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Presupposto Impositivo

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310 provvedimenti applicano questo termine

Provvedimenti

TOSAP viadotto autostradale: la Cassazione conferma
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 3325 del 2025, ha stabilito che una società concessionaria autostradale è tenuta al pagamento della TOSAP per l'occupazione dello spazio aereo sovrastante una strada comunale con un proprio viadotto. La Corte ha rigettato la tesi della società, secondo cui la realizzazione dell'opera pubblica avrebbe sottratto l'area al demanio comunale per annetterla a quello statale. È stato chiarito che la tassa è dovuta per la sottrazione materiale dello spazio all'uso pubblico, e che l'esenzione prevista per lo Stato non si estende al concessionario privato che gestisce l'infrastruttura con finalità di profitto. La questione sul TOSAP viadotto autostradale viene così consolidata.
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TOSAP viadotti autostradali: la Cassazione conferma
Una società concessionaria autostradale ha contestato l'obbligo di pagare la TOSAP per un viadotto sovrastante una strada comunale, sostenendo che l'occupazione fosse riconducibile allo Stato e quindi esente. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, stabilendo che la tassa è dovuta. La Corte ha chiarito che il soggetto che occupa materialmente lo spazio pubblico, traendone un'utilità economica, è la società concessionaria e non lo Stato. Pertanto, l'esenzione prevista per lo Stato non può essere estesa alla società, che agisce come un'entità economica autonoma ai fini dei TOSAP viadotti.
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TOSAP concessionario autostradale: si paga sempre
La Corte di Cassazione ha stabilito che il TOSAP concessionario autostradale è dovuto per l'occupazione del soprassuolo comunale tramite cavalcavia. La Corte ha chiarito che la società concessionaria, pur gestendo un bene di proprietà statale, agisce come un'entità economica autonoma e non può beneficiare dell'esenzione fiscale prevista per lo Stato. L'obbligo di pagamento sorge dal fatto materiale dell'occupazione, che sottrae lo spazio all'uso pubblico, indipendentemente dalla titolarità del manufatto.
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Definizione agevolata: effetti sul socio di S.r.l.
Una società a responsabilità limitata che aderisce a una definizione agevolata per chiudere una lite fiscale non salva automaticamente il socio dall'accertamento. La Corte di Cassazione, con l'ordinanza in esame, ha chiarito che la posizione fiscale della società e quella del socio sono autonome. Pertanto, la presunzione di distribuzione degli utili extracontabili al socio rimane valida, e l'Amministrazione Finanziaria può procedere con l'accertamento IRPEF nei suoi confronti, nonostante il condono societario.
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Presupposto impositivo IRAP: il socio non paga
La Corte di Cassazione ha stabilito che un professionista, socio di una società di revisione, non è soggetto a IRAP se è semplicemente inserito nella struttura organizzativa della società senza esserne il responsabile. L'analisi si è concentrata sul concetto di 'autonoma organizzazione', affermando che il presupposto impositivo IRAP sussiste solo quando il contribuente è il titolare della struttura e non quando si avvale di quella di un soggetto terzo. Di conseguenza, la Corte ha accolto il ricorso del professionista, ordinando il rimborso dell'imposta versata.
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TOSAP cavalcavia: Cassazione conferma il pagamento
Una società di gestione autostradale ha impugnato una richiesta di pagamento della TOSAP per i suoi cavalcavia su strade comunali, sostenendo di essere esente in quanto concessionaria statale. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso, stabilendo che la TOSAP per cavalcavia è dovuta. La società, essendo un'entità privata che opera a scopo di lucro, è l'occupante di fatto e non può beneficiare dell'esenzione riservata allo Stato, anche se svolge un servizio pubblico. La proprietà comunale dello spazio aereo occupato non è mai venuta meno.
