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Ordine Di Demolizione

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502 provvedimenti applicano questo termine

Provvedimenti

Revoca ordine di demolizione: quando è infondata?
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso contro il rigetto di un'istanza di revoca ordine di demolizione. La decisione si fonda sul fatto che la richiesta di permesso di costruire in sanatoria era stata definitivamente respinta dall'amministrazione comunale, rendendo le argomentazioni dei ricorrenti generiche e non pertinenti al merito della decisione impugnata.
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Ordine di demolizione: quando il ricorso è inammissibile
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso contro un ordine di demolizione per un abuso edilizio. La sentenza chiarisce che non si possono introdurre nuove questioni legali in sede di Cassazione e che la sanatoria edilizia non è applicabile a nuove costruzioni in aree protette, né può essere richiesta solo per una parte dell'immobile abusivo.
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Condono edilizio: no all’immobile non ultimato
La Corte di Cassazione ha annullato una decisione che revocava un ordine di demolizione. Il caso riguardava un condono edilizio richiesto dagli eredi per un immobile abusivo. La Corte ha stabilito che l'edificio, essendo 'al rustico' e privo di muri esterni alla data di legge, non poteva considerarsi 'ultimato' e quindi non era idoneo a beneficiare della sanatoria. La questione è stata rinviata a un nuovo giudice.
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Ordine di demolizione: ricorso inammissibile
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso contro un ordine di demolizione di una sopraelevazione abusiva. La decisione si fonda sulla mancanza di specificità dei motivi di ricorso, che mescolavano diverse censure senza rispettare i requisiti formali imposti dalla legge. Inoltre, la Corte ha ritenuto le argomentazioni del ricorrente, relative a presunti rischi strutturali e al diritto all'abitazione, manifestamente infondate e non provate.
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Condono edilizio: no a lavori per sanare l’abuso
La Corte di Cassazione ha stabilito l'inammissibilità di un ricorso contro un ordine di demolizione. Il ricorrente sosteneva di aver ottenuto un condono edilizio, ma la Corte ha chiarito che non è possibile sanare un'opera abusiva eseguendo modifiche dopo la data limite fissata dalla legge. Un nulla osta paesaggistico condizionato a tali lavori postumi è quindi inefficace ai fini del condono edilizio.
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Condono edilizio: no a modifiche postume abusive
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di una proprietaria che, per ottenere un condono edilizio, aveva parzialmente demolito il proprio immobile abusivo anni dopo la scadenza dei termini legali. La sentenza chiarisce che i requisiti per la sanatoria devono esistere alla data prevista dalla legge, e non possono essere creati 'a posteriori' per aggirare la normativa e bloccare un ordine di demolizione.
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Interesse ad impugnare: appello a demolizione nullo
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di un uomo contro un ordine di demolizione per un immobile abusivo. Il motivo centrale è la mancanza di interesse ad impugnare, poiché il ricorrente aveva donato l'immobile al figlio molti anni prima dell'ingiunzione. La Corte stabilisce che per contestare un provvedimento è necessario avere un interesse concreto e attuale, che in questo caso non sussiste, dato che il ricorrente non è più proprietario del bene.
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Ordine di demolizione: obbligatorio col patteggiamento
La Corte di Cassazione ha stabilito che l'ordine di demolizione di un'opera abusiva è una conseguenza obbligatoria e non discrezionale anche in caso di sentenza di patteggiamento. A seguito del ricorso di un Procuratore Generale contro una sentenza che aveva omesso tale ordine, la Suprema Corte ha annullato parzialmente la decisione, disponendo direttamente la demolizione e la rimessione in pristino. La sentenza chiarisce che il patteggiamento, equiparato a una condanna per questi fini, non permette alle parti di negoziare l'esclusione della demolizione, trattandosi di un atto dovuto per il giudice per ripristinare la legalità violata.
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Demolizione abuso edilizio: quando si applica la proporzionalità
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 9907/2024, ha rigettato il ricorso contro un ordine di demolizione abuso edilizio. La Corte ha chiarito che il principio di proporzionalità si applica solo se l'immobile è l'abitazione abituale, prova che spetta all'interessato. In questo caso, la mancata dimostrazione e la gravità dell'illecito hanno reso la demolizione legittima.
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Permesso in sanatoria: quando il giudice può annullarlo
La Corte di Cassazione conferma che il giudice penale ha il potere di disapplicare un permesso in sanatoria se lo ritiene illegittimo, anche se rilasciato dalla Pubblica Amministrazione. Nel caso specifico, un ampliamento alberghiero di 2210 mc aveva ottenuto una sanatoria nonostante superasse il limite legale di 750 mc. La Corte ha stabilito che tale limite si applica a tutti gli immobili, residenziali e non, e che un permesso rilasciato in violazione di legge non estingue il reato edilizio né l'ordine di demolizione.
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Condono Edilizio: No al frazionamento fittizio
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 8299/2024, ha stabilito che il condono edilizio non è ottenibile attraverso il frazionamento fittizio di un unico grande immobile in più unità. Nel caso di specie, i proprietari di un edificio di oltre 1700 mc avevano presentato tre distinte domande di sanatoria per eludere il limite legale di 750 mc. La Corte ha ritenuto tale pratica un espediente illecito, confermando l'illegittimità dei permessi rilasciati e la validità dell'ordine di demolizione. Il principio affermato è che l'edificio va considerato nella sua unitarietà ai fini della sanatoria.
