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Fisco e motivazione per relationem: la conoscenza sana l’atto

L’Agenzia delle Entrate ha emesso un avviso di accertamento per Ires, Irap e Iva nei confronti di una società cooperativa, motivando l’atto attraverso il rinvio (motivazione per relationem) a un verbale della Guardia di Finanza. A questo verbale erano allegati stralci di altri verbali relativi a società consorziate partecipate dalla cooperativa. La contribuente ha contestato la validità dell’atto, lamentando un difetto di motivazione. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso della società, stabilendo che la motivazione per relationem è pienamente valida se i documenti richiamati sono allegati o comunque conosciuti o facilmente conoscibili dal contribuente. Poiché la cooperativa era socia al 50% delle consorziate e i verbali erano allegati all’atto principale, essa aveva piena conoscenza degli elementi della pretesa fiscale.

Riferimento:
Ordinanza di Cassazione Civile Sez. 5 Num. 22589 Anno 2023
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Pubblicato il 19 luglio 2026 in Giurisprudenza Tributaria

Il fisco e la motivazione per relationem degli atti tributari

Il rapporto tra il fisco e i contribuenti richiede sempre la massima trasparenza. Quando l’Agenzia delle Entrate notifica un avviso di accertamento, questo deve essere sempre chiaro e comprensibile. Spesso l’amministrazione finanziaria utilizza la motivazione per relationem (il rinvio a documenti esterni) per giustificare le proprie pretese. Questa tecnica è legittima ma deve rispettare regole precise per non violare il diritto di difesa del cittadino. Una recente ordinanza della Corte di Cassazione ha chiarito i confini di questa pratica, confermando che la conoscenza effettiva dei documenti da parte del contribuente sana ogni apparente lacuna.

Il caso della cooperativa e i verbali della Guardia di Finanza

La vicenda nasce da un controllo fiscale nei confronti di una società cooperativa. L’Agenzia delle Entrate ha emesso un avviso di accertamento per il recupero di diverse imposte, tra cui Ires, Irap e Iva. Per motivare la propria richiesta, l’ufficio ha richiamato un processo verbale di constatazione (il documento di sintesi delle verifiche) redatto dalla Guardia di Finanza.

A questo verbale principale erano allegati alcuni stralci di altri verbali di verifica. Questi ultimi riguardavano due società consorziate, partecipate al cinquanta per cento dalla cooperativa stessa. La cooperativa ha impugnato l’atto impositivo davanti ai giudici tributari. La tesi difensiva sosteneva che l’avviso fosse nullo per difetto di motivazione. Secondo la società, gli stralci allegati non permettevano di comprendere chiaramente i presupposti e i calcoli della pretesa fiscale.

Quando è valida la doppia motivazione per relationem

I giudici di legittimità hanno affrontato il tema della cosiddetta doppia motivazione per relationem. Questa situazione si verifica quando l’atto del fisco rinvia a un documento che, a sua volta, fa riferimento a ulteriori atti esterni.

La legge stabilisce che l’obbligo di motivazione è soddisfatto se l’atto richiama elementi di fatto contenuti in altri documenti, a patto che questi siano allegati o riprodotti nel loro contenuto essenziale. Se i documenti successivi non sono allegati, l’atto è comunque valido se il contribuente ne ha già una conoscenza legale o se questi sono agevolmente conoscibili. La conoscenza dei fatti esclude qualsiasi lesione del diritto di difesa, poiché il contribuente è perfettamente in grado di comprendere le ragioni della pretesa e di difendersi in giudizio.

Le motivazioni della Cassazione sulla motivazione per relationem

La Corte di Cassazione ha rigettato le contestazioni della cooperativa. I giudici hanno spiegato che la società non poteva dichiararsi all’oscuro dei fatti contestati. La cooperativa deteneva una quota di partecipazione pari al cinquanta per cento in entrambe le società consorziate coinvolte nelle verifiche.

Inoltre, gli stralci dei verbali delle consorziate erano stati regolarmente allegati al verbale principale notificato alla cooperativa. Da questi documenti emergeva chiaramente la contestazione di fatture inesistenti e di ricavi non contabilizzati. La Corte ha chiarito che la motivazione per relationem è valida quando il contribuente ha avuto piena conoscenza delle condizioni e dei termini della pretesa tributaria. L’accertamento compiuto dai giudici di merito sulla conoscenza dei documenti è un giudizio di fatto che non può essere ridiscusso in Cassazione.

Le conclusioni della sentenza e le conseguenze pratiche

La Corte di Cassazione ha rigettato definitivamente il ricorso proposto dalla società cooperativa. Questa decisione conferma la piena validità dell’avviso di accertamento emesso dall’Agenzia delle Entrate. La cooperativa perde la causa e deve farsi carico delle spese di giudizio.

La ricorrente è stata condannata al pagamento di oltre quattromila euro per le spese legali in favore dell’amministrazione finanziaria. Inoltre, la società dovrà versare un ulteriore importo a titolo di contributo unificato. Questa sentenza lancia un messaggio chiaro. I contribuenti non possono eccepire il difetto di motivazione se i documenti di supporto, anche se complessi o strutturati su più livelli, erano già nella loro disponibilità o facilmente reperibili.

Cosa si intende per motivazione per relationem di un atto tributario?
Si tratta di una tecnica con cui l’Agenzia delle Entrate spiega le ragioni di un accertamento richiamando un altro documento esterno, come un verbale della Guardia di Finanza.

Quando è valida la doppia motivazione per relationem?
La doppia motivazione è valida se i documenti richiamati sono allegati all’atto notificato, oppure se il contribuente ne è già in possesso o può facilmente conoscerli.

Cosa succede se il contribuente conosceva già i documenti richiamati nell’accertamento?
Il contribuente non può chiedere l’annullamento dell’atto per difetto di motivazione, poiché la conoscenza effettiva dei documenti garantisce il suo diritto di difesa.

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La selezione delle sentenze e la raccolta delle massime di giurisprudenza è a cura di Carmine Paul Alexander TEDESCO, Avvocato a Milano, e Benevento.

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