LexCED: l'assistente legale basato sull'intelligenza artificiale AI. Chiedigli un parere, provalo adesso!

Legge n. 335 del 1995

0 provvedimenti

Prescrizione contributi previdenziali: l’INPS perde in Cassazione
Un libero professionista, iscritto all'albo ma non alla cassa previdenziale di categoria, non compilava il quadro RR della dichiarazione dei redditi per l'anno 2010. L'INPS richiedeva il pagamento dei contributi omessi, ma il professionista eccepiva la prescrizione dei contributi previdenziali. L'ente previdenziale sosteneva che la mancata compilazione del quadro RR costituisse un occultamento doloso del debito, idoneo a sospendere il termine di prescrizione quinquennale. La Corte di Cassazione ha invece confermato che l'omessa compilazione non equivale a un comportamento fraudolento automatico. Si tratta di una semplice difficoltà di accertamento superabile dall'INPS tramite i normali controlli incrociati con l'Agenzia delle Entrate. Di conseguenza, la Suprema Corte ha dichiarato inammissibile il ricorso dell'INPS, confermando la prescrizione del credito e condannando l'ente al pagamento delle spese di giudizio.
Continua »
Prescrizione contributi previdenziali: l’omissione non è inganno
L'Ente Previdenziale ha richiesto il pagamento di contributi omessi a un lavoratore autonomo per l'anno 2011. La richiesta è giunta oltre i cinque anni dalla scadenza del pagamento. L'Ente Previdenziale sosteneva che la prescrizione contributi previdenziali fosse sospesa poiché il lavoratore non aveva compilato il "quadro RR" della dichiarazione dei redditi, occultando così il debito. La Corte di Cassazione ha stabilito che la mancata compilazione del quadro non costituisce un occultamento doloso, specie se il reddito complessivo è stato comunque dichiarato. Di conseguenza, la prescrizione contributi previdenziali decorre dalla scadenza originaria del pagamento e il debito è estinto. L'Ente Previdenziale perde il ricorso.
Continua »
Prescrizione contributi previdenziali: INPS perde sul quadro RR
L'ente previdenziale ha richiesto a una Libera Professionista il pagamento dei contributi per la Gestione separata relativi all'anno 2011. L'ente sosteneva che la mancata compilazione del quadro RR della dichiarazione dei redditi avesse sospeso la prescrizione per doloso occultamento del debito. La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso dell'ente previdenziale, confermando che la prescrizione contributi previdenziali decorre dalla scadenza del termine di pagamento e non dalla dichiarazione dei redditi. Inoltre, l'omessa compilazione del quadro RR non costituisce un automatico occultamento doloso del debito, poiché il reddito era comunque verificabile tramite i controlli ordinari. L'ente previdenziale perde la causa.
Continua »
Prescrizione contributi gestione separata: INPS perde il ricorso
L'Ente Previdenziale ha richiesto a un Libero Professionista il pagamento dei contributi previdenziali per l'anno 2010. Il professionista si è opposto eccependo l'avvenuta prescrizione del credito. L'ente ha sostenuto che l'omessa compilazione del Quadro RR nella dichiarazione dei redditi costituisse un doloso occultamento del debito, idoneo a sospendere il termine. La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso dell'ente, confermando che la mancata compilazione del quadro non comporta un automatico occultamento. Pertanto, la prescrizione contributi gestione separata decorre dalla scadenza dei termini di pagamento e, nel caso di specie, il diritto di riscossione si è estinto per il decorso del termine quinquennale. Vince il Libero Professionista, con condanna dell'ente al pagamento delle spese di giudizio.
Continua »
Prescrizione contributi previdenziali: INPS perde il recupero
L'ente previdenziale ha richiesto a un professionista il pagamento dei contributi per la gestione separata relativi all'anno 2005. Il lavoratore si è opposto eccependo la prescrizione del credito. L'ente ha sostenuto che la mancata compilazione del Quadro RR nella dichiarazione dei redditi avesse sospeso la prescrizione, configurando un occultamento doloso del debito. La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso dell'ente, stabilendo che la prescrizione contributi previdenziali decorre dalla scadenza del pagamento e che l'omessa compilazione del Quadro RR non costituisce un occultamento doloso. Di conseguenza, il professionista ha vinto la causa e i contributi sono stati dichiarati prescritti.
