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Periculum In Mora — Anno 2024

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361 provvedimenti applicano questo termine

Altri anni per Periculum In Mora

Provvedimenti

Sequestro e periculum in mora: nuova guida Cassazione
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 29983/2024, ha affrontato il tema del sequestro preventivo finalizzato alla confisca allargata. La Corte ha stabilito che la motivazione sul periculum in mora, ovvero il rischio concreto di dispersione dei beni, è sempre necessaria. Tuttavia, ha chiarito che il Tribunale del Riesame può integrare la motivazione del giudice di primo grado, a condizione che questa non sia radicalmente assente. Nel caso specifico, l'appello di un indagato per spaccio è stato respinto perché la motivazione, seppur basata su un orientamento superato, era presente e il Riesame l'ha legittimamente rafforzata con elementi fattuali.
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Sequestro Superbonus: legittimo per falsa attestazione
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un professionista contro un sequestro Superbonus di 464.000 euro. La sentenza stabilisce che attestare falsamente il 30% dei lavori, anche a fronte del solo acquisto di materiali, costituisce 'fumus boni iuris' per il reato di truffa aggravata. La Corte ha ritenuto legittimo il sequestro preventivo, sottolineando che l'effettiva esecuzione delle opere è condizione imprescindibile per la maturazione del credito d'imposta.
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Sequestro crediti superbonus: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 28064 del 2024, si è pronunciata sul sequestro crediti superbonus. Ha stabilito che i crediti d'imposta derivanti da frodi possono essere sottoposti a sequestro preventivo 'impeditivo' anche se ceduti a terzi, come un istituto di credito, in buona fede. La Corte ha chiarito che la tutela prevista per i cessionari è limitata all'ambito tributario e non impedisce l'azione penale, poiché il credito, basato su un diritto inesistente, è considerato esso stesso profitto del reato e la sua circolazione un aggravamento delle conseguenze della condotta illecita.
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Sequestro per autoriciclaggio: il periculum in mora
La Corte di Cassazione conferma un sequestro per autoriciclaggio, chiarendo che il rischio di dispersione del profitto del reato (periculum in mora) deve essere motivato. La Corte ha ritenuto sufficienti, a tal fine, elementi come una significativa esposizione debitoria e passate operazioni immobiliari sospette, respingendo le argomentazioni della difesa basate sulla tracciabilità delle operazioni e sull'adesione a una 'pace fiscale'.
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Sequestro probatorio: quando il denaro è provento di reato
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso contro un'ordinanza di sequestro probatorio di oltre 33.000 euro. Il denaro, trovato nell'abitazione della ricorrente, era confezionato in modo sospetto e con annotazioni riconducibili allo spaccio. Sebbene la droga fosse stata rinvenuta nelle parti comuni dell'edificio, la Corte ha ritenuto la motivazione del sequestro solida, basata su un quadro indiziario grave, preciso e concordante, inclusa una macroscopica sproporzione reddituale. L'impugnazione è stata respinta perché mirava a una rivalutazione dei fatti, non consentita in sede di legittimità.
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Sequestro preventivo: annullamento per difetto di motivazione
La Corte di Cassazione ha parzialmente annullato un'ordinanza di sequestro preventivo per bancarotta fraudolenta. La decisione si fonda sul difetto di motivazione del Tribunale del riesame riguardo al nesso di pertinenzialità tra alcuni immobili sequestrati e il reato contestato. La Corte ha ribadito che, sebbene il giudice possa aderire alla richiesta del PM, il riesame deve rispondere specificamente alle censure della difesa. I ricorsi degli altri interessati sono stati dichiarati inammissibili per assenza di procura speciale.
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Sequestro preventivo e società: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di una società immobiliare contro un'ordinanza di sequestro preventivo. I beni della società erano stati sequestrati perché ritenuti nella disponibilità di un amministratore accusato di reati tributari. La Corte ha confermato la validità del sequestro, ritenendo la società un mero schermo fittizio e ravvisando un concreto pericolo di dispersione dei beni, provato da recenti atti di disposizione patrimoniale compiuti dall'indagato.
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Sequestro preventivo: la motivazione sul periculum
La Cassazione conferma un sequestro preventivo di denaro, ritenendolo sproporzionato rispetto ai redditi familiari. La Corte chiarisce che per il contante, il 'periculum in mora' è presunto dalla sua facile spendibilità, non richiedendo una motivazione complessa.
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Bonus cultura truffa: la Cassazione conferma sequestro
La Corte di Cassazione ha confermato un'ordinanza di sequestro preventivo per equivalente su un immobile, nell'ambito di un'indagine per una bonus cultura truffa. L'indagato, dipendente di un CAF, è accusato di aver partecipato a un'associazione per delinquere finalizzata a convertire il bonus in denaro per conto di diciottenni, simulando acquisti in una libreria compiacente. La Corte ha ritenuto sussistenti sia i gravi indizi di colpevolezza (fumus commissi delicti), basati su intercettazioni e prove documentali, sia il pericolo che l'indagato potesse disperdere il proprio patrimonio prima della condanna (periculum in mora), legittimando così la misura cautelare reale.
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Sequestro preventivo: quando è legittimo un nuovo stop
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di due proprietari contro un secondo sequestro preventivo per abusi edilizi. La Corte ha chiarito che il principio del 'ne bis in idem' non si applica se il nuovo provvedimento si basa su fatti e violazioni diversi o emersi successivamente, anche se riguardano gli stessi beni. Il caso in esame ha confermato la legittimità del sequestro preventivo, sottolineando i limiti del ricorso in Cassazione, che non può riesaminare nel merito le valutazioni su 'fumus' e 'periculum'.
