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Ordine Di Demolizione — Anno 2025

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97 provvedimenti applicano questo termine

Altri anni per Ordine Di Demolizione

Provvedimenti

Ordine di demolizione: validità e proporzionalità
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un cittadino contro un ordine di demolizione di un immobile abusivo. La Corte ha stabilito che un ordine di demolizione derivante da una sentenza penale non è indeterminato se non riporta i dati catastali, poiché l'identificazione avviene nel processo. Inoltre, il principio di proporzionalità non può essere invocato per bloccare la demolizione quando il condannato ha avuto decenni (in questo caso dal 1992) per trovare una soluzione abitativa alternativa, dimostrando così la propria inerzia.
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Ordine di demolizione: quando è definitivo?
Un proprietario ha impugnato un ordine di demolizione emesso a seguito di una condanna definitiva per abuso edilizio. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile, ribadendo che la sentenza penale passata in giudicato, che accerta l'abusività dell'opera, non può essere messa in discussione in fase esecutiva. Pertanto, precedenti provvedimenti amministrativi o dissequestri diventano irrilevanti e l'ordine di demolizione si estende a tutto il manufatto abusivo, incluse le modifiche successive.
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Errore di fatto Cassazione: limiti del ricorso 625 bis
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile un ricorso straordinario per errore di fatto avverso un ordine di demolizione. La sentenza chiarisce che la mancata valutazione di permessi in sanatoria non costituisce un errore percettivo (errore di fatto), ma attiene a una valutazione giuridica (errore di giudizio), non censurabile con lo strumento dell'art. 625 bis c.p.p. Viene ribadito che tale rimedio non è un quarto grado di giudizio, ma serve solo a correggere sviste materiali nella lettura degli atti.
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Condono parziale: non salva dalla demolizione
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di tre fratelli contro un ordine di demolizione per un immobile abusivo acquistato all'asta da un parente. I ricorrenti sostenevano che un permesso in sanatoria avesse regolarizzato la situazione, ma la Corte ha respinto questa tesi. La decisione si fonda su due principi cardine: primo, l'immobile non era stato completato neppure "al rustico" entro i termini del condono, consistendo solo in pilastri; secondo, il principio di unitarietà dell'opera impedisce un condono parziale quando sono presenti ulteriori abusi non autonomi. La Corte ha anche escluso la buona fede degli acquirenti, poiché erano a conoscenza dell'illecito.
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Ordine di demolizione: quando non si può revocare
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso contro il rigetto di una richiesta di revoca di un ordine di demolizione. La ricorrente sosteneva che l'abuso fosse una 'parziale difformità', ma la Corte ha chiarito che un ampliamento realizzato su un'opera preesistente, senza un nuovo permesso, costituisce un abuso edilizio autonomo e non una semplice difformità. Pertanto, l'ordine di demolizione è stato confermato.
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Ordine di demolizione: nullo il condono dopo l’acquisizione
La Corte di Cassazione ha annullato l'ordinanza che revocava un ordine di demolizione per un immobile abusivo. La domanda di condono era stata presentata dalla precedente proprietaria quando il bene era già stato acquisito di diritto dal Comune per mancata ottemperanza a un precedente ordine di demolizione. La Corte ha stabilito che la domanda di sanatoria, provenendo da un soggetto non più legittimato, è inefficace, rendendo nuovamente operativo l'ordine di demolizione del giudice penale.
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Ordine di demolizione: illegittimo il condono frazionato
La Corte di Cassazione ha annullato l'ordinanza di un tribunale che revocava un ordine di demolizione per un vasto immobile abusivo. La revoca era basata su un permesso in sanatoria (condono) ottenuto tramite un frazionamento artificioso dell'edificio in più unità, con istanze presentate da finti promissari acquirenti per eludere i limiti volumetrici di legge. La Suprema Corte ha stabilito che l'ordine di demolizione, avendo natura reale e ripristinatoria, non può essere annullato da un condono palesemente illegittimo. Il giudice dell'esecuzione ha il potere e il dovere di verificare la legittimità sostanziale del titolo in sanatoria, inclusa la genuinità delle istanze e il rispetto dei limiti normativi, non potendosi fermare a un controllo meramente formale.
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Ordine di demolizione: ricorso generico inammissibile
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso contro un ordine di demolizione per un abuso edilizio. Il ricorrente aveva richiesto la sospensione basandosi sul nuovo "Decreto Salva Casa", ma la sua istanza è stata ritenuta generica e presentata tardivamente. La Corte ha inoltre chiarito che la nuova normativa non si applica agli immobili costruiti in totale assenza di permesso, rendendo inefficace la richiesta di sanatoria e confermando l'ordine di demolizione.
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Ordine di demolizione: valido anche con successiva prescrizione
La Corte di Cassazione ha stabilito che un ordine di demolizione emesso con una sentenza di condanna divenuta irrevocabile mantiene la sua piena efficacia anche qualora un successivo procedimento penale, per i medesimi fatti, si concluda con una declaratoria di prescrizione del reato. Secondo la Corte, la sentenza irrevocabile costituisce un titolo esecutivo autonomo e autosufficiente che non può essere intaccato dall'esito di un secondo giudizio, il quale, peraltro, avrebbe dovuto concludersi con una declaratoria di improcedibilità per violazione del principio del 'ne bis in idem' (divieto di un secondo processo per lo stesso fatto). Di conseguenza, il ricorso del proprietario dell'immobile abusivo è stato dichiarato inammissibile.
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Ordine di demolizione: nullo con assoluzione per tenuità
