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Penale

20 provvedimenti applicano questo termine

Definizione

La penale è un mezzo di autotutela tra due parti contraenti che costituisce una forma di coercizione indiretta. Disciplinata dall'art.1382 c.c., la penale consiste in una somma di denaro da pagare in caso di inadempimento: tale minaccia induce il contraente ad adempiere. Prestabilita al momento della stipulazione, si distacca completamente dal risarcimento del danno in quanto è dovuta a prescindere da questo e vale anche come risarcimento di questo. Fa eccezione solo il danno ulteriore qualora sia stato previsto dalle parti. Il giudice dovrà controllare soltanto che la penale sia stata effettivamente prevista dalle parti e la natura dell'obbligazione, senza valutare poi la situazione concreta e gli eventuali danni. Può però diminuire l'importo della penale qualora questa risulti iniqua. Categoria:Diritto civile

Norme più ricorrenti in questi provvedimenti

Provvedimenti

Ritardo consegna lavori: Cassazione conferma penale e validità motivazione per relationem
La Corte di Cassazione ha esaminato il caso di un'Azienda condannata a pagare una penale per il Ritardo consegna lavori in un appalto pubblico. L'Azienda contestava la motivazione della sentenza d'appello e l'applicazione della sanzione. La Cassazione ha respinto il ricorso, confermando la validità della motivazione per relationem e l'infondatezza delle contestazioni sui ritardi. L'Azienda deve quindi sostenere le spese legali e un ulteriore contributo unificato.
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Patto di non concorrenza: l’agente viola l’accordo e paga la penale
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di un ex agente di commercio, confermando la sua condanna al pagamento di una penale per aver violato il patto di non concorrenza. L'agente sosteneva che il mancato pagamento dell'indennità da parte della società preponente rendesse inefficace l'accordo. I giudici hanno invece chiarito che l'obbligo di non fare concorrenza sorge immediatamente al momento della firma del contratto. Di conseguenza, la violazione commessa dall'agente legittima il rifiuto della società di pagare l'indennità e fa scattare l'obbligo di versare la penale concordata. La Cassazione ha inoltre confermato l'impossibilità di ridurre la penale, ritenendola proporzionata all'interesse della società.
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Sequestro conservativo per garanzie false nel contratto
Il Tribunale di Milano ha disposto un sequestro conservativo a causa della condotta scorretta dei venditori di un credito. Gli stessi avevano garantito che il credito fosse definitivo e non più impugnabile, mentre in realtà era pendente un ricorso in Cassazione. La decisione si basa sulla gravità delle false dichiarazioni e sul rischio concreto che i debitori svuotino il proprio patrimonio.
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Penale per ritardo: l’appaltatore perde contro l’ente
Un imprenditore edile (L'Appaltatore) ha stipulato un contratto con un ente pubblico (La Stazione Appaltante) per la costruzione di alloggi popolari. A causa di ritardi nella consegna delle opere, la Stazione Appaltante ha applicato una penale per ritardo. L'Appaltatore ha impugnato la sanzione, sostenendo che i rallentamenti fossero dovuti a varianti progettuali e ad atti vandalici qualificabili come forza maggiore. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso dell'Appaltatore, confermando la legittimità della penale per ritardo. I giudici hanno chiarito che le varianti non azzerano i termini contrattuali e che la contestazione sulla forza maggiore era generica e priva di prove concrete sul nesso causale.
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Fideiussione leasing: calcolo penale e validità
La Corte d'Appello ha esaminato un caso di fideiussione leasing in cui un garante contestava la validità della garanzia per presunte violazioni antitrust (schema ABI) e l'importo del debito richiesto. La Corte ha confermato la validità della garanzia, ma ha drasticamente ridotto l'importo della penale per la risoluzione del contratto, applicando per analogia l'art. 1526 c.c. anziché la legge del 2017, non ritenuta retroattiva.
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Inadempimento contratto appalto: guida al risarcimento
La sentenza affronta il tema dell'inadempimento contratto appalto in ambito residenziale. Un committente ha citato una ditta per gravi ritardi nella consegna e per la mancata fornitura di arredi. Il Tribunale, accertato il superamento dei termini contrattuali e la mancata consegna di una cucina, ha disposto la restituzione dell'acconto e il pagamento di una penale ridotta equitativamente.
