Un detenuto ha richiesto l'ammissione al patrocinio a spese dello Stato, allegando un CD-ROM contenente documenti probatori. Il Magistrato di Sorveglianza ha autorizzato l'acquisizione del supporto informatico, ma ha posto le spese di spedizione a carico del richiedente, che partecipava all'udienza a distanza. La Corte di Cassazione ha accolto parzialmente il ricorso del detenuto, stabilendo che il luogo di collegamento remoto è equiparato all'aula di udienza fisica. Di conseguenza, addebitare i costi di spedizione al detenuto viola il suo diritto di difesa, ponendolo in una situazione svantaggiosa rispetto a chi partecipa di persona. La Suprema Corte ha annullato senza rinvio il provvedimento limitatamente all'addebito delle spese.
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