La Corte di Cassazione ha annullato un ordine di demolizione emesso da un tribunale dopo una sentenza di assoluzione per particolare tenuità del fatto. Il caso riguardava un reato edilizio minore. La Corte ha chiarito che l'ordine di demolizione presuppone una condanna penale, assente in caso di proscioglimento ex art. 131 bis c.p. La competenza per la sanzione ripristinatoria torna quindi alle autorità amministrative, a cui la sentenza deve essere comunicata.
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Abuso edilizio: un nuovo abuso blocca la sanatoria
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un cittadino contro il rigetto della sospensione di un ordine di demolizione. La ragione decisiva è stata la commissione di un nuovo abuso edilizio mentre era in corso la pratica di sanatoria per le opere precedenti. Secondo la Corte, questo nuovo illecito impedisce una valutazione positiva della sanatoria e giustifica la piena efficacia dell'ordine di demolizione, poiché gli abusi devono essere considerati nel loro complesso.
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Ordine di demolizione: pena o sanzione amministrativa?
Una donna condannata per abusi edilizi chiede la revoca dell'ordine di demolizione, sostenendo che questo si sia estinto con la pena principale. La Cassazione rigetta il ricorso, confermando che l'ordine di demolizione è una sanzione amministrativa e non una pena, pertanto non si estingue con essa. La sua funzione è ripristinare il bene urbanistico violato, non punire il reo.
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Ordine di demolizione: vale per il nuovo proprietario
I nuovi proprietari di un immobile costruito abusivamente hanno impugnato un ordine di demolizione emesso anni prima del loro acquisto. Sostenevano di non essere responsabili e di aver ottenuto successivi permessi. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso, confermando che l'ordine di demolizione è una sanzione reale che grava sull'immobile, non sulla persona. Di conseguenza, l'obbligo di demolire si trasferisce al nuovo proprietario, soprattutto se l'edificio si trova in un'area a vincolo paesaggistico dove il condono è escluso per legge.
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Ordine di demolizione: illegittimo il permesso tardivo
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un privato contro un ordine di demolizione. La Corte ha stabilito che, una volta trascorsi 90 giorni dall'ingiunzione a demolire senza adempimento, l'immobile abusivo viene automaticamente acquisito al patrimonio del Comune. Di conseguenza, un eventuale permesso in sanatoria ottenuto successivamente è illegittimo, in quanto rilasciato a un soggetto non più proprietario. L'ex proprietario perde anche la legittimazione a chiedere la revoca dell'ordine di demolizione.
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Demolizione Abuso Edilizio: Quando si può evitare?
La Corte di Cassazione ha annullato un'ordinanza che rigettava la revoca di un ordine di demolizione per un abuso edilizio. Il caso riguarda un immobile costruito in zona sismica senza autorizzazione preventiva. La Corte ha stabilito che la mancanza di autorizzazione sismica, pur escludendo la 'doppia conformità' necessaria per la sanatoria, non comporta automaticamente la demolizione. Il giudice dell'esecuzione deve prima valutare se l'opera possa essere resa conforme alle norme antisismiche, considerando la demolizione abuso edilizio come ultima risorsa.
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Sanatoria edilizia: no senza doppia conformità sismica
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di due privati contro un ordine di demolizione di un immobile abusivo. La richiesta di sospensione, basata su un'istanza di sanatoria edilizia, è stata respinta perché l'opera, realizzata in zona sismica, mancava della preventiva autorizzazione sismica. Tale assenza, secondo la Corte, impedisce di soddisfare il requisito della 'doppia conformità', rendendo la sanatoria inaccoglibile e l'ordine di demolizione pienamente esecutivo.
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Ordine di demolizione: quando il ricorso è inammissibile
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di un cittadino contro un'ordinanza della Corte d'Appello che aveva confermato un ordine di demolizione per un immobile abusivo. La sentenza chiarisce la netta distinzione tra l'ordine di demolizione giudiziale, conseguenza di una condanna penale, e quello amministrativo, l'unico dal quale può scaturire l'acquisizione dell'area al patrimonio comunale. Viene inoltre ribadito che la sola pendenza di un'istanza di condono non è sufficiente a sospendere l'esecuzione, se non supportata da elementi concreti.
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Ordine di demolizione: sanatoria inutile dopo l’abuso
La Corte di Cassazione conferma che un ordine di demolizione per un abuso edilizio non può essere revocato da un permesso in sanatoria ottenuto dopo che l'immobile è già stato acquisito al patrimonio del Comune. Il giudice dell'esecuzione ha il potere e il dovere di verificare la legittimità sostanziale del titolo abilitativo, che in questo caso è risultato illegittimo perché rilasciato a chi non era più proprietario e in violazione delle norme paesaggistiche. Il ricorso è stato dichiarato inammissibile.
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Ordine di demolizione: quando si revoca la sospensione?
La Cassazione conferma la revoca della sospensione di un ordine di demolizione. La sola pendenza di un ricorso amministrativo, senza allegare elementi concreti sulla probabilità di un esito favorevole, non è sufficiente a giustificare il mantenimento della sospensione dell'esecuzione della sanzione penale.
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Ordine di demolizione: quando si può revocare?
La Cassazione ha annullato la revoca di un ordine di demolizione. La Corte ha stabilito che un comune non può bloccare la demolizione di un immobile abusivo per destinarlo a uso pubblico senza prima aver verificato, con un certificato di collaudo statico, la sua piena sicurezza e conformità alle normative antisismiche. La semplice delibera comunale non è sufficiente.
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