Un contribuente, attivo professionalmente nel settore equino, ha venduto un cavallo all'estero per 250.000 euro, depositando la somma su un conto svizzero senza dichiararla nel quadro RW. Dopo il fallimento di una procedura di Voluntary Disclosure, l'Agenzia delle Entrate ha irrogato sanzioni per mancato monitoraggio fiscale attività estere, qualificando l'operazione come reddito d'impresa. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso del contribuente, confermando che la professionalità del soggetto attrae l'operazione nella sfera commerciale. Inoltre, ha dichiarato inammissibili i motivi di difesa presentati tardivamente. La decisione ribadisce l'obbligo di trasparenza per le attività finanziarie estere e la presunzione di fruttuosità dei capitali non dichiarati.
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