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Ordine Di Demolizione

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502 provvedimenti applicano questo termine

Provvedimenti

Ordine di demolizione: quando la prova non basta
La Corte di Cassazione conferma la decisione di non revocare un ordine di demolizione per opere abusive. Il caso evidenzia come la prova della completa demolizione, fornita dal condannato, possa essere superata da perizie tecniche che dimostrino una rimozione solo parziale e una successiva ricostruzione illecita, rendendo inefficaci le attestazioni iniziali.
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Ordine di demolizione: quando si può sospendere?
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 31127/2024, ha dichiarato inammissibile il ricorso di un proprietario contro un ordine di demolizione per un immobile abusivo. La Corte ha stabilito che la sospensione dell'ordine è possibile solo se è ragionevolmente prevedibile un provvedimento amministrativo o giurisdizionale imminente e in insanabile contrasto con la demolizione. Il mero trascorrere del tempo o l'inerzia della P.A. non generano un legittimo affidamento che possa bloccare l'esecuzione, e chi invoca il principio di proporzionalità deve fornire prove concrete della propria situazione abitativa ed economica.
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Ordine di demolizione: ruolo del Pubblico Ministero
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 30957/2024, ha rigettato il ricorso di un condannato avverso un'ordinanza del Tribunale di Cagliari in fase di esecuzione di un ordine di demolizione. Il ricorrente lamentava la violazione del diritto di difesa e vizi procedurali da parte del Pubblico Ministero, che aveva agito 15 anni dopo l'ingiunzione. La Corte ha chiarito che il Pubblico Ministero è l'organo promotore dell'esecuzione e deve investire il giudice solo in caso di controversia, come correttamente avvenuto su iniziativa del condannato. È stata inoltre confermata la legittimità delle scelte operate dalla Procura riguardo l'impresa esecutrice e il rigetto della richiesta di autodemolizione a causa della prolungata inerzia del condannato.
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Ordine di demolizione: quando non si può revocare
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso contro un'ordinanza che negava la revoca di un ordine di demolizione. Il ricorrente sosteneva che l'opera fosse legittimata da autorizzazioni antecedenti e da un condono successivo. La Corte ha stabilito che l'opera era una costruzione completamente nuova e abusiva, non una manutenzione, e che non è possibile rimettere in discussione i fatti coperti da una sentenza definitiva in fase di esecuzione.
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Ordine di demolizione: efficace contro i terzi?
La Corte di Cassazione chiarisce la natura dell'ordine di demolizione, confermandolo come una sanzione reale che segue l'immobile e non la persona. Con la sentenza n. 30954/2024, viene dichiarato inammissibile il ricorso di due proprietari, estranei all'abuso edilizio originario, poiché l'ordine resta efficace anche nei loro confronti. La Corte sottolinea inoltre la carenza di interesse a ricorrere contro un'ordinanza che, di fatto, li rimetteva in termini per interloquire nel procedimento.
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Ordine di demolizione: la sospensiva del TAR non basta
Una società contesta un ordine di demolizione per un immobile abusivo, forte di una sospensiva ottenuta dal TAR contro l'annullamento dei suoi permessi a costruire. La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 30955/2024, ha rigettato il ricorso, stabilendo che una semplice misura cautelare amministrativa non è sufficiente per bloccare l'esecuzione di un ordine di demolizione penale divenuto definitivo. Per la sospensione, è necessario un atto che crei un conflitto insanabile, non una semplice sospensiva provvisoria.
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Ordine di demolizione: quando è proporzionato?
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso contro un ordine di demolizione di un immobile abusivo adibito a prima casa. La Corte ha ritenuto la misura proporzionata, sottolineando che il lungo tempo trascorso dalla condanna definitiva (oltre 20 anni) aveva offerto ai ricorrenti ampie possibilità di trovare una soluzione abitativa alternativa, possibilità non sfruttata. Le condizioni di salute addotte non sono state considerate un impedimento assoluto all'esecuzione.
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Revoca ordine di demolizione: la decisione della Corte
La Corte di Cassazione ha annullato un'ordinanza che revocava un ordine di demolizione di un immobile abusivo. Il Tribunale aveva basato la sua decisione sulla sola esistenza di un permesso in sanatoria, senza però verificarne la legittimità e la completezza. Secondo la Suprema Corte, il giudice dell'esecuzione ha il dovere di accertare che il condono sia valido e copra l'intera opera abusiva. In questo caso, il permesso era solo parziale, rendendo illegittima la revoca ordine di demolizione.
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Sanatoria postuma: no se manca la doppia conformità
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso contro un'ordinanza che confermava un ordine di demolizione per opere abusive su un complesso alberghiero. I ricorrenti avevano richiesto una sanatoria postuma, ma la Corte ha ribadito che questa è possibile solo in presenza del requisito della 'doppia conformità': l'opera deve essere conforme alle norme urbanistiche sia al momento della sua realizzazione che al momento della presentazione della domanda. In assenza di tale presupposto, l'ordine di demolizione resta valido ed efficace.
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Ordine di demolizione: limiti e inammissibilità
