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d.l. n. 201 del 2011

15 provvedimenti

INPGI: Cumulo pensione e redditi da lavoro, prevale la disciplina INPS
Un giornalista pensionato ha contestato le trattenute sulla sua pensione operate dall'INPGI, che applicava una norma interna per il **cumulo pensione e redditi da lavoro**. Questa norma prevedeva una decurtazione della pensione in caso di svolgimento di attività lavorativa. La Corte d'Appello aveva dato ragione all'INPGI. La Corte di Cassazione ha invece accolto il ricorso del giornalista. Ha stabilito che anche per gli iscritti all'INPGI si deve applicare la stessa disciplina del cumulo prevista per l'INPS, che permette una maggiore cumulabilità. La sentenza impugnata è stata cassata e la causa rinviata per un nuovo esame.
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Indeducibilità IRAP: Azienda chiede rimborso, la Cassazione nega
Una società ha richiesto il rimborso di maggiori imposte versate nel 2004, sostenendo di aver diritto a dedurre l'IRAP dall'imponibile IRPEG. L'Agenzia delle Entrate ha negato il rimborso tramite silenzio-rifiuto. La Corte di Cassazione ha dato ragione al Fisco, confermando il principio della totale indeducibilità IRAP per quell'anno d'imposta. I giudici hanno stabilito che le leggi successive, che hanno introdotto una deducibilità parziale, non sono retroattive e non possono riaprire rapporti fiscali ormai chiusi per decorrenza dei termini. La richiesta dell'azienda è stata quindi definitivamente respinta.
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Pensione anticipata e contributi figurativi: sì della Cassazione
Una lavoratrice si è vista negare la pensione anticipata perché i suoi contributi figurativi non erano stati conteggiati. La Corte di Cassazione ha ribaltato la decisione, stabilendo che, secondo la Riforma Fornero (legge 214/2011), i contributi figurativi (per malattia, disoccupazione, ecc.) sono pienamente validi per raggiungere il requisito contributivo necessario, a meno che la legge non specifichi esplicitamente il contrario. La sentenza impugnata è stata annullata per aver erroneamente applicato vecchie normative.
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Deduzione IRAP: la Cassazione sulla dichiarazione
Una società ha richiesto il rimborso dell'IRES versata in eccesso, a seguito della mancata deduzione IRAP per spese di lavoro dipendente. La Commissione Tributaria Regionale aveva respinto la richiesta, qualificando la dichiarazione originale come una scelta negoziale non emendabile. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso della società, stabilendo che la dichiarazione dei redditi ha natura di dichiarazione di scienza e non di volontà. Pertanto, è sempre emendabile in caso di errori che comportino un pagamento di imposte superiori al dovuto, inclusa la mancata fruizione della deduzione IRAP. La Corte ha chiarito che l'omissione, specie se dovuta a incertezza normativa, non costituisce una scelta irrevocabile. Il caso è stato rinviato alla Corte di giustizia tributaria per un nuovo esame.
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Pensione anticipata: la contribuzione figurativa vale
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 27910/2025, ha stabilito che, ai fini della pensione anticipata secondo la Legge 214/2011, la contribuzione figurativa (es. per malattia o disoccupazione) è pienamente valida per raggiungere l'anzianità contributiva richiesta. La Corte ha chiarito la distinzione tra la "contribuzione utile" richiesta dalla regola generale (comma 10, art. 24) e la "contribuzione effettiva", richiesta solo in casi specifici (comma 11). La decisione della Corte d'Appello, che aveva escluso tali contributi, è stata annullata.
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Cumulo gratuito e calcolo pensione: le regole
La Corte di Cassazione ha stabilito che le casse di previdenza private non possono introdurre regolamenti peggiorativi per calcolare la pensione in regime di cumulo gratuito. La legge è auto-applicativa: ogni cassa deve calcolare la propria quota di pensione usando le proprie regole ordinarie, ma tenendo conto dell'anzianità contributiva totale maturata dal lavoratore in tutte le gestioni. Questo impedisce l'applicazione di sistemi di calcolo penalizzanti, come quello puramente contributivo, se l'anzianità complessiva dà diritto a un sistema più favorevole (misto o retributivo).
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Procura Speciale: Cassazione annulla inammissibilità
La Corte di Cassazione ha annullato un'ordinanza del Tribunale del Riesame che aveva dichiarato inammissibile l'impugnazione contro un sequestro preventivo di crediti d'imposta. L'inammissibilità era stata basata su un presunto difetto di procura speciale e sull'errata individuazione dell'atto impugnato. La Suprema Corte ha chiarito che la procura speciale non richiede formule sacramentali e che, ai fini dell'impugnazione, la sostanza dei motivi prevale sulla forma dell'intestazione dell'atto, rinviando il caso per un nuovo giudizio.
