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Onlus

87 provvedimenti applicano questo termine

Definizione

Organizzazione Non Lucrativa di Utilità Sociale, un ente che opera senza scopo di lucro per fini di solidarietà sociale.

Norme più ricorrenti in questi provvedimenti

Provvedimenti

Cancellazione ONLUS: Statuto difettoso e rinvio in Cassazione
Una Fondazione è stata cancellata dall'Anagrafe delle ONLUS dall'Agenzia delle Entrate. La ragione era la mancanza, fin dall'inizio, nello statuto della Fondazione, del requisito di perseguire esclusivamente finalità di solidarietà sociale e del divieto di svolgere attività diverse da quelle permesse. La Commissione Tributaria Regionale ha confermato la cancellazione, ritenendo che le modifiche statutarie successive non potessero sanare il difetto originario. La Fondazione ha presentato ricorso in Cassazione. La Corte, ritenendo la questione non di immediata decisione, ha rinviato la causa alla sezione ordinaria per una trattazione più approfondita sulla Cancellazione ONLUS.
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ONLUS: Cassazione annulla sentenza per omessa valutazione dei requisiti
L'Agenzia delle Entrate ha emesso un avviso di accertamento contro un'Associazione di Volontariato, ritenendola soggetta a imposte per attività commerciale e contestando la sua natura di ONLUS. Dopo un primo rigetto e un accoglimento in appello che si limitava ad annullare la sentenza di primo grado per difetto di motivazione, la Corte di Cassazione è intervenuta. La Suprema Corte ha accolto il ricorso dell'Agenzia, stabilendo che il giudice d'appello non poteva limitarsi all'annullamento, ma doveva esaminare il merito della controversia, inclusa la corretta omessa valutazione ONLUS dell'associazione. La sentenza è stata cassata con rinvio per una nuova decisione sul merito.
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Classamento Catastale ONLUS: Prevale la Struttura, non il Fine Non Profit
L'Agenzia delle Entrate ha riclassificato un immobile adibito a casa di riposo gestita da un'ONLUS dalla categoria B/1 (senza scopo di lucro) a D/4 (con scopo di lucro), a seguito di lavori di ampliamento. La Fondazione ha contestato la decisione, sostenendo la propria natura non-profit. Le Commissioni tributarie di primo e secondo grado hanno dato ragione all'ONLUS. La Corte di Cassazione, invece, ha accolto il ricorso dell'Agenzia. Ha stabilito che il classamento catastale di un immobile ONLUS deve basarsi sulle sue caratteristiche oggettive e sulla destinazione funzionale, non sulla natura soggettiva dell'ente o sull'uso effettivo. La sentenza è stata cassata con rinvio per un nuovo esame.
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Perdita Status ONLUS: Stipendio Eccessivo, Tasse e Rinvio in Cassazione
Un Ente Religioso ha perso il suo status di ONLUS. L'Amministrazione Fiscale ha cancellato l'Ente dal Registro delle ONLUS perché ha pagato a un dipendente uno stipendio superiore del 20% rispetto al contratto collettivo nazionale. Questa perdita status ONLUS ha portato a diversi avvisi di accertamento per IRES e IRAP non dichiarate, con relative sanzioni. Dopo vari gradi di giudizio, la Corte di Cassazione ha deciso di rimettere la trattazione del ricorso a una pubblica udienza, rinviando la decisione finale. Questo significa che la questione è ancora aperta e necessita di un ulteriore approfondimento.
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Contraddittorio Tributario: Quando l’Ascolto del Contribuente è Obbligatorio
Un'Organizzazione, precedentemente riconosciuta come ONLUS, ha perso tale qualifica. L'Amministrazione Fiscale ha emesso avvisi di liquidazione per imposte di donazione, ipotecarie e catastali. L'Organizzazione ha contestato questi avvisi, sostenendo la violazione del suo diritto al contraddittorio tributario (essere ascoltata prima della decisione). I giudici di merito le hanno dato ragione. La Corte Suprema ha cassato parzialmente la decisione, chiarendo che per i tributi non armonizzati, il contraddittorio tributario è obbligatorio solo se l'atto impositivo deriva da una verifica o accertamento con un processo verbale di constatazione. La Corte ha rimarcato l'errore di confondere l'atto impositivo con il provvedimento di cancellazione dall'anagrafe ONLUS, questione separata. Il caso torna alla Commissione Tributaria Regionale.