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Esenzione TOSAP: parcheggi in concessione e Cassazione
La Corte di Cassazione ha stabilito che una società che gestisce un'area di parcheggio a pagamento, annessa a un complesso sportivo datole in concessione da un Comune, è tenuta al pagamento della TOSAP. Secondo la Corte, l'esenzione TOSAP non si applica perché l'attività ha un fine di lucro e sottrae l'area all'uso pubblico generalizzato. Né la struttura del contratto come 'project financing' né la futura devoluzione gratuita degli impianti al Comune giustificano un'esenzione, in quanto la gestione del parcheggio rappresenta una tipica attività d'impresa.
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Esenzione TOSAP: quando è dovuta per parcheggi?
Una società che gestiva un complesso sportivo pubblico in concessione ha contestato il pagamento della TOSAP per un'area parcheggio annessa. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, stabilendo che l'esenzione TOSAP non si applica quando l'occupazione del suolo pubblico, seppur legata a un servizio, è finalizzata a un'attività d'impresa con scopo di lucro, sottraendo l'area all'uso collettivo.
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Imposta sulla pubblicità: calcolo su cartello unico
La Corte di Cassazione chiarisce le modalità di calcolo dell'imposta sulla pubblicità per impianti composti da più messaggi. Quando un unico soggetto è titolare dell'autorizzazione per l'intero impianto (es. un cartello con più frecce pubblicitarie), l'imposta si calcola sulla superficie totale dell'impianto e non frazionando il tributo per ogni singolo messaggio. La Corte ha rigettato il ricorso di una società di riscossione che aveva applicato una tassazione separata per ogni freccia pubblicitaria, confermando che il "mezzo pubblicitario" da considerare è l'intera struttura unitaria.
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Giudicato esterno tributario: limiti e autonomia
Un contribuente si opponeva a una richiesta di pagamento di un Consorzio di Bonifica, basandosi su precedenti sentenze a lui favorevoli per gli stessi immobili. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso, affermando che il principio del giudicato esterno tributario non si estende automaticamente a diverse annualità d'imposta. La Corte ha sottolineato l'autonomia di ciascun periodo d'imposta, chiarendo che una precedente decisione basata su una mancata prova per un anno specifico non vincola la valutazione del giudice per gli anni successivi.
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Esenzione IMU immobile occupato: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione, con la sentenza 18936/2025, ha stabilito che non è dovuta l'IMU su un immobile abusivamente occupato se il proprietario ha sporto denuncia. A seguito di una pronuncia della Corte Costituzionale, che ha dichiarato illegittima la norma che imponeva il pagamento in tali casi, la Cassazione ha annullato la decisione di merito. Il caso riguardava una richiesta di pagamento IMU da parte di un Comune nei confronti di un'Azienda sanitaria proprietaria di un edificio occupato e successivamente posto sotto sequestro. La sentenza chiarisce che la perdita della disponibilità del bene esclude il presupposto impositivo, sancendo il diritto all'esenzione IMU immobile occupato e rinviando la causa al giudice di secondo grado per una nuova valutazione.
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TOSAP cavalcavia autostradale: quando è dovuta?
Una società concessionaria autostradale ha impugnato degli avvisi di accertamento relativi alla TOSAP per l'occupazione dello spazio aereo con cavalcavia su strade comunali. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, confermando che il presupposto della tassa è l'occupazione materiale che sottrae l'area all'uso pubblico. La Corte ha chiarito che la TOSAP per cavalcavia autostradale è dovuta dalla società concessionaria, in quanto soggetto occupante che agisce per un proprio interesse economico, e che l'esenzione prevista per lo Stato non si estende ad essa.
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IMU immobile occupato: la Cassazione conferma l’esenzione
Un'azienda sanitaria si opponeva al pagamento dell'IMU per un immobile occupato abusivamente e poi posto sotto sequestro. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso del Comune, confermando che l'IMU su un immobile occupato non è dovuta. La decisione si fonda su una recente sentenza della Corte Costituzionale che esenta dal tributo i proprietari spogliati del possesso che abbiano sporto denuncia.
