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Ordine Di Demolizione

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502 provvedimenti applicano questo termine

Provvedimenti

Ordine di demolizione: obbligo di perizia del giudice
Una proprietaria di immobile ha ricevuto un ordine di demolizione per abusi edilizi. A causa del rischio di danni alle parti legittime dell'edificio e a quelli vicini, la Procura ha chiesto una revoca parziale o una perizia tecnica. Il giudice dell'esecuzione ha rigettato la richiesta. La Corte di Cassazione ha annullato tale decisione, stabilendo che in presenza di dubbi concreti sulla fattibilità della demolizione, il giudice ha il dovere di disporre accertamenti, inclusa una perizia, per definire le corrette modalità esecutive. L'onere della parte interessata è di allegare i fatti, non di provarli.
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Ordine di demolizione: quando è legittimo?
Una cittadina ha impugnato il diniego di sospensione di un ordine di demolizione per un immobile abusivo, adducendo irregolarità nell'affidamento dei lavori e l'esistenza di titoli edilizi. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile, specificando che i vizi della procedura di appalto non sono un motivo valido per fermare l'ordine di demolizione e che i titoli edilizi presentati non erano pertinenti alle opere abusive, come già accertato nella sentenza di condanna.
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Ordine di demolizione: quando si perde l’immobile
Un uomo ha impugnato l'ordine di demolizione di un immobile abusivo, originariamente intestato alla moglie defunta. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile. La motivazione principale è la carenza di interesse ad agire: una volta che l'immobile, a seguito dell'inottemperanza, è stato acquisito al patrimonio del Comune, l'ex proprietario non ha più titolo per chiederne la revoca. La speranza di una futura riassegnazione da parte del Comune non costituisce un interesse giuridicamente rilevante.
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Ordine di demolizione: quando il ricorso è generico
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso contro un ordine di demolizione emesso quasi trent'anni prima. La Corte ha stabilito che le doglianze del ricorrente, basate su un presunto errore anagrafico e sul principio di proporzionalità, erano generiche e non supportate da prove concrete. In particolare, la mera intenzione di avviare una pratica di sanatoria non è sufficiente a sospendere o revocare l'ordine di demolizione.
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Ordine di demolizione: quando è irrevocabile?
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un proprietario contro un ordine di demolizione emesso nel 1998. La Corte ha stabilito che un successivo permesso in sanatoria non è valido se l'immobile non aveva i requisiti originari per il condono. Inoltre, ha ribadito che l'ordine di demolizione ha natura di sanzione amministrativa ripristinatoria e non penale, escludendo quindi la violazione del principio del 'ne bis in idem' anche in presenza di un analogo provvedimento comunale.
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Ordine di demolizione: quando il ricorso è inammissibile
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di una cittadina contro un ordine di demolizione per un immobile abusivo. La ricorrente sosteneva l'illegittimità del provvedimento e la violazione del principio di proporzionalità. La Corte ha ribadito che, in caso di inottemperanza, l'immobile viene acquisito di diritto dal Comune, rendendo vane le contestazioni. Inoltre, la pervicacia nell'abusivismo edilizio giustifica la demolizione come misura necessaria.
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Ordine di demolizione: inammissibile per il terzo
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un terzo contro un ordine di demolizione. La ricorrente, figlia dei costruttori dell'immobile abusivo, vi abitava in virtù di un comodato stipulato anni dopo la condanna definitiva. La Corte ha stabilito che il principio di proporzionalità e il diritto all'abitazione non possono essere invocati da chi occupa un immobile con la piena consapevolezza della sua natura illecita, poiché l'ordine di demolizione è una sanzione reale che segue il bene e non la persona.
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Ordine di demolizione parziale: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione ha annullato l'ordinanza di un giudice che aveva revocato un ordine di demolizione. La Corte ha ritenuto illogica l'ipotesi di una demolizione completa seguita da una ricostruzione identica, in assenza di prove concrete come un nuovo titolo edilizio. Secondo i giudici, le prove indicavano una demolizione solo parziale, insufficiente a estinguere l'ordine originario. Il caso è stato rinviato per un nuovo esame che tenga conto di tutti gli elementi probatori.
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Ordine di demolizione: quando si estende al nuovo proprietario
Un soggetto impugna un'ordinanza che dichiara inammissibile la sua opposizione a un ordine di demolizione per un immobile abusivo. Egli sostiene di essere il vero proprietario e di non aver partecipato al processo contro il precedente titolare. La Corte di Cassazione dichiara il ricorso inammissibile, ribadendo che l'ordine di demolizione ha carattere reale, segue l'immobile e si applica al proprietario attuale, anche se estraneo all'abuso edilizio.
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Ordine di demolizione: quando è inammissibile il ricorso
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un privato contro un ordine di demolizione. La decisione si fonda sul principio che, una volta che l'immobile abusivo viene acquisito al patrimonio del Comune, il precedente proprietario perde l'interesse giuridico a opporsi alla demolizione, diventando a tutti gli effetti un soggetto terzo.
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Ordine di demolizione: no all’integrazione tardiva