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Classificazione catastale ONLUS: prevale la struttura, non il fine sociale
La Corte di Cassazione ha affrontato il tema della classificazione catastale di un immobile di proprietà di una Fondazione ONLUS, adibito a residenza per anziani. L'Agenzia delle Entrate aveva riclassificato l'immobile dalla categoria B/1 (servizi collettivi senza scopo di lucro) alla D/4 (ospedali e case di cura con fine di lucro). La Commissione Tributaria Regionale aveva annullato tale riclassificazione, sostenendo che la natura non-profit dell'ONLUS escludesse la categoria D/4. La Cassazione ha invece stabilito che, ai fini della classificazione catastale, prevalgono le caratteristiche oggettive e la destinazione funzionale potenziale dell'immobile, indipendentemente dalla natura (ONLUS) o dall'uso effettivo del proprietario. Ha quindi accolto il ricorso dell'Agenzia, confermando la riclassificazione.
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Classamento immobile: l’ONLUS e il fine di lucro catastale
L'Agenzia delle Entrate ha riclassificato un immobile di proprietà di un'ONLUS, adibito a casa di riposo e ambulatorio, aumentandone la rendita catastale. L'ONLUS ha contestato, sostenendo che la sua natura non lucrativa escludesse la finalità commerciale. La Corte di Cassazione, accogliendo parzialmente il ricorso dell'Agenzia, ha stabilito che il classamento immobile catastale si basa sulle caratteristiche oggettive e strutturali del bene, non sulla natura del proprietario o sull'uso effettivo. Il fine di lucro, ai fini del classamento, deve essere desunto dall'idoneità intrinseca dell'immobile a produrre reddito. La sentenza precedente è stata cassata con rinvio per una nuova valutazione dell'ambulatorio.
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Cancellazione ONLUS: l’Agenzia vince sulla mancata allegazione
Un'Associazione, qualificata come ONLUS, è stata cancellata dall'Anagrafe unica. L'Associazione ha contestato il provvedimento, sostenendo che l'Agenzia delle Entrate non aveva allegato la richiesta di parere al Ministero del Lavoro. La Commissione Tributaria Regionale aveva dato ragione all'Associazione. La Corte di Cassazione, invece, ha accolto il ricorso dell'Agenzia delle Entrate. Ha stabilito che la richiesta di parere, pur essendo obbligatoria, non deve essere necessariamente allegata al provvedimento di cancellazione ONLUS, poiché non pregiudica il diritto di difesa del contribuente e non condiziona la motivazione dell'atto. La sentenza di secondo grado è stata cassata.
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Esenzione IMU ONLUS: le rette escludono i benefici fiscali
Un Ente non profit ha impugnato gli avvisi di accertamento comunali relativi a IMU e TASI per gli anni 2013 e 2014. L'ente riteneva di aver diritto al beneficio fiscale spettante agli immobili destinati ad attività educative senza scopo di lucro. Il Comune ha invece contestato la natura commerciale dell'attività didattica svolta, poiché gli studenti versavano rette idonee a coprire gran parte delle spese di gestione. La Corte di Cassazione ha confermato la debenza dei tributi comunali, chiarendo che l'esenzione IMU ONLUS richiede la totale gratuità del servizio o un corrispettivo meramente simbolico. Anche se la retta media risulta inferiore al costo standard ministeriale per allievo, l'idoneità delle entrate a coprire i costi di bilancio qualifica l'attività come commerciale, escludendo qualsiasi agevolazione fiscale.
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ONLUS e Elusione Contributiva: Cassazione Inammissibile sui Fatti
Un'Associazione di volontariato (ONLUS) e il suo rappresentante contestavano una cartella esattoriale INPS per presunta elusione contributiva legata a lavoratori impiegati nel servizio di salvataggio. L'Associazione sosteneva che si trattava di volontari, non di dipendenti. La Corte d'Appello aveva respinto la loro opposizione. La Cassazione ha dichiarato inammissibile sia il ricorso principale dell'Associazione, poiché mirava a una non consentita rivalutazione dei fatti, sia il ricorso incidentale dell'INPS, che lamentava un'omessa pronuncia su una questione procedurale. Entrambi i ricorsi sono stati respinti, confermando l'obbligo di versare i contributi.
