L'Imputato, condannato in primo grado per usura, ha presentato appello contro la sentenza. La Corte d'Appello ha dichiarato il ricorso inammissibile perché ritenuto tardivo. L'Imputato ha proposto ricorso in Cassazione, sostenendo l'errato calcolo della scadenza. La Suprema Corte ha accolto il ricorso, chiarendo le regole sul computo dei termini processuali. Poiché il termine di novanta giorni per il deposito della sentenza di primo grado scadeva di domenica, la scadenza si è spostata al lunedì successivo. Di conseguenza, anche il termine per presentare l'appello è slittato di un giorno, rendendo l'impugnazione tempestiva. La Cassazione ha quindi annullato l'ordinanza di inammissibilità, ordinando la trasmissione degli atti alla Corte d'Appello per il giudizio di merito.
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