La Corte di Cassazione ha annullato un'ordinanza che integrava un decreto penale di condanna, ormai irrevocabile, con un ordine di demolizione precedentemente omesso. Secondo la Corte, tale omissione costituisce un errore di giudizio (error in iudicando) e non un mero errore materiale. L'unico rimedio esperibile sarebbe stato l'appello da parte del Pubblico Ministero, che non è stato proposto. Di conseguenza, l'integrazione tardiva è illegittima, anche se il potere di demolizione resta in capo all'autorità amministrativa.
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Ordine di demolizione: quando è legittimo?
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso contro un ordine di demolizione di un immobile abusivo. Nonostante la prescrizione di reati per opere successive, l'ordine originale resta valido per l'intera struttura, poiché mira al ripristino dello stato dei luoghi. La Corte ha inoltre respinto l'appello al principio di proporzionalità, in quanto sollevato tardivamente e non applicabile a chi persevera nell'illecito.
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Condono edilizio: no al frazionamento artificioso
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso contro un ordine di demolizione. Il tentativo di ottenere un condono edilizio tramite il frazionamento artificioso dell'immobile in più domande, presentate da diversi familiari per eludere i limiti di cubatura, è stato ritenuto un espediente illecito. La Corte ha ribadito che un edificio unitario, riconducibile a un unico proprietario, deve essere considerato nel suo complesso ai fini della sanatoria, la quale è stata negata per superamento del volume massimo consentito.
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Ordine di demolizione: quando è troppo tardi per opporsi
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso degli eredi di un uomo condannato per abusi edilizi. Essi cercavano di bloccare un ordine di demolizione basandosi su una vecchia domanda di condono e sul lungo tempo trascorso. La Corte ha stabilito che tali questioni andavano sollevate durante il processo originario, prima che la sentenza diventasse definitiva, creando una preclusione che impedisce di ridiscuterle in fase di esecuzione.
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Ordine di demolizione: quando copre l’intero immobile
Una proprietaria, condannata per abuso edilizio, ha contestato un ordine di demolizione sostenendo che dovesse applicarsi solo all'ultimo piano sopraelevato e non all'intero edificio. Dopo un lungo iter giudiziario, durante il quale i permessi in sanatoria ottenuti sono stati giudicati illegittimi, la Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile. La Corte ha stabilito che l'ordine di demolizione si applica all'intera costruzione, poiché questa costituisce un manufatto unico e l'illegalità delle parti iniziali si estende a quelle successive. Le questioni già decise non possono essere riproposte.
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Ordine di demolizione: obbligatorio per abusi edilizi
La Corte di Cassazione interviene su un caso di abuso edilizio, chiarendo la natura obbligatoria dell'ordine di demolizione. A seguito di una condanna in cui il giudice di primo grado aveva omesso di disporre la demolizione, la Procura Generale ha presentato ricorso. La Suprema Corte ha annullato la sentenza limitatamente all'omissione, impartendo direttamente l'ordine di demolizione e specificando che si tratta di una sanzione amministrativa ripristinatoria, un atto dovuto non soggetto a prescrizione.
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Ordine di demolizione: quando il ricorso è infondato?
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso contro un ordine di demolizione per un immobile abusivo. La sentenza chiarisce che il proprietario, avendo perso la titolarità del bene acquisito dal Comune, non può invocare la normativa sull'housing sociale per bloccare la demolizione. Viene inoltre specificato che l'acquisizione al patrimonio comunale non impedisce di per sé l'esecuzione dell'ordine di demolizione, salvo una delibera consiliare che attesti un prevalente interesse pubblico al mantenimento.
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Ordine di demolizione: ricorso inammissibile
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso del Procuratore della Repubblica contro la revoca di un ordine di demolizione. La vicenda riguarda un abuso edilizio per il quale era stato ottenuto un permesso in sanatoria, annullato e poi ripristinato in via definitiva dal giudice amministrativo. La Corte ha stabilito che la legittimità del permesso, coperta da giudicato amministrativo, non poteva essere nuovamente messa in discussione in sede di esecuzione penale, rendendo le argomentazioni del ricorrente non pertinenti.
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Ordine di demolizione: la Cassazione nega la revoca
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso contro un'ordinanza che negava la revoca di un ordine di demolizione per una sopraelevazione abusiva. La ricorrente sosteneva che la demolizione avrebbe compromesso la stabilità dell'edificio, ma la Corte ha stabilito che l'impossibilità tecnica di demolire, se causata da chi ha commesso l'abuso, non è un motivo valido per annullare l'ordine. Il ricorso è stato inoltre ritenuto generico e non sufficientemente argomentato.
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Ordine di demolizione: chi paga tra proprietario ed erede?
La Corte di Cassazione ha esaminato un appello contro un ordine di demolizione per un immobile abusivo. La Corte ha dichiarato inammissibile il ricorso della sorella, che adduceva la pendenza di istanze di condono, per genericità delle allegazioni. Ha invece accolto il ricorso del fratello, chiarendo che l'ordine di demolizione non può essere eseguito nei confronti dell'erede che non sia anche l'attuale proprietario del bene. Il caso è stato rinviato per l'accertamento della titolarità dell'immobile.
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