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ONLUS vs Fisco: il Classamento Catastale e il Fine di Lucro
L'Agenzia delle Entrate ha riclassificato un immobile adibito a residenza assistita, di proprietà di un'ONLUS, dalla categoria B/1 (servizi collettivi) alla D/4 (case di cura con fine di lucro). La Commissione Tributaria Regionale aveva annullato l'accertamento, ritenendo irrilevante il fine di lucro e rilevante la natura non-profit dell'ente. La Corte di Cassazione, accogliendo il ricorso dell'Agenzia, ha stabilito che per il Classamento catastale conta la destinazione funzionale e la potenziale capacità di produrre reddito dell'immobile, basata sulle sue caratteristiche oggettive e strutturali, non la natura giuridica (ONLUS) del proprietario. La Cassazione ha quindi confermato la riclassificazione a D/4.
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Requisiti statuto ONLUS: l’ente privato vince contro il Fisco
L'Agenzia delle Entrate cancellava una fondazione assistenziale dall'anagrafe tributaria di settore. L'ufficio fiscale contestava l'assenza della clausola di democraticità assembleare nell'atto costitutivo, ritenendo violati i requisiti statuto ONLUS. L'ente, derivante dalla privatizzazione di una pregressa istituzione di assistenza, impugnava il provvedimento impositivo. I giudici di legittimità hanno respinto il ricorso erariale. La Corte di Cassazione ha confermato che l'obbligo di prevedere il diritto di voto e la struttura assembleare riguarda unicamente le associazioni. Gli altri enti privati non associativi conservano pienamente le agevolazioni fiscali pur senza tali specifiche clausole interne.
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Contributo unificato ONLUS: la Cassazione rimette gli atti
L'Amministrazione Finanziaria ha richiesto il pagamento delle spese di giustizia a un'associazione di tutela degli utenti e consumatori per alcuni ricorsi avviati nel 2015. L'ente ha impugnato gli inviti di pagamento sostenendo il proprio diritto all'esonero dalle spese in quanto ente senza scopo di lucro. I giudici tributari di merito hanno accolto la tesi dell'associazione, stabilendo che l'esenzione dall'imposta di bollo comporta automaticamente l'esonero dal pagamento dei tributi giudiziari. Il Ministero ha impugnato la decisione davanti alla Corte di Cassazione, contestando l'applicazione automatica di tale beneficio fiscale. I giudici di legittimità hanno riconosciuto l'estrema rilevanza della questione riguardante il contributo unificato ONLUS e hanno rimesso la trattazione della causa alla sezione tributaria ordinaria per un esame approfondito.
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Omessa dichiarazione dei redditi: finta Onlus condannata
Il Presidente di un'associazione, qualificata fittiziamente come Onlus ma operante come vera e propria società commerciale, è stato condannato per il reato di omessa dichiarazione dei redditi e dell'Iva per l'anno 2011. L'imputato aveva evaso oltre 82.000 euro di imposte sui redditi e circa 60.000 euro di Iva, a fronte di ricavi superiori a 417.000 euro. La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso dell'imputato, confermando la condanna a un anno di reclusione. I giudici hanno chiarito che il calcolo dell'evasione si è basato su dati reali estratti dai documenti contabili e hanno negato l'applicazione della particolare tenuità del fatto, poiché le somme evase superavano ampiamente la soglia di punibilità e l'attività commerciale era stata mascherata da Onlus per evadere le tasse.
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Cancellazione dall’anagrafe delle Onlus: statuto tardivo inutile
Una fondazione ha impugnato il provvedimento di cancellazione dall'anagrafe delle Onlus emesso dall'Agenzia delle Entrate. L'amministrazione finanziaria aveva rilevato che lo statuto originario dell'ente non conteneva i requisiti formali obbligatori, come l'esclusivo perseguimento di finalità di solidarietà sociale. La fondazione sosteneva di aver sanato la mancanza modificando lo statuto prima della notifica del provvedimento. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso dell'ente. I giudici hanno stabilito che la mancanza iniziale dei requisiti formali non può essere sanata successivamente con effetto retroattivo. Di conseguenza, la cancellazione dall'anagrafe delle Onlus è legittima e comporta la perdita delle agevolazioni fiscali fin dal momento dell'iscrizione originaria.
