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Presupposto Impositivo

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310 provvedimenti applicano questo termine

Provvedimenti

TARI alberghi: chiusura stagionale non basta per lo sconto
Una società alberghiera ha contestato il pagamento della TARI per il periodo di chiusura stagionale, pur essendo in possesso di una licenza annuale. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso, stabilendo che, ai fini della TARI alberghi, la semplice dichiarazione di inattività non è sufficiente per ottenere una riduzione o esenzione. Il contribuente ha l'onere di dimostrare la concreta e oggettiva inutilizzabilità della struttura, prova che in questo caso non è stata fornita. Il presupposto del tributo, infatti, risiede nella potenziale capacità di produrre rifiuti, non nell'effettivo utilizzo.
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Esenzione TARI: chiusura stagionale non basta
Una società alberghiera con licenza annuale ha richiesto l'esenzione TARI per i periodi di chiusura stagionale. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso, stabilendo che la scelta soggettiva di non utilizzare l'immobile non integra l'obiettiva impossibilità di produrre rifiuti richiesta dalla legge per ottenere l'esenzione. L'onere di provare tale impossibilità oggettiva spetta al contribuente, e la licenza annuale rafforza la presunzione di tassabilità per l'intero anno.
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Imposta sulla pubblicità: come si calcola il tributo?
La Corte di Cassazione interviene sul calcolo dell'imposta sulla pubblicità per pannelli che ospitano insegne di diverse aziende. Confermando il proprio orientamento, la Corte ha stabilito che il tributo va calcolato sulla superficie di ogni singolo messaggio pubblicitario e non sull'area totale dell'impianto. La decisione annulla la sentenza di merito che, seguendo una circolare ministeriale, aveva considerato l'impianto come un'unica entità tassabile. Viene inoltre corretto un errore relativo alla condanna alle spese legali in favore di una parte non costituita in giudizio.
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IMU immobile abusivo: la Cassazione fa il punto
Una società ha contestato un avviso di accertamento IMU per un immobile edificato abusivamente, colpito da un ordine di demolizione e destinato all'acquisizione da parte del patrimonio comunale. I giudici di merito avevano confermato la tassabilità basandosi sulla semplice iscrizione catastale. La Corte di Cassazione, con ordinanza interlocutoria, ha riconosciuto la complessità e la rilevanza della questione, in particolare riguardo alla persistenza del presupposto impositivo (il possesso) dopo l'ordine di demolizione. Di fronte alla necessità di stabilire un principio di diritto chiaro sull'argomento dell'IMU immobile abusivo, ha rinviato la causa a una pubblica udienza per una trattazione approfondita.
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Imposta sulla pubblicità: la Cassazione chiarisce
La Corte di Cassazione ha chiarito i criteri per il calcolo dell'imposta sulla pubblicità in due scenari distinti. Per un unico cartello con annunci di diverse aziende, ogni messaggio è tassato singolarmente. Al contrario, più cartelli separati con lo stesso messaggio per la stessa azienda possono essere tassati come un'unica unità se si dimostra un 'collegamento strumentale inscindibile'. La precedente decisione è stata annullata con rinvio alla Commissione Tributaria Regionale.
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Imposta pubblicità frecce: si paga per ogni insegna
La Corte di Cassazione ha stabilito che, in materia di imposta sulla pubblicità, quando un unico impianto contiene più frecce direzionali che pubblicizzano aziende diverse, il tributo va calcolato su ogni singola freccia e non sulla superficie totale dell'impianto. Ogni freccia, infatti, costituisce un autonomo mezzo pubblicitario, essendo collegata a un distinto messaggio promozionale. La Corte ha rigettato il ricorso di una società che sosteneva l'unicità del mezzo pubblicitario, confermando un principio consolidato in giurisprudenza.
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TARI Attività Stagionale: La Chiusura non Esenta
Una società alberghiera ha contestato un avviso di accertamento TARI, sostenendo che la sua chiusura stagionale giustificasse una riduzione della tassa. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso, stabilendo che il presupposto della TARI è la detenzione di locali potenzialmente idonei a produrre rifiuti. La mera chiusura stagionale, in presenza di una licenza annuale, non è sufficiente a escludere il pagamento. Per l'esenzione, l'impresa deve provare una concreta e oggettiva impossibilità di utilizzare i locali, condizione non soddisfatta dalla semplice inattività volontaria.
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Imposta pubblicità agenzie: quando il logo è esente
Una società di riscossione richiedeva il pagamento dell'imposta sulla pubblicità a un'agenzia immobiliare per i cartelli esposti in vetrina. La Corte di Cassazione ha stabilito che la presenza del logo su cartelli di superficie inferiore a un quarto di metro quadrato non esclude il diritto all'esenzione. L'ordinanza chiarisce un punto fondamentale sull'imposta pubblicità agenzie. Tuttavia, la Corte ha cassato la sentenza precedente per un vizio di motivazione relativo alla contestazione di alcuni specifici cartelli, rinviando la causa per un nuovo esame su quel punto.
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IMU immobili abusivi: la Cassazione fa il punto
Una società ha impugnato un avviso di accertamento IMU relativo a immobili abusivi, oggetto di ordine di demolizione e acquisizione da parte del Comune. I giudici di merito hanno confermato la tassazione, ritenendo decisiva l'iscrizione al catasto. La Corte di Cassazione, con ordinanza interlocutoria, ha riconosciuto la particolare rilevanza della questione su IMU e immobili abusivi, rinviando il caso a una pubblica udienza per una trattazione approfondita, senza ancora decidere nel merito.
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TARI hotel stagionale: imposta dovuta per tutto l’anno
Una società alberghiera, operante con licenza annuale ma con attività stagionale, ha contestato un avviso di accertamento per la TARI, richiedendo una riduzione per il periodo di chiusura. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso, chiarendo che per ottenere l'esenzione non basta una scelta soggettiva di chiusura. È necessario dimostrare una "oggettiva inutilizzabilità" dei locali. Di conseguenza, la TARI per un hotel stagionale con licenza annuale è dovuta per l'intero anno, poiché la mera disponibilità dei locali costituisce il presupposto impositivo.
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