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Nota Di Accredito

5 provvedimenti applicano questo termine

Definizione

Documento fiscale che un venditore emette per stornare, in tutto o in parte, una fattura precedentemente emessa, ad esempio a seguito di resi o annullamento del contratto, permettendo di recuperare l'IVA versata.

Norme più ricorrenti in questi provvedimenti

Provvedimenti

Litisconsorzio necessario tributario: nullità se manca la capogruppo
L'Agenzia delle Entrate ha impugnato la decisione che annullava accertamenti fiscali emessi contro una società in fallimento. Le contestazioni riguardavano l'indebita deduzione di costi infragruppo per premi di fine anno e servizi di magazzino, ritenuti non inerenti. Sebbene i giudici di merito avessero dato ragione alla società, la Corte di Cassazione ha rilevato un vizio procedurale insanabile. Nel regime del consolidato fiscale, la mancata partecipazione al giudizio della società controllante e dei soci configura una violazione del Litisconsorzio necessario tributario. Poiché l'accertamento è unitario, il processo non può svolgersi senza tutti i soggetti interessati. La Suprema Corte ha quindi dichiarato la nullità dell'intero giudizio, rinviando la causa alla Corte di giustizia tributaria di primo grado per la corretta integrazione del contraddittorio.
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Requisito temporale infrannuale: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di una società, confermando la legittimità di un avviso di accertamento. La sentenza ribadisce che il diritto alla detrazione dell'IVA, tramite nota di accredito per risoluzione consensuale di un contratto, è soggetto al rigoroso requisito temporale infrannuale di un anno dall'operazione originaria, come previsto dall'art. 26 del d.P.R. 633/72. Inoltre, ha negato la deducibilità delle perdite su crediti in assenza di elementi certi e precisi e della prova che il debitore fosse assoggettato a procedure concorsuali.
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Espromissione liberatoria: interpretazione del contratto
La Corte di Cassazione analizza un caso di espromissione, chiarendo i criteri per determinare se si tratti di un'espromissione liberatoria. Una società si era impegnata a pagare il debito di un'altra, ma una clausola prevedeva la liberazione della debitrice originaria a condizione dell'emissione di una nota di accredito da parte della creditrice. La Corte d'Appello aveva erroneamente interpretato la clausola in modo 'atomistico', senza considerare il senso letterale e complessivo dell'accordo. La Cassazione ha accolto il ricorso, affermando che il primo canone interpretativo è quello letterale e che la volontà di liberare il debitore non deve essere sacramentale, ma chiara e univoca. Il caso è stato rinviato per un nuovo esame.
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Nota di accredito IVA: quando è legittima? Cassazione
Un consorzio turistico emetteva note di accredito IVA a favore dei consorziati dopo aver ricevuto un contributo pubblico. L'Agenzia fiscale contestava l'operazione. La Cassazione ha accolto il ricorso dell'Agenzia, chiarendo che per la legittimità della nota di accredito IVA è necessario provare il nesso diretto tra l'operazione originaria e la variazione, cosa che il giudice di merito non aveva verificato.
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Principio di competenza: la Cassazione sui canoni
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 33303/2024, ha accolto il ricorso dell'Agenzia delle Entrate contro una società. La Corte ha stabilito che, per la determinazione del reddito d'impresa (IRES e IRAP), vige il principio di competenza economica, secondo cui i canoni di locazione concorrono a formare il reddito nell'esercizio in cui maturano, a prescindere dall'effettivo incasso. Questo si differenzia dal criterio di cassa valido per l'IVA. Inoltre, ha ribadito che l'emissione di note di accredito è legittima solo nelle specifiche ipotesi previste dalla legge.
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