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Ordine Di Esecuzione Per La Carcerazione

8 provvedimenti applicano questo termine

Definizione

È il provvedimento emesso dalla Procura della Repubblica che dispone l'arresto e la detenzione in carcere di una persona per scontare una pena detentiva divenuta definitiva.

Norme più ricorrenti in questi provvedimenti

Provvedimenti

Ordine di esecuzione per la carcerazione: ricorso errato costa 3000 euro
Il Condannato ha proposto ricorso per cassazione direttamente contro l'ordine di esecuzione per la carcerazione emesso dal Pubblico Ministero. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile senza avviare il contraddittorio. L'ordine di esecuzione per la carcerazione è infatti un atto del Pubblico Ministero e non può essere impugnato direttamente davanti alla Suprema Corte, dovendo invece essere contestato tramite incidente di esecuzione. Il Condannato è stato condannato al pagamento delle spese e di tremila euro alla Cassa delle ammende.
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Ordine di esecuzione: niente sospensione per chi è già ai domiciliari
La Corte di Cassazione ha chiarito che se una nuova condanna definitiva sopraggiunge mentre una persona sta già scontando una pena in detenzione domiciliare, non si ha diritto alla sospensione del nuovo ordine di esecuzione per la carcerazione. Anche se la pena originaria stava per terminare grazie alla liberazione anticipata, lo stato di detenzione non si è mai interrotto. Pertanto, il Pubblico Ministero agisce correttamente emettendo un nuovo ordine che cumula le pene e il Magistrato di Sorveglianza dispone la prosecuzione della pena in carcere. Il ricorso del condannato, che si riteneva 'virtualmente' libero e quindi meritevole della sospensione, è stato dichiarato inammissibile.
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Esecuzione pena condannato irreperibile: la Cassazione dice no
Un condannato, resosi irreperibile, veniva arrestato per scontare la pena. Il Tribunale lo liberava, ritenendo che la procedura di esecuzione dovesse essere sospesa, applicando per analogia le norme del processo in assenza. La Procura ricorreva in Cassazione. La Suprema Corte ha annullato la liberazione, stabilendo un principio fondamentale: le garanzie previste per l'imputato assente nel processo non si estendono alla fase esecutiva. L'esecuzione pena condannato irreperibile prosegue regolarmente, essendo sufficiente la notifica al difensore. La sentenza è ormai definitiva e deve essere eseguita senza attendere il rintraccio del soggetto.
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Evasione dagli arresti domiciliari: fuga prima del carcere è reato
Un uomo agli arresti domiciliari, alla vista delle forze dell'ordine giunte per notificargli un ordine di carcerazione per un'altra condanna, si dava alla fuga. La sua difesa sosteneva che l'ordine di carcerazione estinguesse automaticamente gli arresti domiciliari, escludendo il reato. La Corte di Cassazione ha respinto questa tesi, stabilendo un principio fondamentale: la misura cautelare resta pienamente efficace fino al momento in cui la persona viene materialmente presa in custodia per scontare la pena definitiva. Pertanto, la fuga integra il reato di evasione dagli arresti domiciliari. La condanna è stata confermata.
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Esecuzione pena all’estero: l’ordine di cattura vale?
La Cassazione chiarisce che la richiesta di esecuzione pena all'estero non sospende né invalida l'ordine di carcerazione emesso in Italia. Un cittadino maltese, condannato in Italia, aveva chiesto la revoca del suo ordine di cattura sostenendo che fosse incompatibile con la procedura di trasferimento della pena a Malta. Il ricorso è stato dichiarato inammissibile perché la legge (D.Lgs. 161/2010) prevede che l'ordine di esecuzione sia un presupposto per la trasmissione degli atti all'autorità straniera, non un'alternativa che lo annulla.
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Decreto di irreperibilità: ricerche e utenza mobile
La Corte di Cassazione analizza la validità di un decreto di irreperibilità emesso senza aver tentato di contattare il condannato tramite un'utenza telefonica mobile nota alle autorità. La sentenza chiarisce che le ricerche devono essere effettive e complete, ma sottolinea che il giudice deve valutare la concreta idoneità del numero a rintracciare l'interessato. In questo caso, la Corte ha annullato l'ordinanza del giudice dell'esecuzione per carenza di motivazione su questo punto specifico, rinviando per un nuovo giudizio.
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Competenza territoriale sorveglianza: decide il PM
La Corte di Cassazione risolve un conflitto di competenza territoriale sorveglianza tra i tribunali di Napoli e Bari. Viene stabilito che, in caso di richiesta di misure alternative a seguito di ordine di esecuzione sospeso, la competenza spetta al tribunale del luogo in cui ha sede il Pubblico Ministero che procede all'esecuzione (art. 656 c.p.p.), e non a quello di residenza del condannato (art. 677 c.p.p.). La Corte ha quindi dichiarato la competenza del Tribunale di sorveglianza di Napoli.
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Errore di fatto: Cassazione sospende la sentenza
La Corte di Cassazione ha sospeso gli effetti di una propria precedente sentenza che dichiarava inammissibile un ricorso. La decisione si basa su un'istanza per errore di fatto presentata dal difensore dell'imputato, il quale non aveva ricevuto la notifica dell'avviso di udienza. Rilevata la probabile fondatezza del vizio procedurale e l'urgenza derivante da un ordine di carcerazione già emesso, la Corte ha concesso la sospensione in attesa della decisione di merito.
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