento sono tassativi e non includono la generica violazione dell'obbligo di immediata declaratoria di cause di non punibilità.
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Inammissibilità del ricorso per motivi generici
La Corte di Cassazione ha affrontato il tema della inammissibilità del ricorso presentato da un imputato che lamentava il mancato proscioglimento immediato ai sensi dell'art. 129 c.p.p. La Suprema Corte ha rilevato che l'impugnazione era priva dei requisiti di specificità richiesti dall'art. 581 c.p.p., in quanto basata su deduzioni generiche e priva di un confronto critico con la motivazione della sentenza di merito. Di conseguenza, il ricorso è stato dichiarato inammissibile con condanna del ricorrente al pagamento delle spese e di una sanzione pecuniaria.
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Inammissibilità del ricorso: motivi generici
La Corte di Cassazione ha dichiarato l'inammissibilità del ricorso presentato da un imputato che contestava il mancato proscioglimento ai sensi dell'art. 129 c.p.p. La Suprema Corte ha stabilito che i motivi di impugnazione erano eccessivamente generici e privi della necessaria specificità richiesta dall'art. 581 c.p.p., non consentendo di individuare le critiche alla sentenza di appello. Il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese e di una sanzione pecuniaria.
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Inammissibilità del ricorso per difetto di specificità
La Corte di Cassazione ha confermato l'inammissibilità del ricorso presentato da un imputato che contestava il mancato proscioglimento immediato. La decisione evidenzia come la carenza di specificità dei motivi, ovvero l'uso di deduzioni generiche non correlate alla sentenza impugnata, precluda il sindacato di legittimità. Tale vizio procedurale ha comportato la condanna del ricorrente al pagamento delle spese e di una sanzione pecuniaria.
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Prescrizione del reato e calcolo della recidiva
La Corte di Cassazione ha affrontato il tema della prescrizione del reato in presenza della circostanza aggravante della recidiva. Il ricorrente lamentava il mancato proscioglimento, sostenendo che il tempo necessario per l'estinzione dell'illecito fosse già decorso. Gli Ermellini hanno invece chiarito che, ai sensi dell'art. 99 c.p., la recidiva comporta un sensibile prolungamento dei termini prescrizionali, rendendo il ricorso manifestamente infondato e confermando la condanna alle spese e alla sanzione pecuniaria.
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