Il Tribunale di Sorveglianza di Palermo aveva negato a un detenuto l'affidamento in prova ai servizi sociali e la detenzione domiciliare, ritenendo persistente il pericolo di recidiva a causa di nuove misure cautelari per traffico di stupefacenti. Il condannato ha proposto ricorso in Cassazione contestando la mancata valutazione del suo percorso riabilitativo positivo. Tuttavia, durante la pendenza del ricorso, l'uomo è stato scarcerato per aver interamente espiato la pena detentiva. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile per sopravvenuta carenza di interesse. Poiché la pena è stata interamente scontata, una decisione sull'ammissione alle misure alternative non avrebbe più alcuna utilità pratica per il ricorrente, escludendo anche la condanna alle spese processuali.
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