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Ordine Di Demolizione — Anno 2025

97 provvedimenti applicano questo termine

Altri anni per Ordine Di Demolizione

Provvedimenti

Condono edilizio frazionato: no alla revoca della demolizione
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso contro un ordine di demolizione, confermando che il condono edilizio frazionato per superare i limiti di volumetria è un espediente illecito. La Corte ha chiarito che non si può invocare il silenzio-assenso se mancano i requisiti di legge, come il rispetto del limite di 750 mc per l'opera abusiva.
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Ordine di demolizione: quando è inammissibile il ricorso
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un cittadino contro un ordine di demolizione per un manufatto abusivo. Il ricorso è stato respinto per mancanza di specificità e perché basato solo su una perizia di parte, senza alcun atto amministrativo che giustificasse la sospensione o la revoca della demolizione.
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Ordine di demolizione su immobile ereditato: analisi
Un figlio eredita un immobile con un abuso edilizio realizzato dalla madre decenni prima. Contesta l'ordine di demolizione per vizi di notifica, violazione del diritto all'abitazione e pendenza di condoni. La Corte di Cassazione respinge il ricorso, stabilendo che l'ordine di demolizione su immobile ereditato è valido ed efficace. La morte dell'autrice del reato rende la sentenza definitiva, e l'erede subentra in tutti gli obblighi, incluso quello di demolire, senza che il tempo trascorso possa sanare l'illecito.
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Ordine di demolizione: quando non si può fermare
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un cittadino contro un ordine di demolizione. La richiesta di sospendere l'esecuzione, basata su istanze di condono e sanatoria, è stata respinta a causa della presenza di vincoli paesaggistici e ambientali insuperabili che rendevano impossibile qualsiasi forma di regolarizzazione dell'abuso edilizio.
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Condono edilizio: no al silenzio assenso frazionato
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di tre soggetti contro un'ordinanza di demolizione. I ricorrenti avevano presentato domande di condono edilizio separate per singole porzioni di un unico immobile, sostenendo la formazione del silenzio assenso. La Corte ha stabilito che la suddivisione era un espediente per aggirare i limiti volumetrici di legge. Di conseguenza, le istanze erano inammissibili e il silenzio assenso non poteva formarsi. È stata inoltre ribadita la natura non prescrittibile dell'ordine di demolizione.
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Condono Edilizio: No all’Amnestia Frazionata
Un proprietario immobiliare ha impugnato un'ordinanza che confermava la demolizione di un edificio abusivo, sostenendo la validità di diverse istanze di condono edilizio presentate nel tempo. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, stabilendo che frazionare le domande di sanatoria per un unico immobile e realizzare ulteriori ampliamenti dopo la richiesta di condono rende le istanze illegittime. La Corte ha confermato l'ordine di demolizione, sottolineando anche la pericolosità dell'edificio, situato in un'area a elevato rischio di frana.
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Condono Edilizio: no alla sanatoria con frazionamento
La Corte di Cassazione Penale conferma l'ordine di demolizione di un immobile abusivo. Il tentativo di sanatoria tramite un condono edilizio basato su un frazionamento fittizio, per superare i limiti di volume, è stato ritenuto illegittimo. La Corte ha negato la legittimazione della promissaria acquirente a presentare l'istanza e ha ribadito che un unico edificio non può essere suddiviso per eludere la legge.
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Ordine di demolizione: quando è irrevocabile?
La Cassazione Penale ha stabilito l'irrevocabilità di un ordine di demolizione per abusi edilizi se non ottemperato entro 90 giorni. Nel caso esaminato, gli eredi del costruttore avevano ottenuto una sanatoria parziale ma non per tutte le opere abusive. La Corte ha confermato che, decorso il termine, il bene viene automaticamente acquisito al patrimonio comunale, rendendo illegittima qualsiasi successiva richiesta di sanatoria per le opere abusive residue.
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Ordine di demolizione: quando riguarda l’intero immobile
Un imprenditore ha impugnato un ordine di demolizione per un intero edificio, illegalmente trasformato da albergo in un complesso di appartamenti. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso, confermando che una trasformazione così radicale, con aumento di volume e cambio di sagoma, qualifica l'opera come "nuova costruzione" e giustifica la demolizione completa. La Corte ha inoltre chiarito che l'acquisizione automatica dell'immobile da parte del Comune non consegue a un ordine di demolizione giudiziale, ma solo a quello amministrativo.
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Ordine di demolizione: quando resta valido?
La Corte di Cassazione ha confermato un ordine di demolizione per opere abusive, stabilendo che, anche in caso di estinzione del reato edilizio, la condanna definitiva per il connesso reato paesaggistico è sufficiente a mantenere in vigore l'ordine di ripristino dei luoghi, che assorbe e comprende la demolizione. Le istanze di condono edilizio, in tale contesto, non sono rilevanti per bloccare l'esecuzione, essendo necessaria una specifica autorizzazione paesaggistica.
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Ordine di demolizione: quando può essere revocato?