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Infiltrazioni e immissioni fumi: risarcimento e lavori
Il Tribunale di Roma ha condannato un condominio per i danni causati da infiltrazioni d'acqua e immissioni fumi provenienti da parti comuni verso due unità abitative. Mentre è stato riconosciuto il danno da minor utilizzo per un balcone danneggiato, è stata respinta la richiesta per l'interno dell'appartamento in mancanza di prova di inagibilità. Il giudice ha ordinato l'esecuzione di specifici lavori tecnici e il rimborso delle spese di ripristino.
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Mediazione immobiliare: provvigione e penali
Una società di mediazione immobiliare ha agito in giudizio per ottenere il pagamento della provvigione relativa a una compravendita conclusa dopo la scadenza del mandato, tramite un'altra agenzia. La Corte di Cassazione ha confermato che il diritto alla provvigione non sorge automaticamente con la semplice messa in relazione delle parti, ma richiede che l'attività del mediatore sia la causa adeguata della conclusione dell'affare. Tuttavia, la Corte ha accolto il ricorso limitatamente alla validità di una clausola penale che prevedeva un indennizzo per le vendite effettuate a clienti presentati dal primo mediatore, indipendentemente dal nesso causale nella vendita finale, sottolineando la funzione indennitaria di tale accordo contrattuale.
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Clausola penale: la Cassazione ne vieta l’azzeramento
La Corte di Cassazione ha stabilito che la clausola penale inserita in un contratto di leasing traslativo non può essere azzerata dal giudice, anche se il bene viene rivenduto con profitto. Il caso riguardava una società finanziaria che, dopo la risoluzione del contratto per inadempimento e la vendita di un'imbarcazione, si era vista negare l'ammissione al passivo fallimentare della debitrice. Il tribunale aveva ridotto a zero la penale ritenendo che il ricavato della vendita coprisse ampiamente il guadagno atteso. La Suprema Corte ha cassato tale decisione, ricordando che la clausola penale prescinde dalla prova del danno e che il potere di riduzione equitativa non consente l'eliminazione totale della sanzione pattuita.
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Leasing immobiliare: guida a penali e tassi
La Corte di Cassazione ha confermato la validità di un contratto di leasing immobiliare, rigettando il ricorso di una società utilizzatrice. La controversia riguardava la riduzione della penale contrattuale e la trasparenza del tasso applicato. La Corte ha stabilito che la penale è legittima se il valore del bene restituito viene detratto dalle somme dovute al concedente, evitando indebiti vantaggi. Inoltre, il tasso leasing è considerato trasparente se i dati contrattuali permettono di calcolare i costi dell'operazione in modo univoco, anche senza un'indicazione numerica esplicita del tasso percentuale.
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Clausola penale: quando la Cassazione non interviene
La Corte di Cassazione ha confermato l'inammissibilità del ricorso riguardante una clausola penale applicata per il ritardo nella rimozione di un cantiere in un'area di pregio. Il ricorrente contestava l'interpretazione dell'accordo conciliativo e la mancata riduzione della sanzione nonostante la parziale esecuzione delle opere. Gli Ermellini hanno ribadito che l'interpretazione dei contratti e la valutazione sull'eccessività della penale spettano esclusivamente ai giudici di merito, non essendo sindacabili in sede di legittimità se supportate da una motivazione logica e coerente.
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Preliminare di vendita: rischi e risoluzione
La Corte di Cassazione ha confermato la risoluzione di un preliminare di vendita per inadempimento del promissario acquirente. La controversia nasce dal mancato rispetto dei termini per la stipula del definitivo dopo l'ottenimento di varianti edilizie. Nonostante le contestazioni sulla validità delle procure del venditore, i giudici hanno ritenuto prevalente l'inerzia colpevole dell'acquirente. La decisione convalida il diritto del venditore di trattenere la somma pattuita come clausola penale, sottolineando l'importanza della buona fede e del rispetto delle scadenze concordate nel preliminare di vendita.
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Usura bancaria: penale e tassi soglia