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Omessa vigilanza rifiuti: la responsabilità penale
La Corte di Cassazione ha confermato il sequestro preventivo di un'azienda i cui dipendenti creavano una discarica abusiva. Gli amministratori sono stati ritenuti responsabili per omessa vigilanza rifiuti, poiché la condotta sistematica del dipendente era espressione di una prassi aziendale volta a smaltire illecitamente i rifiuti commerciali.
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Permesso di costruire per campi da padel: la Cassazione
La Corte di Cassazione ha confermato il sequestro preventivo di un'area con campi da padel, stabilendo che tali opere richiedono un permesso di costruire e non una semplice SCIA. La Corte ha chiarito che le agevolazioni per gli Enti del Terzo Settore riguardano la localizzazione delle loro sedi, ma non li esonerano dal rispetto della normativa edilizia. La decisione sottolinea che la realizzazione di impianti sportivi che comportano una trasformazione permanente del suolo è considerata nuova costruzione, giustificando la misura cautelare per l'aggravio del carico urbanistico.
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Permesso di costruire per campi da padel: la guida
La Corte di Cassazione ha confermato il sequestro preventivo di un'area con campi da padel, realizzati senza il necessario titolo edilizio. La sentenza chiarisce che, anche per gli Enti del Terzo Settore, la costruzione di tali impianti richiede un permesso di costruire, in quanto costituisce una trasformazione permanente del territorio. Le agevolazioni previste dal Codice del Terzo Settore non derogano alla normativa edilizia generale, ma riguardano solo la compatibilità delle attività con le destinazioni d'uso urbanistiche.
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Sequestro preventivo: chi può impugnare il provvedimento?
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 24079/2024, ha dichiarato inammissibile il ricorso del legale rappresentante di una società avverso un provvedimento di sequestro preventivo di beni aziendali. Il ricorso è stato respinto per difetto di legittimazione, poiché l'interessato ha agito in proprio e non in qualità di rappresentante legale della società proprietaria dei beni. La Corte ha inoltre ribadito che il sequestro preventivo è incompatibile con qualsiasi facoltà d'uso del bene, specialmente in assenza dei necessari titoli autorizzativi per l'attività contestata.
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Lottizzazione abusiva in zone urbanizzate: la Cassazione
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso contro un sequestro preventivo per il reato di lottizzazione abusiva. La sentenza chiarisce che la costruzione di nuovi edifici in un'area già parzialmente urbanizzata può comunque costituire reato se l'intervento, per la sua consistenza, trasforma notevolmente il territorio e viene realizzato in assenza di un idoneo piano attuativo, rendendo così il permesso di costruire illegittimo.
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Sequestro Preventivo Terzo: Cassazione Inammissibile
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un terzo proprietario contro il sequestro preventivo di un velivolo. La decisione si fonda sul fatto che l'appello ha contestato solo una delle due autonome motivazioni del provvedimento. Il sequestro era infatti basato sia su finalità impeditive, sia in vista della confisca. L'omessa contestazione della prima motivazione, di per sé sufficiente a sorreggere la misura, ha reso l'intero ricorso inammissibile.
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Responsabilità 231 autonoma: il caso della Cassazione
Una società è stata sottoposta a sequestro preventivo per aver beneficiato di fondi illeciti, trasferiti da un'altra impresa per evadere il fisco. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso della società, chiarendo un punto fondamentale sulla responsabilità 231: l'ente può essere ritenuto responsabile anche se non viene provata la colpevolezza individuale del suo legale rappresentante. La sentenza sottolinea l'autonomia della responsabilità dell'ente, purché il reato-presupposto sia stato commesso nel suo interesse o a suo vantaggio da una figura apicale.
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Periculum in mora: sequestro annullato dalla Cassazione
La Corte di Cassazione ha annullato un'ordinanza di sequestro preventivo per un valore di oltre 100.000 euro, emessa per un'ipotesi di frode fiscale. La decisione si fonda sulla carenza di motivazione riguardo al 'periculum in mora', ovvero il rischio concreto di dispersione dei beni. La Corte ha stabilito che la natura fungibile del denaro non è sufficiente a giustificare la misura cautelare, che richiede invece una prova specifica del pericolo, specialmente a fronte di prove contrarie fornite dalla difesa.
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Sequestro per sproporzione: oneri del terzo
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di un terzo che rivendicava la proprietà di una somma di denaro soggetta a sequestro per sproporzione. La sentenza chiarisce che il terzo estraneo al reato non può contestare i presupposti della misura cautelare (come il 'periculum in mora'), ma deve limitarsi a provare la propria titolarità del bene e la sua estraneità ai fatti illeciti. In assenza di tale prova, il ricorso è destinato al fallimento.
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Periculum in mora: quando il sequestro è legittimo
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato contro un'ordinanza di sequestro preventivo. La Corte ha ritenuto adeguatamente motivato il 'periculum in mora', ovvero il rischio concreto di dispersione dei proventi del reato, basandosi sulla natura transnazionale del narcotraffico, sulla cittadinanza estera dell'imputato e sulla sua accertata incapacità patrimoniale a fronte di ingenti profitti illeciti.
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