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Ordine Di Demolizione — Anno 2025

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97 provvedimenti applicano questo termine

Altri anni per Ordine Di Demolizione

Provvedimenti

Ordine di demolizione: legittimità e condono edilizio
La Corte di Cassazione ha annullato l'ordinanza di un tribunale che revocava un ordine di demolizione per un immobile abusivo. La Corte ha stabilito che l'ordine di demolizione è una misura ripristinatoria che segue il bene ed è opponibile ai terzi acquirenti. Il giudice dell'esecuzione ha il dovere di verificare la legittimità del condono, che in questo caso appariva ottenuto tramite un frazionamento artificioso dell'immobile per eludere i limiti volumetrici, rendendolo invalido.
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Ordine di demolizione: il ricorso ripetitivo è nullo
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di tre soggetti contro un ordine di demolizione per opere abusive. La Corte ha stabilito che la richiesta era una mera riproposizione di un'istanza precedente, già rigettata con provvedimento definitivo, in assenza di 'elementi nuovi' di fatto o di diritto. La pendenza di un ricorso al TAR, basato sugli stessi argomenti, non costituisce un elemento di novità sufficiente a sospendere l'ordine di demolizione.
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Ordine di demolizione: vale anche per il terzo acquirente
La Corte di Cassazione ha stabilito che un ordine di demolizione per un immobile abusivo si applica anche al terzo acquirente, anche se in buona fede. Il principio di proporzionalità non può essere invocato per bloccare la demolizione di una parte non essenziale dell'abitazione, come un terrazzo, poiché prevale l'esigenza di ripristinare la legalità urbanistica.
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Ordine di demolizione: legittimità e buona fede
La Corte di Cassazione ha annullato la decisione di un tribunale che aveva revocato un ordine di demolizione per un grande edificio abusivo. Il tribunale aveva basato la sua scelta su un condono edilizio successivo e sulla buona fede dell'acquirente finale. La Suprema Corte ha però stabilito che il giudice dell'esecuzione avrebbe dovuto verificare la legittimità del condono, ottenuto tramite un artificioso frazionamento dell'immobile, riaffermando che l'ordine di demolizione è un atto obbligatorio e non può essere eluso facilmente.
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Ordine di demolizione: quando non si applica?
La Corte di Cassazione ha annullato l'ordinanza di un Tribunale che revocava un ordine di demolizione per un immobile abusivo. Il caso riguardava un grande edificio frazionato artificiosamente per ottenere un condono edilizio. La Corte ha stabilito che l'ordine di demolizione è un atto dovuto e non può essere annullato invocando il principio di proporzionalità o la buona fede dell'acquirente, specialmente quando il titolo di sanatoria è palesemente illegittimo e basato su un frazionamento fraudolento volto a eludere i limiti volumetrici imposti dalla legge.
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Ordine di demolizione: no stop senza sanatoria espressa
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di un cittadino contro un ordine di demolizione per un immobile abusivo. La Corte ha stabilito che la semplice determinazione dell'importo della sanzione pecuniaria (oblazione) da parte del Comune non costituisce un provvedimento di sanatoria valido. Per sospendere o revocare un ordine di demolizione è necessario un titolo abilitativo in sanatoria formale, esplicito e definitivo, che nel caso di specie mancava, essendo il rilascio subordinato ad ulteriori pareri.
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Ordine di demolizione: valido anche per ampliamenti
La Corte di Cassazione ha confermato che un ordine di demolizione emesso per un manufatto abusivo si estende a tutti gli ampliamenti successivi, in quanto l'opera va considerata come un unico complesso. Anche se la contravvenzione per l'ampliamento è prescritta, l'ordine di demolizione originario resta valido e deve essere eseguito sull'intera struttura, risultando impossibile una demolizione parziale.
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Ordine di demolizione: quando è inammissibile il ricorso
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza Num. 28383 del 2025, ha dichiarato inammissibili i ricorsi contro un ordine di demolizione. La Corte ha chiarito che allegazioni generiche sui rischi della demolizione non sono sufficienti per revocarlo, e il principio di proporzionalità viene applicato con criteri rigorosi, tenendo conto della consapevolezza dell'illegalità da parte del costruttore.
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Concessione in sanatoria: perché è illegittima?
La Cassazione conferma la demolizione di un immobile abusivo, dichiarando illegittima la concessione in sanatoria ottenuta. La Corte ha stabilito che il permesso è nullo per tardiva presentazione della documentazione, difformità tra l'opera sanata e quella realizzata, e assenza del fondamentale nulla osta paesistico in area vincolata.
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Ordine di demolizione: non si revoca per errore
La Corte di Cassazione ha annullato un'ordinanza della Corte d'Appello che revocava un ordine di demolizione. La revoca era basata sull'erroneo presupposto che il reato edilizio fosse prescritto, mentre la prescrizione riguardava solo un reato minore. La Suprema Corte ha chiarito che un simile errore di fatto (travisamento) impone l'annullamento della revoca. È stato inoltre ribadito che l'ordine di demolizione, avendo natura di sanzione amministrativa reale, si trasferisce agli eredi del condannato defunto.
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Ordine di demolizione: l’acquirente in buona fede paga
