LexCED: l'assistente legale basato sull'intelligenza artificiale AI. Chiedigli un parere, provalo adesso!

LexCEDpedia

Procuratore Speciale

Pagina 5 di 8

141 provvedimenti applicano questo termine

Provvedimenti

Rinuncia al ricorso: inammissibilità e costi
La Corte di Cassazione ha dichiarato l'inammissibilità del ricorso presentato da un imputato avverso una sentenza della Corte di Appello. Il ricorso, incentrato esclusivamente sul trattamento sanzionatorio, è stato oggetto di una formale rinuncia al ricorso depositata dal difensore munito di procura speciale. Tale atto ha determinato la sopravvenuta carenza di interesse, portando alla condanna del ricorrente al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria di tremila euro in favore della Cassa delle Ammende.
Continua »
Violazione CEDU: l’istanza personale è obbligatoria, ricorso nullo
Un detenuto, tramite il suo avvocato, ha chiesto di eliminare gli effetti di una condanna per violazione dei diritti sanciti dalla C.E.D.U. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile. Il principio chiave affermato è che l'istanza personale ex art. 628-bis c.p.p. è un requisito fondamentale. La richiesta deve essere presentata e sottoscritta direttamente dal condannato, non potendo essere interamente delegata al legale, anche se munito di procura speciale. La genericità e la forma caotica dell'atto hanno contribuito alla decisione negativa, con conseguente condanna del ricorrente al pagamento delle spese processuali e di una sanzione.
Continua »
Ricorso inammissibile: i termini per l’impugnazione
La Corte di Cassazione ha dichiarato un ricorso inammissibile presentato da un imputato condannato per tentata estorsione. La decisione si fonda sulla tardività dell'impugnazione, depositata oltre il termine di quarantacinque giorni previsto dalla legge. La Corte ha chiarito che nel rito cartolare in appello non trovano applicazione le estensioni dei termini legate allo status di assente dell'imputato, specialmente quando quest'ultimo è rappresentato da un procuratore speciale. L'inammissibilità ha comportato la condanna del ricorrente al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.
Continua »
Termini impugnazione: quando il ricorso è tardivo
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile un ricorso presentato oltre i termini impugnazione previsti dalla legge. Il ricorrente aveva depositato l'atto in cancelleria dopo la scadenza dei trenta giorni, tentando invano di invocare l'estensione riservata agli imputati giudicati in assenza. La Corte ha ribadito che tale proroga non si applica nei procedimenti cartolari senza istanza di partecipazione.
Continua »
Rinuncia al ricorso per Cassazione: cosa sapere
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile un ricorso presentato avverso una sentenza di patteggiamento per reati di droga a seguito della formale rinuncia al ricorso per Cassazione depositata dal difensore. La Corte ha condannato il ricorrente al pagamento delle spese e di duemila euro alla Cassa delle ammende.
Continua »
Rinuncia al ricorso: quando costa caro
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 46139/2023, ha dichiarato inammissibile un ricorso a seguito della sua rinuncia da parte dei ricorrenti. Tuttavia, ravvisando un profilo di colpa in tale rinuncia, ha condannato gli stessi al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria. La Corte ha stabilito che la rinuncia al ricorso, motivata solo dalla modifica favorevole di una misura cautelare dopo aver contestato nel merito gli indizi, integra una causa di inammissibilità colpevole sanzionabile ai sensi dell'art. 616 del codice di procedura penale.
Continua »
Rinuncia al ricorso: l’appello è inammissibile
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso presentato da due sorelle condannate per reati fallimentari. La decisione è seguita alla formale rinuncia al ricorso presentata dal loro difensore, munito di procura speciale, dopo aver raggiunto un accordo transattivo con le parti civili. La Corte ha quindi condannato le ricorrenti al pagamento delle spese processuali e di una somma in favore della cassa delle ammende, confermando le conseguenze automatiche previste dalla legge in caso di rinuncia.
Continua »
Remissione di querela: i requisiti di validità
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato, chiarendo i requisiti formali per una valida remissione di querela. La Corte ha stabilito che la remissione presentata dal difensore dell'imputato, priva delle formalità previste dall'art. 340 c.p.p., è inefficace. Inoltre, ha ribadito che l'acquisizione di una sentenza di assoluzione per i coimputati in un altro procedimento non vincola la decisione del giudice, che mantiene la sua autonomia valutativa.
Continua »
Rinuncia al ricorso in Cassazione: conseguenze
La Corte di Cassazione ha esaminato un caso in cui un imputato, condannato per bancarotta documentale semplice, aveva presentato ricorso. Successivamente, tramite il suo procuratore speciale, ha formalizzato la rinuncia al ricorso in Cassazione. Di conseguenza, la Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile, condannando il ricorrente al pagamento delle spese processuali e di una somma a favore della Cassa delle ammende, senza entrare nel merito della questione.