Continua »
Prescrizione contributi previdenziali: INPS perde il ricorso
L'INPS ha richiesto a un libero professionista il pagamento dei contributi per la gestione separata relativi all'anno 2010. Il professionista si è opposto, eccependo la prescrizione dei contributi previdenziali poiché erano decorsi più di cinque anni. L'ente previdenziale ha sostenuto che il termine fosse sospeso a causa della mancata compilazione del Quadro RR nella dichiarazione dei redditi, configurando un doloso occultamento del debito. La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso dell'INPS. I giudici hanno chiarito che non esiste alcun automatismo tra l'omessa compilazione del quadro fiscale e il dolo del debitore. L'accertamento di tale condotta spetta solo ai giudici di merito. Di conseguenza, l'INPS perde la causa e deve pagare le spese legali.
Continua »
Sospensione della prescrizione: l’INPS perde sul Quadro RR vuoto
Una professionista ha contestato l'iscrizione d'ufficio alla Gestione Separata INPS e la richiesta di pagamento dei contributi per gli anni 2009 e 2010, eccependo il decorso del tempo. La Corte d'appello aveva dato ragione all'ente previdenziale, ritenendo che la mancata compilazione del Quadro RR nella dichiarazione dei redditi costituisse un occultamento intenzionale del debito, idoneo a causare la sospensione della prescrizione. La Corte di Cassazione ha invece accolto il ricorso della lavoratrice autonoma. I giudici hanno stabilito che non esiste alcun automatismo tra l'omessa compilazione del Quadro RR e il dolo del debitore. Di conseguenza, la sospensione della prescrizione non scatta in automatico, ma richiede una specifica indagine del giudice di merito sulle reali intenzioni del professionista. La causa è stata rinviata per un nuovo esame.
Continua »
Gestione separata INPS: niente sanzioni da evasione se dichiari
L'ente previdenziale ha richiesto a un avvocato libero professionista il pagamento dei contributi per la Gestione separata INPS per gli anni dal 2009 al 2011. La Corte d'Appello ha dichiarato prescritti i contributi del 2009 e del 2011. Per l'anno 2010, i giudici hanno escluso le sanzioni per evasione contributiva poiché il professionista aveva regolarmente dichiarato i propri redditi al fisco, omettendo solo la compilazione del quadro previdenziale. La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso dell'ente previdenziale, confermando che la trasparenza fiscale esclude l'intento fraudolento e impedisce l'applicazione delle sanzioni più gravi.
Continua »
Rottamazione quater: l’adesione estingue il ricorso sui contributi
Un professionista ha impugnato la richiesta dell'INPS per il pagamento di contributi previdenziali alla gestione separata per l'anno 2009, eccependo la prescrizione del credito. Durante il giudizio di Cassazione, il ricorrente ha aderito alla Rottamazione quater per estinguere il debito in via agevolata. Di conseguenza, la Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile per sopravvenuta carenza di interesse, compensando le spese di lite tra le parti.
Continua »
Gestione separata INPS: stop ai recuperi automatici dell’ente
Un avvocato ha impugnato un avviso di addebito dell'INPS per contributi omessi alla Gestione separata INPS. La Corte d'Appello aveva ritenuto che l'omessa compilazione del quadro RR della dichiarazione dei redditi costituisse un occultamento doloso del debito, sospendendo la prescrizione quinquennale. La Corte di Cassazione ha invece stabilito che non esiste alcun automatismo tra la mancata compilazione del quadro RR e l'occultamento doloso del debito. Per sospendere la prescrizione serve un comportamento intenzionale volto a nascondere l'obbligazione, non superabile con i normali controlli. La Suprema Corte ha quindi accolto il ricorso del professionista sul punto della prescrizione, rinviando la causa alla Corte d'Appello per un nuovo esame.
