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Premio Di Accelerazione

5 provvedimenti applicano questo termine

Norme più ricorrenti in questi provvedimenti

Provvedimenti

Premio di accelerazione: niente bonus se ci sono proroghe
L'Appaltatore ha richiesto il pagamento del premio di accelerazione per aver ultimato i lavori di edilizia pubblica. L'Amministrazione Pubblica e il Consorzio si sono opposti, evidenziando che i lavori erano terminati oltre la scadenza originaria, sebbene entro i termini prorogati. La Corte d'Appello ha rigettato la domanda dell'impresa. La Corte di Cassazione ha confermato la decisione, stabilendo che il premio di accelerazione non spetta in caso di proroga dei termini. Questo compenso extra ha una causa autonoma e accessoria rispetto al prezzo dell'appalto. Esso premia lo sforzo eccezionale di finire l'opera prima della data inizialmente concordata. Se il termine viene differito, anche per varianti o forza maggiore, l'interesse pubblico all'anticipazione viene meno. Di conseguenza, l'Appaltatore perde il diritto al bonus e deve pagare le spese di giudizio.
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Premio di accelerazione: no al bonus se i lavori sono in ritardo
L'Appaltatore ha richiesto il pagamento del premio di accelerazione per la realizzazione di una tratta ferroviaria, sostenendo che il mancato rispetto del termine finale fosse imputabile alla Committente. La Corte di Cassazione ha rigettato la richiesta, stabilendo che il premio di accelerazione ha natura autonoma, accessoria e aleatoria. Esso spetta esclusivamente se l'opera viene effettivamente ultimata prima della data prestabilita. Di conseguenza, lo slittamento del termine finale, anche se causato dalla Committente, esclude il diritto al compenso straordinario, poiché l'anticipazione temporale rappresenta un requisito oggettivo insostituibile per il perfezionamento del diritto.
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Premio di accelerazione: negato se la consegna finale è in ritardo
La Corte di Cassazione ha negato il diritto al premio di accelerazione a un'impresa che, pur avendo accelerato i lavori di 240 giorni, aveva consegnato l'opera finale con 142 giorni di ritardo. Secondo i giudici, il presupposto per ottenere il bonus non è la semplice velocizzazione di alcune fasi, ma la consegna effettiva dell'intera opera in anticipo rispetto al termine contrattuale finale. Poiché l'opera è stata consegnata in ritardo, il beneficio per il committente è venuto meno e, di conseguenza, anche il diritto dell'appaltatore a ricevere il premio di accelerazione. La Corte ha così stabilito un principio fondamentale: senza consegna anticipata, nessun bonus è dovuto.
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Premio di accelerazione: quando spetta davvero?
Una società di costruzioni ha impugnato la sentenza che negava il pagamento del premio di accelerazione per lavori pubblici ultimati oltre il termine originario. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, confermando che il premio di accelerazione non è dovuto se il termine finale viene posticipato, anche a causa di proroghe concordate o varianti. L'interesse pubblico all'anticipata esecuzione è infatti valutato esclusivamente in relazione ai tempi inizialmente stabiliti nel contratto.
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Premio accelerazione appalti: il limite del 10%
Una stazione appaltante aveva corrisposto a un'impresa un premio per la conclusione anticipata dei lavori, calcolandolo nel rispetto del limite legale del 10% del valore del contratto. L'impresa aveva però richiesto un importo maggiore previsto da una diversa clausola contrattuale. La Corte di Cassazione ha stabilito che qualsiasi forma di premio di accelerazione, indipendentemente dalla sua denominazione o dalle condizioni specifiche, è soggetta al tetto massimo inderogabile del 10%. Pertanto, la richiesta dell'impresa è stata respinta, annullando la precedente decisione della Corte d'Appello.
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