Continua »
Imputato presente con procuratore speciale: l’appello
La Corte di Cassazione ha annullato l'ordinanza di inammissibilità di un appello. La Corte ha chiarito che l'imputato che nomina un procuratore speciale per richiedere un rito abbreviato deve essere considerato legalmente presente, anche se fisicamente assente. Di conseguenza, non si applica la norma che richiede un mandato speciale al difensore per impugnare la sentenza per conto di un imputato assente, rendendo l'appello pienamente valido.
Continua »
Remissione di querela: annulla la condanna in Cassazione
La Cassazione annulla una condanna per truffa a seguito di una remissione di querela. La Corte ha stabilito che la remissione, se accettata e avvenuta dopo la sentenza d'appello ma prima della scadenza per il ricorso, estingue il reato, prevalendo su altre questioni. L'imputato è stato condannato solo al pagamento delle spese processuali.
Continua »
Ricorso inammissibile: limiti del patteggiamento
Un soggetto ha presentato ricorso contro una sentenza di patteggiamento, lamentando la mancanza di motivazione sulla congruità della pena. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile, specificando che i termini di un accordo ratificato dal giudice non possono essere contestati dalle stesse parti. Di conseguenza, il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.
Continua »
Mandato ad impugnare: obbligo post-sentenza per l’assente
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di un imputato, confermando l'inammissibilità dell'appello presentato dal suo difensore. La decisione si fonda sulla mancanza di uno specifico mandato ad impugnare rilasciato dopo la pronuncia della sentenza, un requisito fondamentale previsto dalla legge per garantire che l'imputato, giudicato in assenza, sia a conoscenza del provvedimento e voglia effettivamente contestarlo.
Continua »
Termini impugnazione abbreviato: niente proroga
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile un ricorso, chiarendo che i termini per l'impugnazione di una sentenza emessa con rito abbreviato non beneficiano della proroga di 15 giorni prevista per i giudizi in assenza. La scelta del rito abbreviato, infatti, implica una presenza legale dell'imputato, rendendo inapplicabile l'estensione dei termini.
Continua »
Rinunzia al ricorso: inammissibilità e condanna
Un imputato, condannato per lesioni personali aggravate in primo e secondo grado, presenta ricorso in Cassazione. Successivamente, attraverso il suo procuratore speciale, deposita una formale rinunzia al ricorso. La Suprema Corte, prendendo atto della rinuncia, dichiara il ricorso inammissibile e condanna il ricorrente al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria alla Cassa delle ammende.
Continua »
Opposizione decreto penale: nomina difensore e validità
La Corte di Cassazione ha annullato un'ordinanza di inammissibilità riguardante una opposizione a decreto penale. L'opposizione era stata ritenuta inammissibile perché presentata da un avvocato considerato non legittimato. La Cassazione ha invece stabilito che, essendo la nomina del nuovo difensore stata depositata telematicamente pochi minuti prima del deposito dell'atto di opposizione, l'avvocato era pienamente legittimato e l'opposizione valida.
Continua »
Elezione domicilio: firma non autenticata, appello out
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile un appello penale poiché l'atto di elezione di domicilio, presentato contestualmente, non riportava la firma dell'imputato autenticata dal difensore. Questa mancanza formale, secondo la Corte, viola l'art. 162 c.p.p. e rende l'impugnazione non valida ai sensi dell'art. 581, comma 1-quater, c.p.p., confermando la necessità di un rigoroso rispetto delle forme processuali.
Continua »
Rinuncia al ricorso in Cassazione: conseguenze
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile un ricorso a seguito della sua formale rinuncia. L'imputato, condannato in primo grado con patteggiamento per tentato omicidio e porto d'armi, aveva inizialmente impugnato la sentenza. Successivamente, tramite il suo legale, ha presentato un atto di rinuncia. Di conseguenza, la Corte ha dichiarato l'inammissibilità del ricorso, condannando il ricorrente al pagamento delle spese processuali e di una somma in favore della Cassa delle ammende.
Continua »
Rinuncia al ricorso: quando diventa inammissibile?
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso presentato da un imputato per furto aggravato, a seguito della formale rinuncia al ricorso presentata dal suo procuratore speciale. La decisione comporta la condanna del ricorrente al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.
Continua »
Rinuncia al ricorso: quando è inammissibile?
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile un ricorso a seguito della rinuncia al ricorso presentata dal procuratore speciale del ricorrente. La Corte ha stabilito che la rinuncia, essendo una dichiarazione abdicativa chiara e proveniente dal soggetto legittimato, determina una carenza di interesse, con conseguente condanna al pagamento delle spese processuali.
Continua »