La Corte di Cassazione annulla la revoca di un ordine di demolizione, stabilendo che tale ordine ha natura reale e segue l'immobile, non la persona. Né le modifiche successive all'abuso edilizio, né il trasferimento della proprietà a terzi possono, da sole, giustificare la revoca della sanzione ripristinatoria. La revoca è ammissibile solo in caso di incompatibilità con successivi provvedimenti amministrativi, come una sanatoria.
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Ordine di demolizione eredi: la Cassazione conferma
La Corte di Cassazione ha stabilito che l'ordine di demolizione di un immobile abusivo si estende agli eredi del responsabile dell'abuso. La sentenza chiarisce che, nonostante la nullità degli atti di trasferimento tra vivi, l'immobile abusivo rientra nell'asse ereditario e viene trasmesso per successione. Di conseguenza, gli eredi, in qualità di nuovi proprietari o possessori, sono tenuti a eseguire l'ordine, a prescindere dalla loro personale responsabilità nella commissione dell'illecito edilizio. L'appello degli eredi, che sostenevano di essere estranei alla vicenda e che l'immobile non fosse ereditabile, è stato dichiarato inammissibile.
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Ordine di demolizione: no stop con condono fittizio
La Corte di Cassazione conferma un ordine di demolizione per un immobile abusivo. Il ricorso della proprietaria, basato su un condono edilizio ottenuto tramite il frazionamento fittizio dell'edificio in tre unità distinte per aggirare i limiti di cubatura, è stato dichiarato inammissibile. La Corte ha stabilito che tale stratagemma non crea un legittimo affidamento e che l'ordine di demolizione, avendo natura ripristinatoria e non penale, non è soggetto a prescrizione.
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Ordine di demolizione: sanzione penale o no? Cassazione
La Corte di Cassazione conferma che l'ordine di demolizione per abusi edilizi ha natura di sanzione amministrativa e non penale. Pertanto, non è soggetto alla prescrizione prevista per le pene detentive o pecuniarie. La sua finalità è ripristinare il territorio e non punire il reo, rendendolo un'obbligazione reale che non si estingue nel tempo.
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Revoca ordine di demolizione: quando è infondata?
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso contro il rigetto di un'istanza di revoca ordine di demolizione. La decisione si fonda sul fatto che la richiesta di permesso di costruire in sanatoria era stata definitivamente respinta dall'amministrazione comunale, rendendo le argomentazioni dei ricorrenti generiche e non pertinenti al merito della decisione impugnata.
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Ordine di demolizione: non basta il condono edilizio
La Corte di Cassazione ha confermato che un ordine di demolizione per un immobile abusivo non viene automaticamente revocato dal rilascio di un permesso in sanatoria (condono). Il giudice penale ha il potere e il dovere di verificare la legittimità sostanziale del permesso, accertando la sussistenza dei requisiti di legge, come l'effettiva ultimazione delle opere entro i termini. Nel caso specifico, mancando tale presupposto, il condono è stato ritenuto illegittimo e l'ordine di demolizione è rimasto valido.
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Ordine di demolizione: obbligo di perizia del giudice
Una proprietaria di immobile ha ricevuto un ordine di demolizione per abusi edilizi. A causa del rischio di danni alle parti legittime dell'edificio e a quelli vicini, la Procura ha chiesto una revoca parziale o una perizia tecnica. Il giudice dell'esecuzione ha rigettato la richiesta. La Corte di Cassazione ha annullato tale decisione, stabilendo che in presenza di dubbi concreti sulla fattibilità della demolizione, il giudice ha il dovere di disporre accertamenti, inclusa una perizia, per definire le corrette modalità esecutive. L'onere della parte interessata è di allegare i fatti, non di provarli.
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Ordine di demolizione: quando il ricorso è inammissibile
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di una cittadina contro un ordine di demolizione per un immobile abusivo. La ricorrente sosteneva l'illegittimità del provvedimento e la violazione del principio di proporzionalità. La Corte ha ribadito che, in caso di inottemperanza, l'immobile viene acquisito di diritto dal Comune, rendendo vane le contestazioni. Inoltre, la pervicacia nell'abusivismo edilizio giustifica la demolizione come misura necessaria.
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Ordine di demolizione: inammissibile per il terzo
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un terzo contro un ordine di demolizione. La ricorrente, figlia dei costruttori dell'immobile abusivo, vi abitava in virtù di un comodato stipulato anni dopo la condanna definitiva. La Corte ha stabilito che il principio di proporzionalità e il diritto all'abitazione non possono essere invocati da chi occupa un immobile con la piena consapevolezza della sua natura illecita, poiché l'ordine di demolizione è una sanzione reale che segue il bene e non la persona.
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Ricorso inammissibile: quando l’appello è generico
La Corte di Cassazione dichiara un ricorso inammissibile avverso un'ordinanza che negava la sospensione di una demolizione. Il motivo risiede nella genericità e a-specificità dell'impugnazione, che non si confrontava criticamente con le motivazioni del provvedimento impugnato, limitandosi a lamentele astratte sul principio di proporzionalità.
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