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di un mutuatario che contestava la presunta usura bancaria di un contratto di finanziamento. Il ricorrente sosteneva che la penale per l'estinzione anticipata dovesse essere sommata agli interessi corrispettivi per verificare il superamento del tasso soglia. La Suprema Corte ha invece confermato che, per il principio di simmetria, tali voci non sono cumulabili poiché hanno funzioni diverse: gli interessi remunerano la durata del prestito, mentre la penale riguarda lo scioglimento del rapporto. La decisione ribadisce l'esclusione della penale di recesso dal calcolo del TAEG ai fini dell'usura.
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Clausola risolutiva espressa: condanna per inadempimento
Il Tribunale di Milano ha confermato la risoluzione di un contratto di locazione di un bene strumentale a causa del mancato pagamento dei canoni da parte del conduttore. In virtù della clausola risolutiva espressa, il giudice ha condannato il resistente, rimasto contumace, al pagamento dei canoni scaduti, di una penale pari ai canoni futuri e alla restituzione del bene, oltre al pagamento delle spese legali.
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Titolo esecutivo giudiziale: interpretazione e penali
La Corte di Cassazione chiarisce i limiti e le modalità di interpretazione del titolo esecutivo giudiziale. In un caso di violazione di brevetti e concorrenza sleale, la Corte ha stabilito che una penale pecuniaria può essere calcolata su base giornaliera anche se non esplicitamente indicato nel dispositivo della sentenza. La decisione si fonda sulla possibilità di un'interpretazione extratestuale del provvedimento, basata sugli atti del processo, come le richieste iniziali delle parti e la loro condotta processuale. Viene così confermata la condanna al pagamento di una penale quantificata per ogni giorno di ritardo nell'adempimento dell'ordine di inibitoria.
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Cassazione penale: principi dalla Sezione 1
La documentazione si riferisce a una sentenza della Corte di Cassazione penale, Sezione 1, numero 40776 del 2025. L'udienza si è tenuta il 19/11/2025. Poiché è disponibile solo l'intestazione, non è possibile analizzare i fatti di causa o le motivazioni specifiche della decisione, ma si evidenzia il ruolo della cassazione penale nel sistema giudiziario.
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Penale per ritardo in appalto: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione ha confermato la decisione di merito, stabilendo che la clausola contrattuale che prevede una penale per ritardo nella consegna dei lavori non è applicabile se l'opera non viene affatto completata. In tal caso, si applicano altri rimedi contrattuali, come la risoluzione. La Corte ha ritenuto inammissibile il ricorso del committente, che contestava l'interpretazione del contratto d'appalto.
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Riduzione della penale: quando il giudice non interviene
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di una società sanitaria che chiedeva la riduzione della penale per il ritardo nella riconsegna di un immobile. La Corte ha stabilito che, sebbene il potere di riduzione sia esercitabile d'ufficio, la richiesta deve essere supportata da argomentazioni specifiche e pertinenti, non essendo sufficiente la mera allegazione dell'assenza di danno per la controparte o il fatto che quest'ultima svolgesse la propria attività altrove.
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Riserve appalti pubblici: guida alla sentenza
In una complessa controversia su un contratto per opere portuali strategiche, la Corte d'Appello di Roma ha riesaminato le numerose riserve in appalti pubblici sollevate da un Raggruppamento di Imprese contro la Stazione Appaltante. La sentenza chiarisce i criteri di ammissibilità delle riserve, l'impatto della liquidazione coatta di un'impresa del raggruppamento sulla legittimazione ad agire, e le modalità di calcolo delle penali per ritardi. La Corte ha parzialmente riformato la decisione di primo grado, ricalcolando gli importi dovuti all'appaltatore e sottolineando l'importanza del rispetto delle procedure formali.
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Varianti in corso d’opera: salta la penale per ritardo
Un'impresa costruttrice era stata penalizzata per ritardi nel restauro di un palazzo storico. Tuttavia, la committenza pubblica aveva approvato due importanti varianti in corso d'opera. La Corte di Cassazione ha stabilito che tali modifiche sostanziali alterano i termini del contratto, rendendo inapplicabile la penale per ritardo originaria. La Corte ha specificato che quando vengono introdotte variazioni significative, necessarie al completamento dei lavori, la cronologia e le relative penali vengono superate. Il caso è stato rinviato alla Corte d'Appello per una nuova valutazione.
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