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Presenza Ex Lege

6 provvedimenti applicano questo termine

Definizione

Una finzione giuridica per cui un imputato, anche se non fisicamente presente, viene considerato legalmente presente in giudizio a causa di determinate azioni, come la nomina di un procuratore speciale per un rito abbreviato.

Norme più ricorrenti in questi provvedimenti

Provvedimenti

Presenza ex lege: procura e termini di appello
Un imputato ha contestato l'esecutività di una sentenza, sostenendo di avere più tempo per l'appello in quanto 'assente'. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso, stabilendo che il rilascio di una procura speciale al difensore costituisce 'presenza ex lege', annullando così l'estensione dei termini di impugnazione. La decisione chiarisce l'impatto della Riforma Cartabia sulla nozione di presenza nel processo penale.
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Appello imputato assente: no mandato se c’è rito abbreviato
Un imputato, condannato in primo grado con rito abbreviato, si era visto dichiarare inammissibile l'appello perché, giudicato in assenza, non aveva prodotto un mandato specifico a impugnare. La Corte di Cassazione ha annullato tale decisione, stabilendo che la richiesta di un rito speciale come l'abbreviato costituisce una "presenza per legge" (presenza ex lege), rendendo inapplicabili le più stringenti norme previste per l'appello dell'imputato assente e dimostrando la piena consapevolezza del procedimento da parte dell'interessato.
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Dichiarazione di domicilio: appello inammissibile
La Corte di Cassazione ha esaminato un caso di appello dichiarato inammissibile. Sebbene la Corte abbia corretto il ragionamento del giudice di secondo grado, riconoscendo la presenza legale dell'imputato che aveva richiesto il rito abbreviato tramite procura speciale, ha comunque confermato l'inammissibilità. La ragione decisiva è stata l'omessa dichiarazione di domicilio insieme all'atto di appello, un nuovo requisito formale a pena di inammissibilità introdotto dalla Riforma Cartabia.
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Appello rito abbreviato: non serve mandato specifico
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 13714/2024, ha stabilito che in caso di appello rito abbreviato, l'imputato non è considerato assente. Pertanto, il suo difensore non necessita di uno specifico mandato per impugnare la sentenza, a differenza di quanto previsto per i processi in assenza. La richiesta di rito abbreviato tramite procura speciale equivale a una 'presenza ex lege', garantendo la conoscenza del procedimento da parte dell'imputato.
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Ammissibilità appello penale: domicilio e rito abbreviato
La Corte di Cassazione chiarisce che la scelta del rito abbreviato implica una "presenza ex lege" dell'imputato. Di conseguenza, per l'ammissibilità dell'appello penale è indispensabile la dichiarazione o elezione di domicilio, come previsto dall'art. 581 c.p.p. La successiva dichiarazione di latitanza non modifica questo requisito, rendendo inammissibile l'appello privo di tale indicazione.
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Mandato ad impugnare: non serve per rito abbreviato
La Corte di Cassazione ha stabilito che l'obbligo di depositare un nuovo e specifico mandato ad impugnare dopo la sentenza di primo grado, previsto per l'imputato assente, non si applica nei casi in cui il processo si sia svolto con rito abbreviato richiesto tramite procuratore speciale. Secondo la Corte, tale richiesta equivale a una "presenza ex lege" dell'imputato, garantendo la sua piena conoscenza del procedimento e rendendo superflua la formalità aggiuntiva per l'appello. Di conseguenza, è stata annullata l'ordinanza di una Corte d'Appello che aveva erroneamente dichiarato inammissibile l'impugnazione.
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