LexCED: l'assistente legale basato sull'intelligenza artificiale AI. Chiedigli un parere, provalo adesso!

LexCEDpedia

Proscioglimento — Anno 2023

Pagina 2 di 32

623 provvedimenti applicano questo termine

Altri anni per Proscioglimento

Provvedimenti

Impugnazione del patteggiamento: accordo e ricorso vietato
L'Imputato ha proposto ricorso per cassazione contro la sentenza del Tribunale di Taranto che aveva applicato la pena concordata tra le parti. Il ricorrente lamentava la mancata verifica, da parte del giudice, dell'insussistenza di cause di proscioglimento. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile. I giudici hanno chiarito che l'impugnazione del patteggiamento è strettamente limitata dalla legge a tassativi motivi di violazione di legge. Tra questi non rientra la generica contestazione sulla mancata verifica delle cause di proscioglimento. Di conseguenza, il ricorso è stato respinto con procedura semplificata, con condanna del ricorrente alle spese e al pagamento di tremila euro alla Cassa delle ammende.
Continua »
Ricorso per cassazione contro patteggiamento: l’accordo blindato
Due soggetti hanno proposto ricorso per cassazione contro una sentenza di patteggiamento emessa dal Tribunale di Latina. I ricorrenti lamentavano la mancata verifica, da parte del giudice, dell'insussistenza di cause di proscioglimento. La Corte di Cassazione ha dichiarato i ricorsi inammissibili. I giudici hanno chiarito che il ricorso per cassazione contro patteggiamento è fortemente limitato dalla legge. Non è possibile contestare la mancata verifica delle cause di proscioglimento, poiché l'impugnazione di queste sentenze è ammessa solo nei casi tassativi previsti dal codice di procedura penale. Di conseguenza, i ricorrenti sono stati condannati al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.
Continua »
Concordato in appello: l’accordo sulla pena blocca il ricorso
L'Imputato, condannato in primo grado per usura, estorsione e autoriciclaggio, propone concordato in appello concordando una pena ridotta a cinque anni e quattro mesi di reclusione. Successivamente, propone ricorso in Cassazione lamentando che la Corte d'appello non abbia valutato la sua innocenza o altre cause di proscioglimento prima di accogliere l'accordo. La Corte di Cassazione dichiara il ricorso inammissibile. I giudici chiariscono che il concordato in appello comporta la rinuncia ai motivi di impugnazione. Di conseguenza, l'imputato non può lamentarsi della mancata valutazione del proscioglimento, a meno che non contesti la validità del proprio consenso o l'illegalità della pena. L'Imputato perde definitivamente il ricorso e viene condannato a pagare le spese processuali e una sanzione pecuniaria.
Continua »
Ricorso contro patteggiamento: i limiti invalicabili della difesa
Il GIP applicava a Il Ricorrente la pena concordata per usura aggravata. Il Ricorrente proponeva ricorso per cassazione lamentando il difetto di motivazione sulla mancata verifica di cause di proscioglimento. La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso. Ha chiarito che il ricorso contro patteggiamento è limitato per legge a tassativi motivi, quali la volontà, la qualificazione giuridica o l'illegalità della pena. Non è invece ammesso contestare la mancata verifica delle cause di proscioglimento. Di conseguenza, Il Ricorrente perde la causa e viene condannato al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.
Continua »
Inammissibilità del ricorso per Cassazione: ricorso vuoto e multa
L'Imputato, condannato per tentato furto aggravato dalla Corte di appello, ha proposto ricorso dinanzi alla Corte di Cassazione. La difesa ha lamentato la mancata pronuncia di un proscioglimento immediato, senza tuttavia specificare i motivi concreti a sostegno della richiesta. La Suprema Corte ha rigettato il ricorso stabilendo l'inammissibilità del ricorso per Cassazione a causa della sua assoluta genericità. Di conseguenza, l'Imputato ha perso la causa ed è stato condannato al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria di tremila euro in favore della Cassa delle Ammende.
Continua »
Patteggiamento e ricorso per cassazione: dall’accordo alla condanna
Tre soggetti, accusati di furto aggravato, concordavano con il Tribunale l'applicazione della pena su richiesta delle parti. Successivamente, proponevano ricorso lamentando la mancata valutazione delle cause di proscioglimento e l'errata determinazione della sanzione. La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibili i ricorsi. I giudici hanno chiarito che, in tema di patteggiamento e ricorso per cassazione, la legge limita rigorosamente i motivi di impugnazione. Non è possibile contestare la mancata verifica delle cause di proscioglimento, né la misura della pena, a meno che non si tratti di una sanzione del tutto illegale. Di conseguenza, i ricorrenti sono stati condannati anche al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.
Continua »
Sentenza di patteggiamento: i limiti invalicabili del ricorso