Continua »
Contribuzione minima previdenziale: si paga anche senza reddito
La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso della Cassa di previdenza dei geometri contro un professionista che si opponeva al pagamento della contribuzione minima previdenziale per l'anno 2005. Il professionista sosteneva di non dover pagare in quanto non aveva prodotto reddito come geometra, essendosi dedicato alla professione di ingegnere prima della formale cancellazione dall'albo. La Suprema Corte ha chiarito che l'iscrizione all'albo professionale costituisce condizione sufficiente a far scattare l'obbligo contributivo minimo, rendendo del tutto irrilevante l'assenza di reddito o il carattere occasionale dell'attività. Di conseguenza, l'opposizione alla cartella esattoriale è stata rigettata e il professionista è stato condannato al pagamento delle somme dovute e delle spese di giudizio.
Continua »
Prescrizione contributi previdenziali: Quadro RR vuoto non è dolo
L'INPS ha richiesto a un libero professionista il pagamento dei contributi per la Gestione separata relativi all'anno 2008. Il professionista ha eccepito la prescrizione del credito, sostenendo che il termine di cinque anni fosse già decorso al momento della notifica dell'avviso di pagamento nel 2014. L'INPS ha contestato la decisione, sostenendo che la prescrizione fosse sospesa a causa della mancata compilazione del Quadro RR nella dichiarazione dei redditi (ritenuta occultamento doloso) e che il termine iniziale fosse prorogato da un decreto ministeriale. La Corte di Cassazione, con un'ordinanza interlocutoria, ha rimesso la causa alla Sezione Quarta civile per approfondire la rilevabilità d'ufficio della corretta decorrenza del termine, non decidendo ancora il vincitore ma rinviando la discussione sul tema della prescrizione contributi previdenziali.
Continua »
Prescrizione contributi INPS: l’omesso quadro RR non salva l’ente
L'INPS ha richiesto a un libero professionista il pagamento dei contributi previdenziali per l'anno 2009. Il professionista, iscritto all'Albo ma non alla Cassa Forense per via del reddito inferiore a 5.000 euro, si è opposto eccependo la prescrizione del credito. La Corte d'Appello ha accolto l'eccezione, individuando la scadenza del termine di pagamento come inizio del decorso quinquennale e ritenendo tardiva la richiesta dell'ente. L'INPS ha fatto ricorso in Cassazione, sostenendo che la mancata compilazione del quadro RR della dichiarazione dei redditi avesse sospeso il termine. La Suprema Corte ha dichiarato inammissibile il ricorso, confermando che la mancata compilazione non equivale a un occultamento doloso del debito. Di conseguenza, la prescrizione contributi INPS è stata confermata e l'ente previdenziale ha perso la causa.
Continua »
Iscrizione obbligatoria cassa geometri: si paga senza reddito
La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso della Cassa di Previdenza dei Geometri contro un professionista che si opponeva al pagamento dei contributi previdenziali. Il professionista sosteneva di non dover pagare in quanto svolgeva l'attività in modo occasionale e senza produrre reddito. I giudici hanno invece stabilito che l'iscrizione all'albo professionale è l'unico requisito sufficiente a far scattare l'iscrizione obbligatoria cassa geometri e il conseguente obbligo di versare la contribuzione minima di solidarietà. Di conseguenza, la sentenza d'appello favorevole al lavoratore è stata annullata e la causa è stata rinviata per una nuova decisione che applichi questo principio di diritto.
Continua »
Insinuazione tardiva di credito: stop alla prescrizione
L'insinuazione tardiva di credito rappresenta uno strumento fondamentale quando emergono debiti contributivi non prescritti grazie a procedure di condono. La Corte d'Appello ha stabilito che la domanda di sanatoria sospende i termini di prescrizione, permettendo la legittima ammissione al passivo fallimentare dei crediti previdenziali e delle relative sanzioni.
