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Pensione Anticipata

8 provvedimenti applicano questo termine

Norme più ricorrenti in questi provvedimenti

Provvedimenti

Pensione anticipata: contributi effettivi e figurativi
La Lavoratrice ha richiesto il riconoscimento del diritto alla pensione anticipata contestando il mancato computo dei contributi figurativi nel calcolo dei requisiti contributivi minimi previsti dalla legge. L'ente previdenziale ha respinto la richiesta poiché l'interessata possedeva solo ventisei anni di contribuzione effettiva a fronte dei requisiti minimi di contribuzione obbligatoria. La Corte di Cassazione ha confermato il diniego, stabilendo che per accedere alla pensione anticipata non è possibile sostituire la contribuzione effettiva con quella figurativa al di fuori dei limiti di legge. Il sistema introdotto dalla riforma previdenziale mira a disincentivare i ritiri precoci dal lavoro e richiede il perfezionamento rigoroso dell'anzianità contributiva effettiva. Di conseguenza, il ricorso della lavoratrice è stato integralmente rigettato.
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Pensione anticipata: l’INPS chiede 176.000 euro ma perde la causa
L'Ente Previdenziale ha annullato la pensione anticipata erogata a un Lavoratore, richiedendo la restituzione di oltre 176.000 euro. Secondo l'ente, la contribuzione figurativa legata alla cassa integrazione straordinaria era illegittima, poiché il dipendente era stato precedentemente distaccato presso un'altra società e non lavorava effettivamente nell'unità in crisi. La Corte d'Appello ha respinto la tesi dell'ente, accertando che il distacco era stato revocato prima della cassa integrazione e che il Lavoratore era regolarmente incluso nei piani di riorganizzazione aziendale. La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso dell'Ente Previdenziale, confermando che la valutazione dei fatti spetta ai giudici di merito e non può essere riesaminata in sede di legittimità. Il Lavoratore conserva quindi il diritto alla sua pensione anticipata.
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Pensione anticipata salva: l’Inps perde il ricorso milionario
L'Ente Previdenziale ha revocato la pensione anticipata a un lavoratore, richiedendo la restituzione di oltre 216.000 euro. Secondo l'istituto, il dipendente non aveva diritto alla cassa integrazione straordinaria (CIGS) – usata per raggiungere i requisiti pensionistici – poiché era stato fittiziamente trasferito e distaccato presso un'altra società non in crisi. Sia il Tribunale che la Corte d'Appello hanno dato ragione al pensionato, accertando che il distacco era cessato con la collocazione in cassa integrazione. La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso dell'Ente Previdenziale. I giudici di legittimità hanno stabilito che non è possibile chiedere un nuovo esame dei fatti già accertati nei gradi precedenti. Di conseguenza, il lavoratore conserva definitivamente il diritto alla sua pensione anticipata e non deve restituire alcuna somma.
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Pensione anticipata: la Cassazione accoglie il ricorso
L'ordinanza n. 2440/2023 della Corte di Cassazione analizza la controversia relativa al riconoscimento della pensione anticipata a favore di alcuni lavoratori. L'ente previdenziale nazionale ha impugnato la sentenza della Corte d'Appello che aveva dato ragione ai privati. La Suprema Corte ha accolto il ricorso dell'istituto, cassando la decisione precedente e ribadendo la necessità di una rigorosa osservanza dei requisiti contributivi previsti dalla legge per l'accesso al trattamento pensionistico.
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Pensione anticipata: valgono i contributi figurativi?
Una lavoratrice si è vista negare la pensione anticipata perché aveva raggiunto il requisito contributivo anche tramite contributi figurativi. La Corte di Cassazione ha ribaltato la decisione, stabilendo un principio fondamentale: per la pensione anticipata basata unicamente sul requisito contributivo (41 anni e 1 mese per le donne), i contributi figurativi sono pienamente validi. La Corte ha sottolineato che la legge richiede la "contribuzione effettiva" solo in altre e specifiche ipotesi di pensionamento, non in questo caso.
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Pensione anticipata e contributi figurativi: sì della Cassazione
Una lavoratrice si è vista negare la pensione anticipata perché i suoi contributi figurativi non erano stati conteggiati. La Corte di Cassazione ha ribaltato la decisione, stabilendo che, secondo la Riforma Fornero (legge 214/2011), i contributi figurativi (per malattia, disoccupazione, ecc.) sono pienamente validi per raggiungere il requisito contributivo necessario, a meno che la legge non specifichi esplicitamente il contrario. La sentenza impugnata è stata annullata per aver erroneamente applicato vecchie normative.
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Pensione anticipata: la contribuzione figurativa vale
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 27910/2025, ha stabilito che, ai fini della pensione anticipata secondo la Legge 214/2011, la contribuzione figurativa (es. per malattia o disoccupazione) è pienamente valida per raggiungere l'anzianità contributiva richiesta. La Corte ha chiarito la distinzione tra la "contribuzione utile" richiesta dalla regola generale (comma 10, art. 24) e la "contribuzione effettiva", richiesta solo in casi specifici (comma 11). La decisione della Corte d'Appello, che aveva escluso tali contributi, è stata annullata.
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Pensione anticipata: valgono i contributi figurativi?
Una lavoratrice si è vista negare la pensione anticipata perché i suoi contributi figurativi non erano stati conteggiati. La Corte di Cassazione ha ribaltato la decisione, stabilendo che per la pensione anticipata basata solo sull'anzianità contributiva (art. 24, co. 10, L. 214/2011), anche i contributi figurativi sono validi, a differenza di altri percorsi pensionistici che richiedono contributi 'effettivi'. La causa è stata rinviata alla Corte d'Appello per una nuova valutazione.
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