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Prescrizione Dei Crediti Retributivi

8 provvedimenti applicano questo termine

Norme più ricorrenti in questi provvedimenti

Provvedimenti

Prescrizione dei crediti retributivi: vittoria per i dipendenti
Alcuni dipendenti hanno citato in giudizio l'azienda datrice di lavoro per ottenere il computo dell'apprendistato nell'anzianità di servizio e il conseguente pagamento degli scatti retributivi arretrati. L'azienda sosteneva che le somme richieste fossero ormai estinte per decorso del tempo. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso aziendale, confermando che la prescrizione dei crediti retributivi non decorre durante il rapporto di lavoro a tempo indeterminato se mancano adeguate tutele contro il licenziamento illegittimo. I lavoratori conservano il diritto a richiedere tutte le differenze economiche non corrisposte, posticipando il conteggio dei termini alla fine definitiva del contratto.
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Prescrizione dei crediti retributivi: decorrenza e tutele
Un lavoratore ha agito in giudizio per ottenere il riconoscimento dell'anzianità maturata durante l'apprendistato e il conseguente pagamento degli scatti stipendiali negati dal datore di lavoro. L'azienda si è opposta eccependo la prescrizione delle somme maturate. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso della società, confermando che la prescrizione dei crediti retributivi non decorre durante lo svolgimento del rapporto lavorativo. A seguito delle riforme legislative del 2012 e del 2015, il regime di tutela contro i licenziamenti illegittimi si è indebolito. Tale instabilità genera nel dipendente un fondato timore di ritorsioni contrattuali. Di conseguenza, i termini per richiedere gli stipendi arretrati iniziano a decorrere esclusivamente dalla cessazione definitiva del contratto di lavoro, garantendo piena tutela economica al dipendente.
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Prescrizione dei crediti retributivi: no al decorso in servizio
Un lavoratore ha ottenuto il riconoscimento del periodo di apprendistato ai fini degli scatti di anzianità. L'azienda ha impugnato la decisione, eccependo anche la prescrizione dei crediti retributivi. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso dell'azienda. I giudici hanno stabilito che la prescrizione dei crediti retributivi non decorre durante il rapporto di lavoro, ma solo dalla sua cessazione. Questo perché, dopo le riforme del 2012 e del 2015, il rapporto a tempo indeterminato non è più assistito da una tutela di stabilità reale contro i licenziamenti illegittimi. Di conseguenza, il lavoratore, frenato dal timore di perdere il posto, non è libero di rivendicare i propri diritti durante il rapporto. L'azienda perde la causa e deve versare un ulteriore contributo unificato.
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Prescrizione dei crediti retributivi: stop durante il rapporto
Alcuni lavoratori hanno richiesto il riconoscimento dell'anzianità di servizio per il periodo di apprendistato svolto presso un'azienda di trasporti, con il conseguente pagamento degli scatti di stipendio arretrati. L'azienda si è opposta, eccependo la prescrizione dei crediti. La Corte di Cassazione ha confermato la nullità delle clausole del contratto collettivo che escludevano l'apprendistato dal calcolo dell'anzianità. Inoltre, la Corte ha stabilito che la prescrizione dei crediti retributivi non decorre durante il rapporto di lavoro, ma solo dalla sua cessazione. Questo perché, dopo le riforme del 2012 e del 2015, il rapporto di lavoro a tempo indeterminato non è più assistito da una tutela di stabilità reale, esponendo il dipendente al timore di ritorsioni. L'azienda è stata condannata a pagare le differenze retributive e le spese legali.
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Prescrizione dei crediti retributivi: quando il tempo si ferma
Due lavoratori hanno chiesto il riconoscimento dell'intero periodo di apprendistato ai fini degli aumenti di anzianità. L'Azienda si è opposta, eccependo la prescrizione dei crediti. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso dell'Azienda, stabilendo che la prescrizione dei crediti retributivi non decorre durante il rapporto di lavoro. Infatti, a seguito delle riforme del 2012 e del 2015, il rapporto di lavoro a tempo indeterminato non è più assistito da un regime di stabilità reale. Di conseguenza, il timore del lavoratore di essere licenziato sospende il decorso del tempo. La prescrizione dei crediti retributivi inizia a decorrere soltanto dal momento della cessazione del rapporto di lavoro. L'Azienda è stata quindi condannata a pagare le differenze retributive e le spese di giudizio.
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Prescrizione dei crediti retributivi: l’Azienda deve pagare
L'Azienda aveva concordato con i sindacati una riduzione dell'orario di lavoro in cambio della rinuncia dei dipendenti alla retribuzione aggiuntiva per la festività del 4 novembre. Successivamente, il contratto nazionale ha esteso la riduzione dell'orario a tutti i lavoratori, mantenendo però il diritto alla retribuzione della festività. I lavoratori hanno quindi richiesto il pagamento arretrato delle festività. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso dell'Azienda, stabilendo che lo scambio originario aveva perso la sua causa concreta. Inoltre, la Corte ha chiarito che la prescrizione dei crediti retributivi non decorre durante il rapporto di lavoro, poiché le riforme legislative del 2012 e del 2015 hanno rimosso la tutela reale forte contro i licenziamenti illegittimi, lasciando il lavoratore in una condizione di timore psicologico.
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Prescrizione dei crediti retributivi: dipendenti contro azienda
La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso di un'azienda di trasporti, confermando il diritto di alcuni dipendenti al computo del periodo di apprendistato ai fini degli scatti di anzianità. La decisione si concentra sulla prescrizione dei crediti retributivi. La Suprema Corte ha stabilito che, a seguito delle riforme del lavoro del 2012 e del 2015, i rapporti a tempo indeterminato non godono più di una stabilità reale assoluta. Di conseguenza, per evitare che il lavoratore rinunci ai propri diritti per timore di ritorsioni o licenziamento, la prescrizione dei crediti retributivi non decorre durante lo svolgimento del rapporto di lavoro, ma inizia soltanto dalla sua cessazione definitiva.
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Prescrizione crediti retributivi: arretrati salvi fino a fine lavoro
Due lavoratori hanno ottenuto il riconoscimento del periodo di apprendistato ai fini degli aumenti di anzianità. L'azienda ha eccepito la prescrizione dei crediti retributivi, sostenendo che il termine per richiedere le somme fosse già scaduto durante il rapporto di lavoro. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, stabilendo che, a causa della mancanza di stabilità reale nel rapporto di lavoro dopo le riforme del 2012 e 2015, la prescrizione inizia a decorrere solo dalla cessazione del contratto. I lavoratori hanno quindi diritto a ricevere tutti gli arretrati maturati, poiché il timore di ritorsioni impedisce il decorso del tempo mentre il rapporto è ancora attivo.
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