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Pactum De Non Petendo Ad Tempus

6 provvedimenti applicano questo termine

Definizione

Un accordo con cui il creditore si impegna a non richiedere il pagamento del debito per un determinato periodo. Non crea una nuova obbligazione, ma modifica solo le tempistiche della precedente.

Norme più ricorrenti in questi provvedimenti

Provvedimenti

Mutuo solutorio: la Cassazione ne conferma la validità
Un istituto di credito ha concesso un prestito a una società, garantito da un privato, con lo scopo specifico di ripagare un debito precedente (un mutuo solutorio). La Corte d'Appello aveva considerato questo accordo non come un vero prestito, ma come una semplice rinegoziazione del debito. La Corte di Cassazione, richiamando una recente e fondamentale sentenza delle Sezioni Unite, ha annullato questa decisione. Ha stabilito che un mutuo solutorio è un contratto perfettamente valido, che si perfeziona nel momento in cui la somma viene messa a disposizione legale del debitore, anche se viene immediatamente utilizzata per saldare un debito preesistente con lo stesso creditore. Il caso è stato quindi rinviato alla Corte d'Appello per una nuova valutazione.
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Mutuo solutorio: titolo esecutivo valido? La Cassazione
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 34001/2025, ha stabilito che il contratto di mutuo solutorio costituisce un titolo esecutivo valido. La Corte ha cassato la sentenza d'appello che aveva erroneamente qualificato tale contratto come un 'pactum de non petendo', negandone l'efficacia esecutiva. Secondo i giudici, è sufficiente che la somma mutuata sia posta nella disponibilità giuridica del mutuatario, anche se destinata a estinguere un debito preesistente con la stessa banca, perché il contratto si perfezioni e possa fondare un'azione esecutiva.
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Mutuo Solutorio: valido con accredito su conto corrente
Una società finanziaria ha impugnato in Cassazione il decreto di un tribunale che negava l'ammissione al passivo di un credito derivante da un finanziamento. Il tribunale aveva ritenuto il contratto di mutuo nullo per mancanza di effettiva consegna del denaro, dato che la somma era stata immediatamente utilizzata per estinguere un debito preesistente del mutuatario verso la stessa banca. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso, stabilendo che il cosiddetto mutuo solutorio è valido e si perfeziona con il semplice accredito della somma sul conto corrente del debitore. Tale operazione, infatti, conferisce al mutuatario la disponibilità giuridica dei fondi, che è sufficiente a integrare la consegna (traditio), anche se l'utilizzo successivo è contestuale e finalizzato a estinguere un debito. La causa è stata rinviata al tribunale per un nuovo esame.
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Mutuo Solutorio: valido anche se estingue debiti
La Corte di Cassazione ha stabilito che un contratto di mutuo è valido e perfezionato anche se la somma erogata viene immediatamente utilizzata per estinguere debiti pregressi del mutuatario verso la stessa banca. Questo tipo di operazione, nota come mutuo solutorio, si considera conclusa con l'accredito sul conto corrente, che conferisce al mutuatario la disponibilità giuridica della somma, a prescindere dal suo successivo impiego. La Corte ha cassato la decisione del Tribunale che aveva negato la natura di mutuo, riqualificando il contratto.
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Mutuo solutorio: Cassazione rinvia alle Sezioni Unite
Una società creditrice si è opposta al rigetto della sua istanza di ammissione al passivo fallimentare. Il Tribunale aveva qualificato il contratto come mutuo solutorio nullo, poiché le somme non erano state materialmente consegnate ma solo usate per ripianare un debito preesistente. La Corte di Cassazione, rilevando un contrasto giurisprudenziale sul tema del mutuo solutorio, ha sospeso la decisione e rinviato la causa in attesa di una pronuncia risolutiva da parte delle Sezioni Unite.
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Mutuo solutorio: la Cassazione rimette alle Sezioni Unite
Una banca ha concesso un finanziamento per ripianare un'esposizione debitoria preesistente, garantito da un terzo. La Corte d'Appello ha qualificato l'operazione non come un vero mutuo, ma come una semplice dilazione di pagamento, consentendo al garante di opporre eccezioni relative al debito originario. La Corte di Cassazione, rilevando un profondo contrasto giurisprudenziale sulla natura del cosiddetto "mutuo solutorio", ha sospeso la decisione e ha rimesso la questione alle Sezioni Unite per un pronunciamento definitivo.
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