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Accertamento TARI: legittime le presunzioni
Una società di gestione di uno stabilimento balneare ha contestato un avviso di accertamento TARI, sostenendo che il Comune avesse calcolato una superficie imponibile eccessiva basandosi su mere presunzioni. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso, affermando che l'uso di presunzioni semplici (come fotografie aeree) è legittimo quando il contribuente non coopera e impedisce l'accesso ai funzionari per la verifica diretta. In tal caso, l'onere di provare la reale estensione delle aree imponibili ricade sul contribuente stesso.
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Imposta pubblicità: quando è dovuta per le insegne?
La Corte di Cassazione interviene sul tema dell'imposta sulla pubblicità per le insegne di un distributore di carburante. Con una recente ordinanza, ha stabilito che è necessario distinguere tra messaggi puramente informativi, non tassabili, e quelli promozionali. Il caso riguardava una società che contestava un avviso di accertamento per le insegne con il marchio, il tipo di carburante e la modalità di servizio. La Corte ha accolto il ricorso, cassando la sentenza d'appello e chiarendo che la mera esposizione di un marchio o di informazioni essenziali non configura automaticamente un presupposto per l'imposta, se la finalità non è quella di promuovere l'immagine aziendale a un pubblico indeterminato.
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Imposta pubblicità carrelli spesa: quando si paga?
Una nota società del settore alimentare ha contestato un avviso di accertamento per l'imposta pubblicità carrelli spesa, sostenendo che i messaggi sui carrelli in un centro commerciale fossero esenti. La Corte di Cassazione ha stabilito che l'imposta è dovuta perché i carrelli circolano nel parcheggio, luogo aperto al pubblico, raggiungendo un pubblico indiscriminato. Tuttavia, ha annullato le sanzioni, riconoscendo l'incertezza normativa basata su precedenti risoluzioni ministeriali che avevano indotto in errore il contribuente.
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Accertamento socio società: il giudicato formale
La Corte di Cassazione chiarisce che un accertamento fiscale verso un socio di una società a ristretta base resta valido anche se il ricorso contro l'accertamento della società è stato dichiarato inammissibile per motivi procedurali (come l'estinzione della società). Un giudicato formale di inammissibilità non equivale a un annullamento nel merito e, pertanto, non elimina il presupposto impositivo per il socio.
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IMU immobile occupato: esenzione per il proprietario
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 18940/2025, ha stabilito che non è dovuto il pagamento dell'IMU su un immobile occupato abusivamente qualora il proprietario abbia sporto denuncia. La decisione si basa su una precedente pronuncia della Corte Costituzionale che ha dichiarato illegittima la norma che non prevedeva tale esenzione, in quanto la mera titolarità del bene, senza la sua disponibilità, non costituisce un indice di capacità contributiva. La Cassazione ha quindi annullato la sentenza di appello che condannava la contribuente al pagamento, rinviando la causa per un nuovo esame.
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Permuta cosa futura: quando si paga l’IMU?
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 18929/2025, chiarisce un punto fondamentale in materia di IMU per gli immobili oggetto di permuta cosa futura. Il caso riguardava dei contribuenti che avevano permutato un terreno con unità immobiliari da costruire. La Corte ha stabilito che l'obbligo di pagare l'IMU sorge nel momento in cui l'immobile viene ad esistenza, ovvero con la conclusione delle sue componenti strutturali essenziali. Non sono rilevanti, ai fini della nascita del presupposto impositivo, né il rilascio del certificato di abitabilità, né la consegna materiale del bene, né l'intestazione catastale.
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Imposta sulla pubblicità: carrelli spesa e sanzioni
Una società ha contestato l'imposta sulla pubblicità per messaggi promozionali sui carrelli della spesa di un centro commerciale. La Corte di Cassazione ha confermato che l'imposta è dovuta, poiché la pubblicità nel parcheggio è visibile a un pubblico indeterminato. Tuttavia, ha annullato le sanzioni, riconoscendo la buona fede del contribuente che si era conformato a precedenti risoluzioni ministeriali, generando una condizione di incertezza normativa.
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