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Ordine di demolizione: quando si perde l’interesse?
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 7720/2024, ha dichiarato inammissibile il ricorso contro un ordine di demolizione. La Corte ha stabilito che, una volta che l'immobile abusivo viene automaticamente acquisito dal patrimonio del Comune per mancata demolizione, il precedente proprietario perde l'interesse giuridico a impugnare l'ordine, diventando a tutti gli effetti un terzo estraneo alla vicenda.
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Ordine di demolizione: quando è legittimo sospenderlo?
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 7435/2024, ha dichiarato inammissibile il ricorso di un cittadino contro un ordine di demolizione per un immobile abusivo, che era anche la sua unica abitazione. Il ricorrente chiedeva la sospensione basandosi su una domanda di sanatoria pendente e sul principio di proporzionalità. La Corte ha ribadito che la sospensione è ammissibile solo in presenza di elementi concreti che rendano altamente probabile la legalizzazione dell'immobile in tempi brevi, elementi che nel caso specifico mancavano. Inoltre, ha precisato che il principio di proporzionalità non può essere invocato se la situazione di difficoltà è causata dall'inerzia dello stesso condannato, che non può trarre vantaggio dal tempo trascorso dalla condanna definitiva.
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Ordine di demolizione: quando il ricorso è inammissibile
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso contro un diniego di revoca di un ordine di demolizione. La decisione si fonda sul fatto che le istanze di condono presentate erano già state respinte dal Comune competente, in quanto le opere abusive erano state ultimate oltre il termine di legge. Il ricorso non ha affrontato questo punto decisivo, risultando generico e infondato.
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Sospensione ordine di demolizione: quando è possibile?
La Corte di Cassazione ha stabilito che la semplice presentazione di una domanda di sanatoria edilizia, avvenuta molti anni dopo la condanna definitiva, non è sufficiente per ottenere la sospensione dell'ordine di demolizione. Il giudice deve valutare la concreta e rapida possibilità di accoglimento dell'istanza. Nel caso di specie, la richiesta tardiva è stata ritenuta un mero tentativo di ritardare l'esecuzione, portando al rigetto del ricorso.
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Ordine di demolizione: quando è irrevocabile?
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un cittadino contro un ordine di demolizione per abusi edilizi. Nonostante l'appellante avesse ottenuto atti amministrativi favorevoli, la Corte ha stabilito che questi si riferivano a particelle catastali diverse da quelle oggetto dell'abuso. La sentenza sottolinea che per la revoca di un ordine di demolizione è fondamentale dimostrare la perfetta coincidenza tra l'immobile sanato e quello abusivo, e che non è possibile introdurre nuove prove documentali in sede di Cassazione.
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Ordine di demolizione: quando non può essere sospeso
La Corte di Cassazione, con la sentenza 5174/2024, ha dichiarato inammissibile il ricorso degli eredi di un condannato per abusi edilizi. Essi chiedevano la sospensione di un ordine di demolizione a causa di un ricorso pendente al T.A.R. contro il diniego di condono. La Corte ha ribadito che la pendenza del giudizio amministrativo non è di per sé sufficiente a bloccare l'esecuzione. L'ordine di demolizione, avendo natura reale, segue l'immobile e vincola anche gli eredi, indipendentemente dalla formale accettazione dell'eredità.
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Ordine di demolizione: interesse ad agire del possessore
La Corte di Cassazione ha annullato un'ordinanza che dichiarava inammissibile l'opposizione a un ordine di demolizione da parte di un soggetto condannato per abusi edilizi, ma non proprietario dell'immobile. La Corte ha stabilito che il condannato, in quanto possessore e occupante dell'immobile, ha pieno interesse e legittimazione a contestare l'esecuzione, specialmente dopo la revoca del provvedimento di acquisizione al patrimonio comunale. Il caso è stato rinviato al Tribunale per una nuova valutazione alla luce dei principi di proporzionalità sanciti dalla Corte EDU, dato che l'immobile è adibito a abitazione familiare.
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Demolizione abusivismo edilizio: no a sanatorie postume
Due proprietari, destinatari di un ordine di demolizione definitivo per un immobile abusivo, hanno demolito parzialmente la struttura per renderla conforme alle normative. Hanno quindi richiesto la revoca dell'ordine. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso, affermando che gli interventi eseguiti dopo le scadenze legali per la sanatoria non possono legalizzare retroattivamente un abuso. Questo principio è cruciale in materia di demolizione abusivismo edilizio.
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Ordine di demolizione: non basta il condono edilizio
La Corte di Cassazione ha confermato che un ordine di demolizione per un immobile abusivo non viene automaticamente revocato dal rilascio di un permesso in sanatoria (condono). Il giudice penale ha il potere e il dovere di verificare la legittimità sostanziale del permesso, accertando la sussistenza dei requisiti di legge, come l'effettiva ultimazione delle opere entro i termini. Nel caso specifico, mancando tale presupposto, il condono è stato ritenuto illegittimo e l'ordine di demolizione è rimasto valido.
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