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso proposto da L'Imputato contro la sentenza di patteggiamento emessa dal Tribunale. L'Imputato lamentava la mancata motivazione del giudice circa l'assenza di cause di proscioglimento. La Suprema Corte ha chiarito che, dopo la riforma del 2017, i motivi per impugnare una sentenza di patteggiamento sono tassativi e limitati dalla legge. Tra questi non rientra la mancata motivazione sull'insussistenza di cause di proscioglimento immediato. Di conseguenza, il ricorso è stato respinto con condanna al pagamento delle spese e di una sanzione pecuniaria.
Continua »
Sentenza di patteggiamento: perché il ricorso è quasi impossibile
L'Imputato ha proposto ricorso per cassazione contro la sentenza di patteggiamento emessa dal Tribunale, lamentando la mancanza di motivazione sull'assenza di cause di proscioglimento immediato. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile. I giudici hanno chiarito che, dopo la riforma del 2017, i motivi di impugnazione contro la sentenza di patteggiamento sono tassativi e limitati. Tra questi non rientra la mancata motivazione sull'insussistenza delle condizioni per il proscioglimento. Di conseguenza, l'eventuale omissione del giudice su questo punto non è più censurabile in sede di legittimità. L'Imputato è stato condannato al pagamento delle spese e di una sanzione pecuniaria.
Continua »
No a favoreggiamento dell’immigrazione clandestina per se stessi
Una cittadina straniera era stata condannata per il reato di favoreggiamento dell'immigrazione clandestina per aver organizzato e contratto un matrimonio fittizio con un cittadino italiano, al fine di ottenere il permesso di soggiorno. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso della donna, stabilendo che il reato di favoreggiamento non può essere commesso a vantaggio di se stessi, ma richiede necessariamente l'aiuto verso terzi. Di conseguenza, la Suprema Corte ha annullato senza rinvio la sentenza di condanna perché il fatto non sussiste, escludendo la responsabilità penale della ricorrente per questa specifica accusa.
Continua »
Cause di proscioglimento: il ricorso generico costa caro
Il Condannato ha proposto ricorso in Cassazione contro la sentenza della Corte d'Appello che confermava la sua condanna per violazione delle misure di prevenzione. Il ricorso si basava sull'omessa valutazione delle cause di proscioglimento previste dall'articolo 129 del codice di procedura penale. Tuttavia, la Suprema Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile. I giudici hanno chiarito che, sebbene il giudice d'appello debba rilevare d'ufficio eventuali cause di proscioglimento, la difesa non può limitarsi a una denuncia generica di omissione. È necessario indicare elementi concreti e specifici che giustifichino l'assoluzione. Di conseguenza, il ricorso è stato respinto con condanna al pagamento delle spese e di una sanzione pecuniaria.
Continua »
Divieto di reingresso in Italia: l’atto tradotto condanna
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di uno straniero condannato per aver violato il divieto di reingresso in Italia. L'imputato era stato precedentemente espulso con un provvedimento del Prefetto, regolarmente tradotto in una lingua a lui comprensibile. La difesa sosteneva la mancanza di motivazione sull'assenza di cause di proscioglimento. Tuttavia, i giudici hanno confermato la piena consapevolezza del soggetto nel violare la legge, escludendo qualsiasi vizio di motivazione. Di conseguenza, il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria in favore della Cassa delle Ammende.
Continua »
Patteggiamento in appello: vietati i ripensamenti sui motivi
L'Imputato ha proposto ricorso per cassazione contro la sentenza della Corte d'Appello che aveva recepito l'accordo sulla pena. L'Imputato lamentava la mancanza di motivazione sul mancato proscioglimento e sulle circostanze aggravanti. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile. I giudici hanno chiarito che, in caso di patteggiamento in appello (concordato ex art. 599-bis c.p.p.), il giudice di secondo grado non deve motivare sull'assenza di cause di proscioglimento o sull'insussistenza di aggravanti. La rinuncia ai motivi di appello limita infatti la cognizione del giudice ai soli punti concordati. L'Imputato è stato condannato al pagamento delle spese processuali e di tremila euro alla Cassa delle ammende.
Continua »
Concordato in appello: l’accordo vincola e blocca i ricorsi
L'Imputato, condannato per rissa aggravata, ha rideterminato la sanzione tramite concordato in appello, rinunciando ai motivi sulla responsabilità. Successivamente ha proposto ricorso per cassazione, lamentando l'omessa motivazione sul mancato proscioglimento e sulla quantificazione della pena. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile. I giudici hanno stabilito che il concordato in appello limita la cognizione del giudice ai soli punti concordati, escludendo l'obbligo di motivare sull'assenza di cause di proscioglimento immediato. La pena concordata non è modificabile unilateralmente.
Continua »
Messa alla prova nei reati edilizi: inutile senza demolire
