L'Agenzia delle Entrate ha contestato a un contribuente l'utilizzo di una scuola di volo costituita come ente senza scopo di lucro per mascherare un'attività commerciale individuale. Secondo il Fisco, l'ente operava come un'associazione non profit fittizia: il libro soci risultava in bianco, mancava l'iscrizione agli organismi sportivi, gli aerei appartenevano al titolare e i fondi dell'ente pagavano spese personali. La Commissione Tributaria Regionale aveva annullato l'atto impositivo con formule generiche, ritenendo sufficiente la qualifica formale dell'ente. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso dell'Erario, dichiarando la nullità della decisione d'appello per motivazione apparente. I giudici di merito non possono ignorare le prove documentali del Fisco limitandosi ad affermazioni apodittiche, ma devono motivare rigorosamente sull'effettiva natura dell'ente.
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