Continua »
Iscrizione alla Cassa previdenziale: obbligo anche senza reddito
Un geometra si è opposto a una cartella esattoriale per contributi previdenziali richiesti dalla Cassa Geometri. La Corte d'Appello ha accolto l'opposizione, ritenendo l'attività occasionale, svolta in ambito familiare e priva di reddito. La Corte di Cassazione ha invece accolto il ricorso della Cassa, stabilendo che l'iscrizione all'albo professionale è condizione sufficiente per rendere obbligatoria l'iscrizione alla Cassa previdenziale e il pagamento dei contributi minimi. Di conseguenza, l'occasionalità dell'attività e l'assenza di reddito non esonerano il professionista dal pagamento. La sentenza è stata cassata con rinvio.
Continua »
Tetto retributivo pensione spettacolo: la Cassazione dà ragione INPS
Un lavoratore del mondo dello spettacolo ha chiesto all'INPS di calcolare la sua pensione (la 'quota B') senza applicare il vecchio limite massimo sulla retribuzione giornaliera. Sosteneva che una legge del 1997 avesse cancellato questo limite. La Corte di Cassazione ha dato ragione all'INPS, stabilendo un principio importante: il tetto retributivo pensione spettacolo è ancora valido. Secondo i giudici, le riforme successive non hanno eliminato questo limite, che resta essenziale per l'equilibrio del sistema previdenziale di categoria. Di conseguenza, la richiesta del lavoratore è stata respinta e il calcolo della pensione deve rispettare il massimale storico.
Continua »
Massimale Pensione Spettacolo: Tetto Valido, l’INPS Vince
La Corte di Cassazione ha stabilito la validità del massimale pensione lavoratori spettacolo anche per la cosiddetta 'quota B'. Alcuni pensionati del settore avevano chiesto il ricalcolo della pensione senza applicare il vecchio tetto retributivo, ritenendolo superato dalle nuove leggi. La Corte ha dato ragione all'Ente Previdenziale, affermando che il limite è ancora in vigore. La decisione si fonda sulla necessità di garantire l'equilibrio finanziario del sistema previdenziale e sulla coerenza normativa. L'assenza di un'abrogazione esplicita del massimale ne conferma la piena applicabilità, bilanciando gli interessi dei lavoratori con la sostenibilità della spesa pubblica.
Continua »
Massimale retribuzione pensionabile: INPS vince, tetto confermato
Una lavoratrice dello spettacolo chiedeva il ricalcolo della sua pensione, sostenendo che il tetto massimo giornaliero, noto come massimale retribuzione pensionabile, non dovesse più applicarsi. Secondo la sua tesi, le nuove leggi lo avevano cancellato. L'INPS si è opposto. La Corte di Cassazione ha dato ragione all'Ente Previdenziale, stabilendo un principio chiaro: il massimale retribuzione pensionabile per i lavoratori dello spettacolo è ancora pienamente valido. La Corte ha spiegato che questo limite, pur creando una differenza tra contributi versati e pensione ricevuta, è parte di un sistema previdenziale complessivamente più vantaggioso per questa categoria di lavoratori. Di conseguenza, la richiesta della pensionata è stata respinta.
Continua »
Massimale pensionabile spettacolo: tetto confermato, vince l’INPS
Un lavoratore dello spettacolo aveva ottenuto il ricalcolo della pensione senza il limite sulla retribuzione giornaliera per i contributi versati dopo il 1993 (Quota B). L'Ente Previdenziale ha fatto ricorso. La Corte di Cassazione ha dato ragione all'Ente, stabilendo che il massimale pensionabile per i lavoratori dello spettacolo è ancora in vigore e si applica anche alla Quota B. Secondo la Corte, le riforme successive non hanno cancellato questa regola, né implicitamente né esplicitamente. La decisione si fonda sulla necessità di garantire l'equilibrio finanziario del sistema previdenziale specifico del settore, che ha regole diverse e più favorevoli rispetto a quello generale.
Continua »