Il Tribunale aveva dichiarato estinti i reati di abusivismo edilizio contestati a due comproprietari, ritenendo superata con successo la messa alla prova. Il Procuratore Generale ha impugnato la decisione, evidenziando che gli imputati non avevano demolito le opere abusive né ottenuto una sanatoria. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso, stabilendo che la messa alla prova nei reati edilizi richiede obbligatoriamente l'eliminazione delle conseguenze dannose del reato. Di conseguenza, senza la preventiva demolizione dell'abuso o la sua regolarizzazione urbanistica, il percorso di prova non può considerarsi superato. La Corte ha quindi annullato la decisione precedente, disponendo che i proprietari debbano affrontare nuovamente il processo penale.
Continua »
Impugnazione sentenza patteggiamento: i limiti del ricorso
L'Imputato ha proposto ricorso in Cassazione contro la sentenza di patteggiamento emessa dal G.U.P., contestando il mancato proscioglimento e l'entità della pena applicata per reati in materia di stupefacenti. La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso. I giudici hanno chiarito che l'impugnazione sentenza patteggiamento è strettamente limitata dalla legge a casi tassativi, come l'errore sulla qualificazione del fatto o l'illegalità della pena. Poiché le contestazioni dell'Imputato riguardavano il merito della sanzione e il mancato proscioglimento, estranei ai motivi consentiti, il ricorso è stato respinto con condanna al pagamento delle spese e di una sanzione pecuniaria.
Continua »
Impugnazione del patteggiamento: l’accordo che blinda la pena
L'Imputata ha proposto ricorso in Cassazione lamentando il mancato proscioglimento immediato in presenza di una sentenza di patteggiamento per reati sugli stupefacenti. La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso, poiché l'impugnazione del patteggiamento è limitata dalla legge a tassativi motivi formali e sostanziali, tra cui non rientra la generica contestazione del mancato proscioglimento. L'Imputata è stata condannata al pagamento delle spese e di tremila euro alla Cassa delle ammende.
Continua »
Impugnazione sentenza patteggiamento: i limiti del ripensamento
L'Imputato ha concordato una pena di 4 anni di reclusione e 18.000 euro di multa per reati in materia di stupefacenti. Successivamente, ha proposto ricorso lamentando il mancato proscioglimento e la mancata motivazione sulla recidiva. La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso. I giudici hanno chiarito che l'impugnazione sentenza patteggiamento strettamente limitata dalla legge a casi tassativi, come i vizi della volont, la difformit tra richiesta e sentenza, l'errore sulla qualificazione del fatto o l'illegalit della pena. I motivi sollevati dall'Imputato non rientravano in queste categorie. Di conseguenza, il ricorso stato rigettato con condanna al pagamento delle spese e di tremila euro alla Cassa delle ammende.
Continua »
Impugnazione sentenza patteggiamento: i limiti invalicabili
Il Ricorrente ha proposto ricorso per Cassazione lamentando il mancato proscioglimento immediato da parte del Tribunale, che aveva invece emesso una sentenza di patteggiamento per reati in materia di stupefacenti. La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso. La legge prevede infatti che l'impugnazione sentenza patteggiamento sia limitata a casi tassativi, come i vizi della volontà, la discordanza tra richiesta e sentenza, l'errata qualificazione del fatto o l'illegalità della pena. Poiché il motivo addotto dal Ricorrente non rientrava in queste ipotesi, il ricorso è stato rigettato con condanna al pagamento delle spese e di una sanzione pecuniaria.
Continua »
Impugnazione del patteggiamento: l’accordo che blocca il ricorso
Il Contribuente, dopo aver concordato una pena di nove mesi e dieci giorni di reclusione per il reato di indebita compensazione di crediti d'imposta, ha proposto ricorso in Cassazione. Il ricorrente lamentava il mancato proscioglimento immediato da parte del giudice. La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso, stabilendo che l'impugnazione del patteggiamento è limitata esclusivamente ai casi tassativi previsti dalla legge, come i vizi della volontà o l'illegalità della pena. Di conseguenza, il Contribuente ha perso il ricorso ed è stato condannato al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.
Continua »
Impugnazione del patteggiamento: accordo fatto e ricorso perso
L'Imputato ha proposto ricorso per Cassazione contro la sentenza di patteggiamento del Tribunale, con cui era stato condannato a quattro anni e nove mesi di reclusione per reati di droga. Il ricorrente contestava la qualificazione giuridica del fatto e lamentava la mancata pronuncia di proscioglimento. La Suprema Corte ha dichiarato inammissibile il ricorso. L'impugnazione del patteggiamento è infatti consentita solo per motivi tassativi stabiliti dalla legge, come i vizi della volontà, la difformità tra richiesta e sentenza, l'illegalità della pena o l'erronea qualificazione giuridica se evidente. Poiché i motivi proposti non rientravano in queste ipotesi, il ricorso è stato rigettato con condanna al pagamento delle spese e di tremila euro alla Cassa delle ammende.
Continua »