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Soppressione ente pubblico: il destino del Direttore
Un ex Direttore Generale di un ente pubblico ha contestato la risoluzione anticipata del suo contratto, avvenuta a seguito di una riforma che ha soppresso l'ente e ne ha creato uno nuovo. La Corte di Cassazione ha stabilito che la risoluzione era legittima, riconoscendo una 'impossibilità sopravvenuta della prestazione'. La sentenza chiarisce che la posizione del direttore generale, a differenza del resto del personale, non godeva di continuità automatica a causa della profonda riorganizzazione del ruolo apicale prevista dalla nuova legge sulla soppressione dell'ente pubblico. Il recesso, quindi, non era ingiustificato.
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Rimborso IRES per IRAP non dedotta: la Cassazione
Una società finanziaria ha richiesto il rimborso IRES per l'anno 2008, a causa della mancata deduzione della quota IRAP consentita dalla legge. L'Agenzia Fiscale si opponeva, sostenendo che la normativa per quell'anno prevedesse solo la deduzione e non il rimborso. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso dell'Agenzia, stabilendo un principio di simmetria: il diritto a una deduzione implica necessariamente il diritto al rimborso della maggiore imposta versata qualora la deduzione non venga esercitata. Negare il rimborso IRES sarebbe, secondo la Corte, irragionevole e illogico.
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Contributo di solidarietà: illegittimo se non c’è legge
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un ente previdenziale di categoria, confermando l'illegittimità del contributo di solidarietà imposto sulle pensioni dei suoi iscritti. La Corte ha ribadito che un simile prelievo, qualificabile come prestazione patrimoniale, può essere introdotto solo da una legge dello Stato e non da un regolamento interno della Cassa, in virtù della riserva di legge prevista dall'art. 23 della Costituzione. È stato inoltre confermato che il diritto alla restituzione si prescrive in dieci anni.
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Soppressione ente: il destino dell’incarico dirigenziale
La Corte di Cassazione ha stabilito che la proroga di un incarico dirigenziale, deliberata ma non ancora formalizzata con un nuovo contratto, non sopravvive alla soppressione dell'ente pubblico. L'intervento legislativo che abolisce l'ente costituisce un 'factum principis', rendendo la prestazione lavorativa impossibile e giustificando la mancata prosecuzione del rapporto. La richiesta di risarcimento per svuotamento delle mansioni è stata respinta per mancata prova del danno specifico subito dal dirigente.
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Esenzione IMU alloggi sociali: la Cassazione chiarisce
Un ente di edilizia residenziale ha contestato un avviso di accertamento IMU, sostenendo un'esenzione generale. La Corte di Cassazione ha accolto parzialmente il ricorso, stabilendo che l'esenzione IMU per alloggi sociali non è automatica per tutti gli immobili pubblici, ma richiede una verifica specifica delle caratteristiche di ogni singolo alloggio per qualificarlo come 'sociale' ai sensi di legge. La Corte ha inoltre precisato che per tale esenzione non è necessario presentare una dichiarazione IMU. Il caso è stato rinviato al giudice di merito per una nuova valutazione.
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Retroattività Casse Previdenziali: ok alle modifiche
Un professionista ha contestato l'obbligo di versare i contributi alla sua cassa di previdenza a seguito di una modifica regolamentare che eliminava la possibilità di cancellazione con restituzione. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, stabilendo la legittimità della retroattività delle nuove norme, data la natura negoziale dei regolamenti delle casse e la prevalente necessità di garantire la stabilità finanziaria del sistema.
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Termine decadenziale rimborso: basta pendenza alla data
Un istituto di credito ha richiesto il rimborso dell'IRES per la mancata deduzione dell'IRAP sul costo del personale per diverse annualità. L'Agenzia fiscale ha negato il rimborso per l'annualità più vecchia, ritenendo la richiesta tardiva. La Cassazione ha stabilito che, ai fini del rispetto del termine decadenziale rimborso, è sufficiente che il termine di 48 mesi fosse pendente all'entrata in vigore della nuova legge che ammetteva il rimborso, indipendentemente dal momento in cui l'Amministrazione ha reso disponibile il canale telematico per la presentazione della domanda. La sentenza impugnata è stata quindi cassata con rinvio.
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Consorzi di bonifica: IMU dovuta sui beni demaniali
Un consorzio di bonifica ha contestato un avviso di accertamento IMU per il 2013, sostenendo che i suoi immobili fossero esenti. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, stabilendo che la variazione catastale, che avrebbe garantito l'esenzione, ha effetto solo dall'anno successivo alla sua registrazione e non è retroattiva. Ha inoltre confermato che i consorzi di bonifica sono soggetti passivi IMU in quanto concessionari ex lege di beni demaniali, senza che ciò violi il diritto europeo.
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