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Pensione Supplementare

6 provvedimenti applicano questo termine

Definizione

Prestazione economica aggiuntiva spettante a chi ha già una pensione ma possiede contributi in altre gestioni non sufficienti per un trattamento autonomo.

Norme più ricorrenti in questi provvedimenti

Provvedimenti

Pensione supplementare di vecchiaia: età e nuove norme
Una lavoratrice, già titolare di un trattamento previdenziale principale, ha richiesto all'ente di previdenza la pensione supplementare di vecchiaia per i contributi versati nella Gestione Commercianti. L'ente ha respinto la domanda per difetto dell'età pensionabile. La richiedente riteneva sufficiente il compimento dei 60 anni in base alla legge anteriore. La Corte di Cassazione ha confermato il diniego dell'ente previdenziale. Il diritto alla pensione supplementare di vecchiaia costituisce un beneficio del tutto autonomo rispetto alla prestazione principale. Di conseguenza, l'età minima richiesta deve essere determinata in base alla legge vigente alla data di presentazione della domanda amministrativa (pari nel caso a 64 anni e 9 mesi) e non in base alle norme del passato.
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Pensione supplementare: tra lavoro pubblico e agricolo
Un ex dipendente pubblico ha richiesto all'ente di previdenza il riconoscimento della pensione supplementare per i contributi versati in passato come coltivatore diretto. L'ente previdenziale ha respinto la domanda contestando la mancanza dei requisiti di legge. Il giudice di secondo grado ha dato ragione al lavoratore ritenendo sufficiente la semplice abitualità del lavoro agricolo. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso dell'ente previdenziale. I giudici hanno chiarito che l'attività agricola svolta contemporaneamente all'impiego pubblico non deve essere soltanto abituale, ma deve risultare prevalente per tempo impiegato e reddito prodotto. La causa torna quindi al giudice di merito per un nuovo accertamento.
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Pensione supplementare: conta l’età alla data della domanda
La lavoratrice pensionata ha richiesto all'ente previdenziale la pensione supplementare per contributi versati alla Gestione separata. La domanda amministrativa è stata presentata dopo l'entrata in vigore della riforma previdenziale che ha innalzato l'età anagrafica pensionabile. L'ente ha negato il trattamento poiché alla data della richiesta l'interessata non possedeva il nuovo requisito di età. La Corte di Cassazione ha confermato il rigetto. Il diritto alla prestazione è autonomo rispetto alla pensione principale e si valuta rigorosamente al momento della domanda amministrativa. La clausola di salvaguardia tutela solo chi non era ancora pensionato alla data della riforma, trattandosi di norma eccezionale non estendibile in via analogica.
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Pensione supplementare: i nuovi requisiti INPS
La Corte di Cassazione ha stabilito che la pensione supplementare è un beneficio autonomo rispetto al trattamento principale. Per determinare i requisiti necessari al suo ottenimento, non conta la data di maturazione della pensione di vecchiaia, bensì la normativa vigente al momento della presentazione della domanda amministrativa. Nel caso di specie, una contribuente aveva richiesto la pensione supplementare dopo l'entrata in vigore della Riforma Fornero, pretendendo però l'applicazione del precedente regime più favorevole. La Suprema Corte ha accolto il ricorso dell'ente previdenziale, negando l'estensione delle clausole di salvaguardia a questa specifica prestazione.
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Pensione di vecchiaia: decorrenza e Gestione Separata
La Corte di Cassazione ha stabilito che la pensione di vecchiaia erogata dalla Gestione Separata, qualora richieda il cumulo di contributi versati in altre gestioni, non può decorrere automaticamente dalla maturazione dei requisiti anagrafici. Poiché la scelta di avvalersi del computo dei contributi è una facoltà discrezionale del lavoratore, il diritto alla prestazione sorge solo a seguito di un'espressa domanda dell'interessato. Pertanto, la decorrenza è fissata al primo giorno del mese successivo alla presentazione dell'istanza amministrativa.
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Pensione supplementare: quale età anagrafica conta?
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 29247/2023, ha stabilito un principio fondamentale in materia di pensione supplementare. Il requisito anagrafico per ottenerla è quello vigente al momento della domanda, non quello applicato per la pensione principale. Le clausole di salvaguardia delle riforme pensionistiche non si estendono a questa prestazione, data la sua natura autonoma. Di conseguenza, è stata negata la pensione a una lavoratrice che, pur avendo presentato domanda, non possedeva l'età richiesta dalla normativa più recente.
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