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso contro un ordine di demolizione per un immobile abusivo. La sentenza stabilisce che la 'fiscalizzazione' non si applica a opere senza permesso e che il diritto all'abitazione non può legittimare un illecito edilizio, confermando la piena esecutività dell'ordine di demolizione.
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Ordine di demolizione: non si prescrive mai, dice la Cassazione
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso contro un ordine di demolizione emesso con sentenza penale. La Corte ribadisce che l'ordine non è una pena, ma una sanzione amministrativa con finalità ripristinatoria e, pertanto, non è soggetto a prescrizione. Viene inoltre negato l'interesse del condannato a contestare le procedure di appalto per i lavori di demolizione.
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Ordine di demolizione: quale procedura esecutiva?
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 24084/2024, ha chiarito la procedura corretta da seguire per le contestazioni relative all'ordine di demolizione di un immobile abusivo. Il caso riguardava un ricorso del Pubblico Ministero contro una decisione del giudice dell'esecuzione. La Corte ha stabilito che l'elenco delle materie trattabili con la procedura semplificata dell'art. 676 c.p.p. è tassativo e non include le sanzioni amministrative accessorie come l'ordine di demolizione. Di conseguenza, ogni questione relativa deve essere trattata con la procedura ordinaria in camera di consiglio prevista dall'art. 666 c.p.p., respingendo il ricorso.
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Ordine di demolizione: quando è legittimo demolire tutto
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso contro un ordine di demolizione per un manufatto abusivo. L'ordine è legittimo per l'intera struttura, anche se realizzata in fasi successive, poiché costituisce un organismo unitario. La richiesta di sospensione in attesa di una decisione amministrativa è stata respinta in assenza di un provvedimento di acquisizione da parte del Comune.
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Ordine di demolizione: quando è inammissibile il ricorso
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di una cittadina contro un ordine di demolizione per un immobile abusivo. La ricorrente lamentava l'impossibilità di trovare un'altra casa a causa di una pensione bassa e contestava le modalità di esecuzione. La Corte ha stabilito che le difficoltà economiche, dopo 16 anni dalla condanna, non giustificano la revoca del provvedimento e che le questioni fattuali, come la demolizione parziale, non possono essere riesaminate dopo la sentenza definitiva.
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Ordine di demolizione eredi: la Cassazione conferma
La Corte di Cassazione ha stabilito che l'ordine di demolizione di un immobile abusivo si estende agli eredi del responsabile dell'abuso. La sentenza chiarisce che, nonostante la nullità degli atti di trasferimento tra vivi, l'immobile abusivo rientra nell'asse ereditario e viene trasmesso per successione. Di conseguenza, gli eredi, in qualità di nuovi proprietari o possessori, sono tenuti a eseguire l'ordine, a prescindere dalla loro personale responsabilità nella commissione dell'illecito edilizio. L'appello degli eredi, che sostenevano di essere estranei alla vicenda e che l'immobile non fosse ereditabile, è stato dichiarato inammissibile.
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Ordine di demolizione e interesse ad agire
Una coppia, condannata per abusivismo edilizio, impugna un ordine di demolizione dopo aver donato l'immobile ai propri figli. La Corte di Cassazione dichiara il ricorso inammissibile per carenza di interesse ad agire. Poiché i ricorrenti non sono più proprietari, non hanno un interesse concreto e attuale a contestare l'ordine, che per sua natura segue il bene e non la persona.
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Ordine di demolizione: quando il ricorso è inammissibile
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso presentato dal curatore di una procedura fallimentare avverso la sospensione di un ordine di demolizione. La decisione si fonda su un vizio di forma: la mancanza della procura speciale per il difensore, requisito essenziale per i soggetti portatori di interessi meramente civilistici nel processo penale. La sentenza ribadisce l'importanza del rispetto delle regole procedurali sulla rappresentanza in giudizio.
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Ordine di demolizione: quando si può sospendere?
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 14647/2024, ha confermato il rigetto di una richiesta di sospensione di un ordine di demolizione per un immobile abusivo. I proprietari avevano invocato una domanda di condono pendente, ma la Corte ha ribadito che la sola istanza non basta per fermare la demolizione, soprattutto in presenza di un vincolo paesaggistico che rende improbabile la sanatoria. La sentenza chiarisce inoltre che l'ordine di demolizione ha natura di sanzione amministrativa e non è soggetto a prescrizione.
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Ordine di demolizione: no stop con condono fittizio
La Corte di Cassazione conferma un ordine di demolizione per un immobile abusivo. Il ricorso della proprietaria, basato su un condono edilizio ottenuto tramite il frazionamento fittizio dell'edificio in tre unità distinte per aggirare i limiti di cubatura, è stato dichiarato inammissibile. La Corte ha stabilito che tale stratagemma non crea un legittimo affidamento e che l'ordine di demolizione, avendo natura ripristinatoria e non penale, non è soggetto a prescrizione.
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Ordine di demolizione: sanzione penale o no? Cassazione
La Corte di Cassazione conferma che l'ordine di demolizione per abusi edilizi ha natura di sanzione amministrativa e non penale. Pertanto, non è soggetto alla prescrizione prevista per le pene detentive o pecuniarie. La sua finalità è ripristinare il territorio e non punire il reo, rendendolo un'obbligazione reale che non si estingue nel tempo.
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