La Corte di Cassazione ha annullato un'ordinanza che revocava un ordine di demolizione per un grande edificio abusivo, successivamente frazionato e venduto a terzi. La Corte ha stabilito che l'ordine di demolizione ha natura "reale", cioè segue l'immobile e non la persona, ed è quindi esecutivo anche nei confronti dell'acquirente in buona fede. Inoltre, ha ritenuto illegittimo il condono edilizio ottenuto tramite un artificioso frazionamento dell'immobile, sottolineando il dovere del giudice dell'esecuzione di verificare la legittimità sostanziale del titolo sanante.
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Ordine di demolizione: legittimo anche per terzi
La Corte di Cassazione ha annullato l'ordinanza che revocava un ordine di demolizione per un immobile abusivo acquistato da terzi. La Corte ha stabilito che l'ordine di demolizione ha natura reale, segue il bene e si applica a chiunque ne sia proprietario, indipendentemente dal suo coinvolgimento nell'abuso. Inoltre, il giudice dell'esecuzione ha il potere-dovere di verificare la legittimità del condono edilizio, che in questo caso è stato ritenuto ottenuto in modo fraudolento per aggirare i limiti volumetrici. Il principio di proporzionalità non può giustificare la revoca definitiva della demolizione.
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Ordine di demolizione: quando è irrevocabile?
La Corte di Cassazione ha annullato l'ordinanza di un Tribunale che aveva revocato un ordine di demolizione per un vasto immobile abusivo. Il caso riguardava un fabbricato frazionato in più unità, per le quali erano state presentate domande di condono fittizie da promissari acquirenti per aggirare i limiti volumetrici. La Corte ha stabilito che l'ordine di demolizione è una misura ripristinatoria di natura reale, che segue l'immobile e non la persona, e non può essere paralizzata da condoni illegittimi o dal principio di proporzionalità invocato da terzi acquirenti, la cui tutela risiede in azioni civili contro il venditore.
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Frazionamento condono edilizio: limiti e conseguenze
La proprietaria di un immobile ottiene la revoca di un ordine di demolizione basandosi su un permesso di costruire in sanatoria. La Corte di Cassazione annulla tale provvedimento, giudicando la sanatoria illegittima a causa di un artificioso frazionamento del condono edilizio. La Corte ha stabilito che la presentazione di molteplici istanze per un unico edificio mirava a eludere i limiti volumetrici di legge. Viene inoltre chiarito che l'acquirente di un immobile abusivo non può invocare la buona fede, avendo il dovere di verificarne la conformità urbanistica.
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Ordine di demolizione e acquisizione al comune
La Corte di Cassazione ha stabilito che l'ordine di demolizione per un abuso edilizio rimane efficace anche dopo l'acquisizione dell'immobile al patrimonio comunale. Il ricorso di un condannato che sosteneva l'impossibilità di demolire un bene non più di sua proprietà è stato dichiarato inammissibile. La Corte ha chiarito che la demolizione è l'esito obbligato, a meno che il Consiglio Comunale non deliberi esplicitamente di mantenere l'opera per prevalenti interessi pubblici.
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Ordine di demolizione: quando si può sospendere?
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso contro un ordine di demolizione. La sentenza chiarisce che il giudice competente è quello che ha emesso la condanna e che una semplice istanza di condono non basta a sospendere l'esecuzione, servendo atti amministrativi concreti o una probabilità ragionevole della loro imminente emissione.
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Motivi nuovi ricorso: limiti e inammissibilità
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile un ricorso contro un ordine di demolizione. La sentenza chiarisce i limiti dei motivi nuovi ricorso, stabilendo che non possono introdurre censure completamente nuove, come la prescrizione, se non collegate ai motivi originari. Inoltre, precisa che i vizi del processo di cognizione vanno eccepiti con strumenti diversi dal ricorso in fase esecutiva.
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Ordine di demolizione: quando può essere revocato?
La Corte di Cassazione annulla un'ordinanza che revocava un ordine di demolizione penale. La sentenza chiarisce che l'annullamento di un provvedimento amministrativo da parte del TAR per vizi procedurali non è sufficiente a giustificare la revoca dell'ordine del giudice penale. È necessaria una valutazione nel merito per stabilire un'effettiva e insanabile incompatibilità.
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Demolizione abusiva: no stop con interesse generico
La Corte di Cassazione ha annullato un'ordinanza che revocava un ordine di demolizione per un immobile abusivo. La decisione del Comune di conservare l'edificio per 'edilizia sociale' è stata ritenuta troppo generica. La Corte ha ribadito che per fermare una demolizione abusiva, l'interesse pubblico deve essere specifico, concreto e attuale, non un vago proposito futuro. Il giudice dell'esecuzione ha il dovere di verificare in modo approfondito queste condizioni, non limitandosi a un controllo formale dell'atto amministrativo.
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Demolizione immobile abusivo: quando si perde interesse
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso contro un ordine di demolizione di un immobile abusivo. La decisione si fonda sulla mancanza di interesse del ricorrente, che non è più proprietario del bene dopo la sua acquisizione al patrimonio del Comune. L'analisi sottolinea che l'interesse a impugnare deve essere concreto e attuale, non un mero interesse di fatto.
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