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Iscrizione anagrafe ONLUS: il fisco perde sui limiti dei compensi
L'Agenzia delle Entrate aveva negato l'iscrizione anagrafe ONLUS a una fondazione, sostenendo che il suo statuto non indicasse i limiti quantitativi precisi per i gettoni di presenza dei consiglieri, rischiando di violare il divieto di distribuzione indiretta degli utili. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso del fisco, stabilendo che lo statuto non deve obbligatoriamente contenere formule matematiche o limiti numerici per i compensi, poiché tali tetti sono già fissati dalla legge. L'amministrazione finanziaria non può imporre requisiti formali non previsti dalla normativa. Di conseguenza, la fondazione ha ottenuto il diritto all'iscrizione, fermo restando che il rispetto effettivo dei limiti sui compensi potrà essere verificato dal fisco solo attraverso successivi controlli concreti sull'attività svolta dall'ente.
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Niente decadenza agevolazioni fiscali Onlus senza cancellazione
L'Agenzia delle Entrate ha contestato a un'associazione di assistenza la perdita dei benefici fiscali a causa di irregolarità nella tenuta della contabilità. L'ente impositore ha quindi emesso avvisi di accertamento richiedendo maggiori imposte. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso del fisco, confermando che la decadenza agevolazioni fiscali Onlus non avviene in modo automatico a seguito di una verifica. Per privare l'ente dei benefici, è indispensabile un formale provvedimento di cancellazione dall'anagrafe delle Onlus da parte dell'autorità competente. Poiché tale provvedimento non era mai stato adottato, l'accertamento fiscale è nullo. L'Agenzia delle Entrate perde la causa e deve pagare le spese di giudizio.
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Cancellazione anagrafe ONLUS: nullo lo stop se manca la logica
Un'associazione di assistenza sociale ha impugnato il provvedimento di cancellazione anagrafe ONLUS emesso dall'Agenzia delle Entrate per presunta mancanza dei requisiti di solidarietà. La Commissione Tributaria Regionale ha rigettato l'appello dell'ente con una motivazione estremamente sintetica e generica, sostenendo la mancanza di prove. L'associazione ha quindi proposto ricorso in Cassazione lamentando la nullità della sentenza per vizio di motivazione. La Suprema Corte ha accolto il ricorso, evidenziando che la decisione dei giudici d'appello costituisce un caso di motivazione apparente, in quanto non esamina le specifiche prove e le argomentazioni fornite dall'ente. La sentenza è stata cassata con rinvio per un nuovo esame.
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Imposta di registro: negata l’agevolazione ONLUS al leasing
Una società di leasing ha acquistato un immobile per concederlo in locazione finanziaria a una ONLUS. La società riteneva di poter beneficiare dell'imposta fissa agevolata prevista per gli enti no-profit, sostenendo che l'acquisto e il leasing fossero collegati in un'unica operazione economica. L'Amministrazione Finanziaria ha invece richiesto l'applicazione dell'imposta di registro proporzionale ordinaria sull'atto di compravendita. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso della società. I giudici hanno stabilito che, per determinare l'imposta, si deve guardare esclusivamente agli effetti del singolo atto presentato alla registrazione, senza considerare contratti collegati o elementi esterni. Di conseguenza, l'acquisto effettuato dalla società commerciale sconta l'imposta proporzionale, indipendentemente dal successivo utilizzo da parte della ONLUS.
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Imposta di registro agevolata: firma la ONLUS ma paga la società
Un Comune vende un immobile a una ONLUS, la quale stipula un contratto a favore di terzo indicando come beneficiaria una società di leasing finanziario. Le parti applicano l'Imposta di registro agevolata in misura fissa, facendo leva sulla natura di ONLUS dell'acquirente originario. L'Agenzia delle Entrate richiede invece l'imposta proporzionale, ritenendo che il vero acquirente sia la società di leasing. La Corte di Cassazione rigetta il ricorso delle parti, stabilendo che, nel contratto a favore di terzo, i requisiti per le agevolazioni fiscali devono essere valutati in capo al terzo beneficiario e non allo stipulante. Di conseguenza, non spettando al terzo la qualifica di ONLUS, l'operazione sconta l'imposta ordinaria.
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