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Principio Di Precauzione

9 provvedimenti applicano questo termine

Definizione

Un principio giuridico secondo cui, in caso di incertezza scientifica riguardo a un potenziale danno grave per la salute pubblica o l'ambiente, le autorità possono adottare misure preventive senza dover attendere una prova scientifica definitiva del rischio.

Norme più ricorrenti in questi provvedimenti

Provvedimenti

Ritiro prodotti alimentari: l’obbligo prevale su imprecisioni e test privati
Una società di distribuzione alimentare e il suo legale rappresentante hanno ricevuto una sanzione per non aver attivato le procedure di **ritiro prodotti alimentari** a seguito di un'allerta per riso contaminato da aflatossine. La società sosteneva che l'allerta fosse imprecisa, poi revocata, e che i propri test escludessero la pericolosità. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, confermando la sanzione. Ha ribadito che l'obbligo di ritiro scatta immediatamente con l'allerta, basandosi sul principio di precauzione. Le imprecisioni o la successiva revoca dell'allerta non giustificano l'inerzia, né i test privati possono superare la presunzione di pericolosità. L'illecito si configura per il solo pericolo.
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Responsabilità professionale del notaio: negare i dati costa caro
Una venditrice subisce accertamenti fiscali per il mancato pagamento del bollo auto poiché l'acquirente non ha registrato il passaggio di proprietà. Il notaio che ha autenticato le firme si rifiuta di fornirle i dati dell'acquirente necessari per regolarizzare la situazione. La Cassazione stabilisce la responsabilità professionale del notaio, il quale è tenuto a comportarsi secondo buona fede e a proteggere il cliente. Il notaio tenta di impugnare la decisione per un presunto errore di fatto dei giudici, ma la Suprema Corte dichiara il ricorso inammissibile. Il professionista viene condannato anche per abuso del processo (lite temeraria), confermando che il rifiuto di collaborare con il cliente per evitare danni fiscali costituisce una grave violazione dei doveri professionali.
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Valutazione Impatto Ambientale: No all’impianto, vince il fiume
Una società idroelettrica si è vista bloccare un progetto per la costruzione di un impianto a causa di una Valutazione di Impatto Ambientale negativa. Le Amministrazioni Pubbliche hanno basato il diniego su normative ambientali più recenti e rigorose, per proteggere il fiume. Un primo tribunale aveva dato ragione alla società, ritenendo inapplicabili le nuove norme. La Corte di Cassazione ha ribaltato la decisione, stabilendo un principio fondamentale: la Valutazione di Impatto Ambientale deve sempre mirare alla massima tutela possibile, applicando gli standard più aggiornati e severi. La discrezionalità della Pubblica Amministrazione nel proteggere l'ambiente è ampia e legittima. Vincono le Amministrazioni, il progetto resta fermo.
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Onere della prova: come provare i danni subiti
In un caso di fornitura alimentare difettosa, la Corte di Cassazione ha stabilito che per ottenere il risarcimento dei danni, l'acquirente deve rispettare un rigoroso onere della prova. Non è sufficiente dimostrare la spesa potenziale per beni sostitutivi o consulenze legali, ma è necessario provare l'effettivo esborso economico. La sentenza annulla parzialmente la decisione precedente e rinvia il caso alla Corte d'Appello per una nuova valutazione delle prove fornite.
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Principio precauzione ambientale: stop a impianto idro
Una società energetica si è vista negare l'autorizzazione per un impianto idroelettrico a causa di rischi ambientali. La Corte di Cassazione ha confermato il diniego, stabilendo che il principio di precauzione ambientale e la tutela dei corsi d'acqua prevalgono, specialmente quando non vengono proposte alternative progettuali idonee a scongiurare il rischio di deterioramento. La decisione sottolinea la legittimità del provvedimento amministrativo basato su criticità idrogeologiche concrete e non su mere supposizioni.
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Principio di precauzione: Cassazione annulla sentenza
Una società di navigazione ha impugnato l'approvazione di un progetto di potenziamento di un impianto di bonifica in un'area lagunare, temendo rischi ambientali. Dopo il rigetto in primo grado, la Corte di Cassazione ha annullato la decisione. La Corte ha riaffermato la centralità del principio di precauzione, che impone di considerare anche i rischi solo potenziali, e ha stabilito che la semplice vicinanza a un'opera ('vicinitas') è sufficiente a giustificare l'interesse ad agire in giudizio, senza necessità di provare un danno concreto.
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Esercizio abusivo: sequestro in centro estetico
La Corte di Cassazione ha confermato il sequestro di un'apparecchiatura in un centro estetico, ritenendo configurabile il fumus del reato di esercizio abusivo della professione medica. Nonostante le indicazioni del produttore, la necessità di una valutazione preliminare complessa e l'applicazione del principio di precauzione giustificano l'uso del macchinario sotto supervisione medica.
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Competenza livelli lago: chi decide? La Cassazione
La Corte di Cassazione, a Sezioni Unite, ha stabilito che la competenza a regolare i livelli di un grande lago, anche se controllato da una diga di sbarramento, spetta all'Autorità di Bacino distrettuale e non allo Stato. La sentenza chiarisce che la competenza statale è limitata alla sicurezza strutturale della diga, mentre la gestione della risorsa idrica, inclusa la determinazione dei livelli dell'invaso per bilanciare i vari interessi (turismo, agricoltura, ambiente), rientra nelle attribuzioni regionali e locali. La Corte ha respinto il ricorso di alcuni enti locali che lamentavano danni al turismo a causa dell'innalzamento sperimentale dei livelli del lago, confermando la legittimità dell'operato dell'Autorità di Bacino.
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Principio di proporzionalità: la salute vince sul commercio
Una società di importazione carni ha citato in giudizio il Ministero della Salute per danni, sostenendo che le misure di emergenza adottate durante un'epidemia animale fossero sproporzionate e contrarie al diritto dell'UE. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso, confermando che le misure restrittive erano legittime e giustificate dal principio di precauzione e dal principio di proporzionalità, data la gravità del rischio per la salute pubblica e animale.
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